Potrebbe esserci uno short squeeze epocale

Tommaso Scarpellini

16 Settembre 2025 - 07:52

Un settore sommerso dai deflussi mostra segnali di forza inattesi: tra utili rivisti al rialzo e forze di mercato contrarie, potrebbe scatenarsi uno short squeeze epocale.

Potrebbe esserci uno short squeeze epocale

Lo sapete che esiste una categoria di borsa globale, quindi anche in Europa, che continua a registrare record di deflussi? Sembra una condanna definitiva, un segnale di debolezza strutturale. Eppure, questa negatività accumulata negli ultimi anni potrebbe aver raggiunto un limite fisiologico.

E cosa accadrebbe se improvvisamente la corrente cambiasse? Se la pressione ribassista lasciasse spazio a nuovi flussi in entrata, potremmo assistere a un recupero sorprendente, capace di colmare il gap rispetto a settori che da anni aggiornano i loro massimi storici. In termini tecnici, c’è chi parla apertamente di short squeeze: ma quale comparto è sotto la lente, e perché ora?

Small cap sotto pressione

La risposta è semplice: le small cap. Questo segmento, spesso considerato la “palestra” delle aziende emergenti, vive da tempo una fase complicata. Gli ETF sulle small cap registrano ancora oggi deflussi record, sintomo di un disinteresse persistente da parte degli investitori istituzionali. Inoltre, i dati mostrano che il livello di posizioni short rimane consistente. Non estremo, ma comunque sostenuto, abbastanza da rendere interessante il quadro tecnico se dovesse verificarsi un’inversione dei flussi.

Il paradosso? Nonostante questo pessimismo diffuso, nell’ultimo mese le small cap hanno battuto, a sorpresa, le large cap, aprendo un fronte di riflessione che i mercati non possono più ignorare.

La sorpresa degli utili attesi

Cosa sta accadendo? I numeri parlano chiaro: le aspettative sugli utili attesi di questo comparto hanno registrato un balzo imprevisto, superiore al +60% nell’ultimo trimestre, con una crescita media attesa di circa il 30%. Una revisione così netta delle stime non può essere liquidata come un semplice rimbalzo tecnico. È un elemento che squilibra la narrativa negativa costruita negli ultimi anni sulle small cap e che, se confermato, potrebbe alimentare un potente meccanismo di ricopertura.

Il fattore monetario

Il contesto di politica monetaria aggiunge ulteriore complessità. Le attese di nuovi tagli dei tassi da parte della Federal Reserve rappresentano una leva cruciale per il settore. Storicamente, le small cap beneficiano più delle large cap in fasi di allentamento monetario, grazie alla maggiore sensibilità al costo del capitale e alla possibilità di accedere a condizioni di credito più favorevoli.

Un equilibrio fragile

Il mercato resta comunque diviso: da un lato, la narrativa pessimista ancorata a deflussi e posizioni ribassiste; dall’altro, un miglioramento tangibile delle stime sugli utili attesi e il supporto di un contesto monetario in potenziale svolta. È proprio in questa tensione che potrebbe maturare uno short squeeze: un fenomeno in cui i venditori allo scoperto, costretti a chiudere le posizioni, innescano un’ondata di acquisti che alimenta ulteriormente i rialzi.

iShares Russell 2000 ETF iShares Russell 2000 ETF Grafico settimanale dell’iShares Russell 2000 ETF. Fonte: baha.com

Arriverà?

Eppure, è ancora presto per dirlo con certezza. Quello che sappiamo è che gli ingredienti ci sono: deflussi prolungati, short elevati, improvvisa revisione positiva degli utili attesi e possibile svolta della Fed.

Ma attenzione: non si tratta di una promessa di facili guadagni. Le small cap restano un segmento ad alta volatilità e con rischi intrinseci elevati. Più che cedere alla FOMO, vale la pena osservare con freddezza e comprendere che dietro a ogni grande opportunità si nasconde sempre un rischio proporzionale.