Portafoglio del Martedì: Piazza Affari in cerca di spunti dalle banche centrali

Claudia Cervi

1 Novembre 2022 - 11:00

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Dopo il maxi rialzo dei tassi Bce, domani sarà il turno della Fed: cosa succederà a Piazza Affari? Continuiamo a seguire il portafoglio realizzato con i Turbo Certificates di UniCredit.

Portafoglio del Martedì: Piazza Affari in cerca di spunti dalle banche centrali

Piazza Affari in cerca di spunti dalle banche centrali: giovedì scorso la Bce ha deciso di alzare i tassi di interesse dello 0,75% portandoli al 2% e domani sarà il turno della Fed. Il listino milanese prova a riprendersi dall’effetto negativo del tonfo a Wall Street dei colossi della tecnologia tecnologici dopo i dati deludenti rilasciati la scorsa settimana.

Nel nostro portafoglio di investimento realizzato con i Turbo Certificates di UniCredit migliorano le performance delle operazioni su Banco BPM e Tenaris a cui si è aggiunto l’ingresso su Intesa Sanpaolo scattato il 27 ottobre.

Segnalazioni Segnalazioni Aggiornato al 01112022

Portafoglio di investimento: la situazione generale

Questa settimana si preannuncia particolarmente interessante per l’economia globale: dopo la decisione della Bce di proseguire il processo di normalizzazione della politica monetaria, alzando nuovamente i tassi di interesse di 75 punti base (al 2%) e ricalibrando i termini e le condizioni TLTRO III, dalla Fed potrebbero arrivare indicazioni meno «hawkish», con un rallentamento del ritmo del rialzo dei tassi a partire dal meeting di dicembre o da quelli successivi. Entro fine anno i tassi Fed sono attesi al 4,25%.

Dall’Europa agli States l’inflazione continua ad essere persistente, rispettivamente al 9,9% e all’8,5%, ai massimi da 50 anni. Su un versante alimentata dalla ripresa della domanda e dall’iniezione monstre di liquidità nell’economia da parte del governo Biden, sull’altro provocata dalla guerra e dalla crisi energetica conseguente.

Nonostante l’origine diversa della spirale inflattiva, le due banche centrali hanno deciso di fare un fronte comune, lanciando una task force per combattere l’inflazione senza soffocare gli effimeri spiragli di crescita.

L’attenzione degli investitori si rivolgerà alla prima riunione del gruppo di lavoro in agenda questa settimana: l’inflazione continua a essere un problema da un lato all’altro dell’Oceano e, di riflesso, l’impegno delle banche centrali a contrastarla non è ancora terminato, seppur con due velocità diverse.

Fino ad ora infatti l’economia reale non ha recepito del tutto i rialzi dei tassi: come ha evidenziato la vice presidente della Fed Lael Brainard, per vedere una riduzione consistente delle pressioni inflazionistiche potrebbero essere necessari fino a 12 mesi e un maggior sostegno del governo, chiamato a ridurre significativamente il proprio bilancio.

Il ritardo nella trasmissione delle politiche monetarie all’economia è evidente anche in Europa, dove la Bce ha alzato senza esitazione i tassi di riferimento e annunciato a partire dal 23 novembre prossimo il ridimensionamento del programma TLTRO III, uno strumento che in piena pandemia ha permesso alle banche europee di concedere più facilmente finanziamenti a famiglie e imprese. Negli ultimi mesi le banche hanno dunque beneficiato di tassi di interesse più elevati e delle TLTRO: ora questo vantaggio deve essere ricalibrato.

In questo contesto, fino a quando le due banche centrali non avranno concluso il ciclo di restringimento della politica monetaria -che non avverrà prima dell’inizio del 2023 -la volatilità continuerà a dominare gli asset più rischiosi.

Ingressi Ingressi Aggiornato al 01112022

Portafoglio del Martedì: puntiamo sulle banche

La scorsa settimana è scattato l’ingresso sulle azioni Intesa Sanpaolo che si aggiunge all’investimento su Banco BPM esponendoci maggiormente al comparto finanziario, su cui puntiamo in vista degli aumenti dei margini d’interesse (prevalenti sui timori di recessione). Resta in portafoglio anche Tenaris.

Stabile il rendimento del nostro portafoglio di investimento, a -185 punti percentuali.

Vediamo in dettaglio la situazione grafica delle azioni di Banco BPM, di Tenaris e di Intesa Sanpaolo.

Rendimento operazioni Rendimento operazioni Aggiornato al 01112022
Rendimento portafoglio Rendimento portafoglio Aggiornato al 01112022

Banco BPM ha rotto gli indugi superando la resistenza a 3 euro, inviando un segnale di forza propedeutico a un allungo verso obiettivi a 3,20 euro. Le prospettive di rialzo verrebbero rinviate nuovamente da discese sotto 2,85.
Per investire su Banco BPM abbiamo utilizzato un Turbo Open End con codice Isin DE000HB95786.

Grafico giornaliero Banco BPM Grafico giornaliero Banco BPM Fonte TeleTrader

Azioni Banco BPM, grafico giornaliero. Fonte: TeleTrader

Tenaris frena la corsa, appesantita da dietro front del petrolio. Il lato alto del canale che sale da luglio, a 15,70 circa, ha impedito ai prezzi di completare lo sprint finale fino ai target a 16,30 circa e successivamente in area 17. Eventuali flessioni non dovranno estendersi sotto area 15 per non compromettere i progressi accumulati.

Per l’investimento su Tenaris abbiamo utilizzato un Turbo Open End emesso da UniCredit con codice Isin DE000HB4QND4.

Grafico giornaliero Tenaris Grafico giornaliero Tenaris Fonte TeleTrader

Azioni Tenaris, grafico giornaliero. Fonte: TeleTrader

Intesa Sanpaolo rallenta la corsa verso i massimi di settembre a 1,94 circa. Oltre questo limite possibile un allungo fino ai 2 euro, per il test del lato superiore del canale che sale dai minimi di luglio. Indicazioni negative giungerebbero poi sotto 1,77.

Per l’investimento su Intesa Sanpaolo abbiamo utilizzato un Turbo Open End emesso da UniCredit con codice Isin DE000HB48G99.

Grafico giornaliero Intesa Sanpaolo Grafico giornaliero Intesa Sanpaolo Fonte Teletrader

Azioni Intesa Sanpaolo, grafico giornaliero. Fonte: TeleTrader

Situazione portafoglio Situazione portafoglio Aggiornato al 01112022

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