Le piante da appartamento che richiedono poca luce e acqua

2 Gennaio 2022 - 06:01

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Desiderate riempire la vostra casa di piante ma avete poco tempo (o voglia) di prendervene cura? Ecco una lista di piante da appartamento che richiedono poca luce e acqua.

Le piante da appartamento che richiedono poca luce e acqua

Avete provato e riprovato a far crescere piante in casa ma i risultati sono stati sempre deludenti? Non possedete un giardino ma desiderate portare un po’ di natura nel vostro appartamento? Ebbene in questo articolo vi presenteremo una lista di piante da appartamento che fanno al caso vostro.

Si dice che prendersi cura di una pianta o portare un po’ di verde in casa sia un ottimo modo per migliorare il proprio umore e persino le condizioni dell’aria che respiriamo. Eppure spesso non si ha abbastanza tempo libero da poter dedicare alla coltura delle piante, o magari non si ha la pazienza o la giusta esperienza per farle crescere bene in un luogo chiuso.

Non è però il caso di disperarsi poiché per fortuna esistono alcune specie vegetali che richiedono poche attenzioni per crescere rigogliose, riuscendo a sopravvivere anche con poca acqua e poca luce.

Quali sono? Ecco la nostra lista di piante da appartamento facili da gestire.

Le piante da appartamento che richiedono poca luce e acqua

Zamioculcas

La zamioculcas, o Zamioculcas zamiifolia, è una pianta semigrassa originaria della Tanzania considerata quasi indistruttibile per la sua capacità di sopportare qualsiasi ambiente e tipo di coltivazione. È una tra le piante da appartamento più resistenti conosciute in quanto non necessita di essere innaffiata spesso, anzi, è necessario che il fondo del suo vaso sia sempre ben drenato.

La zamioculcas si contraddistingue per i suoi steli carnosi sempreverdi da cui si diramano coppie di foglie lucide, cerose, simmetriche e dal colore verde brillante. Questa pianta non ha bisogno di molta luce quindi può essere collocata in stanze poco illuminate come ingressi, bagni o disimpegni.

Solitamente in appartamento non produce fiori ma ha una forte tendenza a produrre polloni, ovvero parti di pianta che si possono staccare per ottenerne di nuove. È preferibile coltivare la zamioculcas in vasi in plastica o terracotta, preferibilmente del diametro di 18 cm per tre steli fogliari. Questa specie inoltre non soffre il caldo, resiste bene oltre i 35 gradi riuscendo a tollerare anche temperature basse, fino a 8 gradi. La sua temperatura ideale è però fra 16 e 26 gradi.

Kentia

La kentia, o Howea forsteriana, è una palma sempreverde dall’aspetto molto scenografico e ingombrante. Grazie alla sua conformazione, la kentia conferisce un’atmosfera tropicale alle stanze in cui viene collocata. Cresce lentamente e può arrivare a toccare il soffitto, raggiungendo anche 3 m di altezza (in natura può innalzarsi fino a 15 m).

La kentia si contraddistingue per i suoi steli lunghi un metro che possiedono fronde ricurve formate da foglioline coriacee di colore verde lucido intenso. Questa pianta deve essere innaffiata raramente in inverno, mentre durante il periodo di crescita vegetativa richiede acqua una volta ogni 15 giorni.

È consigliabile il suo rinvaso ogni due anni con terriccio fresco e un vaso leggermente più grande di quello precedente: una volta assestata si trova a suo agio in vasi di circa 35 cm di diametro.

Saintpaulia

Se volete dare colore alla casa e amate le piante coi fiori la sainpaulia, o violetta africana, è ciò che fa per voi. Questa piantina riesce a crescere richiedendo poche attenzioni. Gli strumenti necessari per mantenerla rigogliosa sono: un vaso piccolo, ottimo per il suo apparato radicale ristretto; una posizione lontana da correnti o da fonti luminose dirette; poche innaffiature.

Nonostante questa pianta sopporti anche brevi periodi di siccità, è in ogni caso necessario mantenere leggermente umido il suo terriccio, meglio se mischiato con sabbia, premurandosi di non farlo mai asciugare del tutto. Una buona tecnica è quella di bagnare la sainpaulia immergendo il suo vaso in acqua, in seguito bisogna far drenare quella in eccesso senza bagnare le foglie. Questa è una pianta che non tollera troppo il freddo: la sua temperatura ideale è di circa 20 gradi, ma sotto i 15 gradi soffre.

Aspidistra

L’aspidistra è una pianta originaria dell’Asia orientale e dell’Africa ed è l’ideale per chiunque non possieda il pollice verde. L‘aspidistra è fatta da foglie verdi, lanceolate e coriacee, che possono allungarsi anche per 70 centimetri. Se tenuta bene, riesce a produrre anche cinque foglie nuove ogni anno.

I suoi fiori compaiono a metà estate e hanno la particolarità di spuntare direttamente sul terreno. Le infiorescenze della aspidistra sono di un suggestivo e intenso colore rosso scuro, quasi viola, è però difficile che in appartamento questa pianta fiorisca.

La manutenzione dell’aspidistra è semplice: quest’ultima non necessita di molta luce ed è in grado di vivere in ambienti asciutti e caratterizzati da temperature variabili. Questa pianta è in grado di sopportare il freddo, anche se per brevi periodi, al contrario però potrebbe risentire di temperature troppo alte. Fate molta attenzione dunque a dove andrete a collocare questa pianta in casa, non ama infatti le fonti di luce dirette.

