Piazza Affari, 4 dividendi con yield fino all’11% che non puoi farti scappare con lo stacco di maggio

Tommaso Scarpellini

25 Aprile 2026 - 07:53

Fra pochi giorni quattro titoli del Ftse Mib distribuiscono cedole record. Gli istituzionali stanno già ruotando il posizionamento. Il retail guarda solo il prezzo.

Piazza Affari, 4 dividendi con yield fino all’11% che non puoi farti scappare con lo stacco di maggio

C’è una finestra che si apre una volta l’anno a Piazza Affari e chi la conosce sa esattamente cosa fare, su quali titoli e perché. 4 azioni del FTSEMib stanno per staccare cedole fino all’11% lordo, con pagamenti già programmati fino il 20 maggio.

Guardare quattro yield affiancati su un foglio di calcolo può sembrare sufficiente per prendere una decisione ma earamente lo è. Il dividend capture, la strategia con cui alcuni investitori acquistano il titolo poco prima dello stacco e lo vendono subito dopo, sconta una meccanica di mercato precisa: il giorno ex-cedola il prezzo del titolo si abbassa teoricamente di un importo pari al dividendo distribuito. La velocità con cui quel gap potrebbe essere recuperato dipende da variabili che nessuno yield, per quanto attraente, è in grado di anticipare da solo.

In un contesto macroeconomico in cui i segnali si moltiplicano e le banche centrali mantengono un profilo ancora incerto, il timing di ingresso su questi titoli potrebbe rivelarsi almeno altrettanto rilevante quanto il rendimento atteso. Valutare la solidità del payout ratio, la qualità degli utili sottostanti e la traiettoria del settore bancario italiano nel suo complesso rappresenterebbe, in questa fase, un passaggio difficilmente eludibile.

1) Banca MPS, Yield 10%

Il CdA di Banca MPS ha deliberato un dividendo di €0,86 per azione, con stacco 18 maggio 2026 e pagamento dal 20 maggio.

Rapportando l’importo al prezzo del titolo del 15 aprile 2026 (€8,607), il rendimento lordo risulterebbe pari al 10%. Un livello che rifletterebbe sia la generosità della distribuzione. MPS avrebbe chiuso il 2025 con un utile netto di €3,1 miliardi, un dato che il mercato potrebbe aver già in parte incorporato nel prezzo corrente. Ciò non significa che il rendimento sia privo di rischio implicito: uno yield a doppia cifra su un titolo bancario italiano porta con sé una serie di considerazioni che il solo numero non è in grado di raccontare. Il premio al rischio insito in questa cedola è, probabilmente, parte integrante del rendimento stesso.

2) Intesa Sanpaolo, Yield 6,5%

Il dividendo totale 2026 di Intesa Sanpaolo ammonterebbe a €0,376 per azione: €0,186 come acconto già pagato a novembre 2025 e €0,19 come saldo con stacco 18 maggio. Sul prezzo del 25 febbraio 2026 (€5,812), il rendimento totale lordo risulterebbe pari al 6,47%. Con €6,5 miliardi complessivi distribuiti agli azionisti e un buyback da €2,3 miliardi in arrivo, Intesa potrebbe collocarsi tra i titoli bancari europei più generosi in questa stagione di stacchi. La struttura della distribuzione, con acconto e saldo separati, rifletterebbe una politica di capital allocation particolarmente attenta alla solidità patrimoniale. Un profilo che il mercato tende a premiare, almeno in condizioni di stabilità del ciclo creditizio.

3) Azimut Holding, Yield 5,9%

Azimut staccherebbe un dividendo di €2,00 per azione il 18 maggio 2026, per un dividend yield del 5,9% calcolato sul prezzo del 5 marzo 2026. Il gestore del risparmio è storicamente noto per la continuità distributiva, sostenuta da flussi di cassa ricorrenti originati dalla gestione fondi. Va considerato, tuttavia, che il modello di business di un asset manager espone i ricavi commissionali a una correlazione diretta con l’andamento dei mercati finanziari: in fasi di contrazione degli AUM, la capacità di mantenere livelli analoghi di distribuzione potrebbe risultare più complessa da sostenere.

4) BPER Banca, Yield 4,62%

Il CdA di BPER Banca avrebbe proposto un saldo dividendo di €0,56 per azione, che si aggiungerebbe all’acconto di €0,10 pagato a novembre 2025, per un totale di €0,66. La cedola potrebbe essere staccata lunedì 18 maggio 2026 con pagamento dal 20 maggio. Sul prezzo del 22 aprile 2026 (€12,116), il saldo sarebbe di un rendimento lordo nell’ordine del 4,62%. In termini di yield complessivo, sommando acconto e saldo, la distribuzione totale sull’anno si configurerebbe come una delle più articolate tra gli istituti mid-cap italiani. Un elemento che potrebbe riflettere tanto la solidità dei fondamentali quanto la volontà del management di fidelizzare la base azionaria in una fase ancora transitoria per l’istituto emiliano.

Prima di incassare

In Italia i dividendi su azioni quotate scontano una ritenuta del 26%: un rendimento lordo del 10% diventerebbe circa il 7,4% netto. Inoltre, il diritto a incassare il dividendo maturerebbe se e solo se si possiede l’azione nel giorno in cui il titolo stacca la cedola.

Questi numeri non sono dettagli tecnici secondari. Sono la differenza tra un rendimento reale e uno percepito. Il mercato offre occasioni, ma raramente le offre senza un prezzo implicito da valutare con attenzione. Chi si avvicina a queste cedole con la consapevolezza giusta potrebbe trovarsi in una posizione molto diversa da chi le insegue soltanto per il numero sul tabellone.