Piazza Affari, Ftse Mib al record con accordo USA-Iran. Le azioni che secondo Equita possono guadagnare ora di più

Laura Naka Antonelli

15/06/2026

Piazza Affari vede il Ftse Mib scattare a un nuovo massimo storico, grazie alla notizia dell’intesa USA-Iran. Equita presenta le azioni che possono ora salire di più.

Piazza Affari, Ftse Mib al record con accordo USA-Iran. Le azioni che secondo Equita possono guadagnare ora di più

Piazza Affari ai nuovi massimi della storia, grazie all’accordo che è stato raggiunto tra gli Stati Uniti e l’Iran per la fine della guerra.

A testare il nuovo record è il Ftse Mib, l’indice benchmark della borsa di Milano che, in linea con le altre borse europee e l’azionario mondiale, è salito in modo sostenuto, salendo nella seduta odierna di oggi, lunedì 15 giugno 2026, fino a +1,4% circa, superando i 52.200 punti.

I buy sull’azionario italiano si spiegano con l’intesa tra Washington e Teheran che fa sperare nella fine della guerra USA-Iran. L’accordo, che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine delle ostilità, dovrebbe essere firmato venerdì prossimo in Svizzera. La notizia ha portato subito alcuni analisti a riflettere sulle azioni che potrebbero tornare a salire con la fine del conflitto in Medio Oriente. In evidenza la nota di Equita SIM.

Equita SIM commenta i riflessi dell’accordo USA-Iran su Piazza Affari. Occhio a questi settori

Gli analisti di Equita SIM hanno commentato la reazione del Ftse Mib alla notizia dell’accordo di pace tra gli USA e l’Iran, scrivendo di prevedere che “una de-escalation delle tensioni in Medio Oriente, con conseguente normalizzazione dei prezzi energetici, si tradurrebbe principalmente in una riduzione della volatilità macro e in un miglioramento del quadro dei costi energetici per l’economia reale”.

Nella nota della SIM si legge di fatto che “la minore incertezza sui prezzi dell’energia rappresenterebbe un fattore di supporto per i settori più sensibili ai costi degli input e alla stabilità del ciclo, quali i consumi e il lusso, mentre industriali e infrastrutture trarrebbero vantaggio da un contesto più favorevole agli investimenti e da minori pressioni sui costi degli input ”.

In parallelo, aggiunge Equita, “vediamo spazio per una rotazione dai titoli maggiormente affollati e caratterizzati da elevato posizionamento, verso segmenti più sottopesati e meno presidiati del mercato”.

Le azioni a cui guardare con fine conflitto. I commenti su EssilorLuxottica, Technogym, Buzzi, WeBuild, Moncler

Le azioni da monitorare? Così Equita SIM:

“In questo contesto, nel consumer evidenziamo EssilorLuxottica e Technogym come beneficiari di un ritorno dell’interesse verso consumi premium e benessere, oltre alla prospettiva di un rientro delle pressioni inflattive sugli input costs evidenziate recentemente da Technogym”.

Nelle infrastrutture, le azioni “ Buzzi e WeBuild offrono un’esposizione più diretta alla ripresa degli investimenti e a un miglior equilibrio sui costi energetici e delle materie prime. Nel settore lusso, Moncler e Brunello Cucinelli restano i nostri titoli preferiti”.

Qual è invece l’outlook per il settore energetico, oggi bastonato dai sell a causa del crollo dei prezzi del petrolio, che scontano la possibilità concreta della riapertura dello Stretto di Hormuz?

Ribadito il buy sulle azioni ENI nonostante calo previsto per prezzi petrolio e gas

Equita non lancia particolari allarmi sulle azioni del settore oil, tutt’altro, spiegando che, sebbene la normalizzazione di Brent e gas abbia implicazioni generalmente negative per il comparto energy, continua a “preferire le integrated oil, in particolare ENI (Buy), che combina valutazioni contenute, forte generazione di cassa e sconta un prezzo di lungo termine sul petrolio già prudente (stimiamo c. $70 al barile)”.

Gli analisti puntualizzano tra l’altro che, a “un Brent di $75/bbl, ENI tratta a circa 11x P/E, ancora al di sotto della propria media storica di lungo periodo ( 12x)”.

Le azioni ENI sono insomma a sconto.

La SIM è invece più cauta, come sottolinea, sulle azioni dei “servizi petroliferi, che trattano oggi a multipli superiori alle medie storiche e incorporano già gran parte dei benefici derivanti dal miglioramento dello scenario energetico degli ultimi anni”.

Viene fatto notare tra l’altro che l’accordo USA-Iran, “che dovrebbe essere finalizzato venerdì, potrebbe portare nel medio termine a una normalizzazione del prezzo del gas sui mercati internazionali (anche se con un plateau più elevato in ragione di rischiosità e volatilità), con effetti deflattivi sui prezzi dell’elettricità ”.

Prezzi gas rimarranno comunque elevati, tra gli energetici azioni ERG le più esposte

Vero però che Equita ritiene che “i prezzi (del gas) si manterranno comunque elevati sul 2026, normalizzandosi a partire dal 2027 (le curve FWD proiettano oggi prezzi a 130-140 €/MWh sul 2026 e 110 €/MWh sul 2027, che riteniamo valori coerenti anche nello scenario di cessazione ostilità”.

Le previsioni sono poi di “prezzi a 95 €/MWh nello scenario stabilizzato di lungo periodo”.

In questo contesto, la SIM ha ricordato tra i titoli maggiormente esposti alla volatilità dei prezzi energia elettrica ERG, Alerion, A2A, Iren, ENEL, Orsted, Acciona Energia, concludendo che, per queste azioni, le attese sono di “impatti medi tra il-1% e il -3% dell’Ebitda per 10 €/MWh di variazione del PUN con ERG la più esposta allo scenario di mercato ”.