Aloe vera

L’aloe vera è una pianta succulenta (o grassa) originaria dell’Africa. Sono in tutto 200 le varietà di aloe che crescono spontaneamente in diverse aree geografiche del mondo. Molte di queste amano vivere in luoghi soleggiati e molto illuminati, alcune altre invece non gradiscono affatto il sole diretto, tanto che tendono a cambiare il colore delle loro foglie dal verde al rosso quando subiscono questo stress.

In generale l’aloe vera è una pianta che non necessità di particolari cure. La sua temperatura ideale è compresa tra i 20 e i 30 gradi. Non gradisce il clima troppo rigido poiché in questo caso l’acqua contenuta nelle sue foglie potrebbe congelare conducendo la pianta alla morte per shock termico.

È una specie vegetale che non gradisce molta acqua e soffre se il suo terreno presenta ristagni. Le annaffiature dovranno essere scarse ed è bene, di volta in volta, aspettare che il terreno sia asciutto prima di ridare acqua alla pianta. In linea di massima l’aloe dovrà essere innaffiata almeno una volta al mese nel periodo di primavera e autunno, in estate invece anche una volta a settimana.

L’aloe vera può essere considerata una pianta curativa: il gel medicamentoso prodotto dalle sue foglie viene impiegato infatti per la produzione di integratori naturali e prodotti erboristici e cosmetici ottimi sia per il benessere della pelle che dell’organismo.

Chlorophytum comosum

Il chlorophytum comosum, più comunemente conosciuto come falangio o nastrino, è una pianta erbacea molto facile da coltivare in appartamento, può adattarsi infatti a qualsiasi situazione ed è molto facile da riprodurre. Il chlorophytum comosum si presenta come un denso cespuglio di foglie che partono dalle radici e appaiono lineari, verdi e spesso variegate di bianco.

Il chlorophytum comosum non ama la luce diretta del sole e durante la sua fase vegetativa, tra la primavera e la fine dell’estate, va tenuta in un luogo luminoso ma senza che i raggi solari possano raggiungerla direttamente durante il giorno.

Questa pianta non necessita di molta acqua anche se si consiglia di innaffiarla non appena la sua terra si asciuga, garantendo però il drenaggio del terreno svuotando il sottovaso. In inverno le innaffiature vanno diradate ed è bene proteggere questa pianta da potenti fonti di calore o da temperature troppo rigide, soffre infatti il gelo. L’ideale per il chlorophytum comosum sono le temperature medie.

Un altro buon motivo per tenere in casa questa pianta è il suo alto potere di ridurre le nanoparticelle inquinanti: in parole povere aiuta a contrastare l’inquinamento della vostra abitazione rendendo l’aria più pulita.

Sansevieria

La sansevieria, originaria delle Indie e dell’Africa tropicale, è una pianta sempreverde caratterizzata da foglie lunghe, carnose e lucenti. La sansevieria richiede poche attenzioni per vivere ma porta benefici a chi decide di tenerla in casa, questa pianta infatti contribuisce a ripulire l’aria dagli agenti inquinanti.

La sansevieria non tollera la luce diretta del sole ma teme il freddo, quindi se possedete un balcone potete portarla all’esterno in primavera e in estate, ma il resto dell’anno dovete proteggerla al chiuso. Questa sempreverde riesce a sopportare bene la siccità e non necessita di molta acqua: va innaffiata ogni 5-7 giorni in estate e ogni 12-15 giorni in inverno e, in generale, solo quando il terriccio è asciutto.

Soffre i ristagni idrici e le vaporizzazioni. Un’utile piccola accortezza da riservarle sarebbe quella di rimuovere la polvere che può andare ad accumularsi sulle sue lunghe e robuste foglie con l’aiuto di un panno umido. La sansevieria cresce lentamente e in generale può vivere a lungo.

Crassula ovata

La crassula ovata è una pianta succulenta originaria dell’Africa meridionale. Giunta in Europa nel 1700 si è subito diffusa con successo grazie alla sua adattabilità al clima e alle diverse esposizioni. La crassula può raggiungere le dimensioni di un piccolo cespuglio ed è molto facile da coltivare in casa, sopporta bene anche un terreno povero di nutrienti e richiede una esposizione di luce parziale o indiretta.

Le foglie della crassula ovata sono tondeggianti e di colore verde scuro, mentre il margine tende a diventare rosso qualora la pianta fosse molto esposta al sole. Se invece viene posta in zone della casa a mezzombra le foglie tenderanno a diventare più lunghe e di un verde meno intenso. L’attributo “ovata” pare sia stato dato a questa pianta proprio per la forma delle sue foglie che ricorda la sagoma di un uovo.

Per quanto riguarda l’irrigazione, come tutte le piante grasse, la crassula non ha bisogno di molta acqua ma di un terreno ben drenato. La crescita di questa pianta è piuttosto veloce nei primi anni ma poi tende a rallentare, non oltrepassando mai il metro di altezza.

La crassula non necessita di vasi troppo grandi poiché il suo apparato radicale si mantiene di dimensioni ridotte. La fioritura di questa pianta inizia in primavera ed è caratterizzata da piccoli fiori bianchi o tendenti al rosa, stellati, posti su un piccolo stelo e riuniti in infiorescenze.

Pothos

Il pothos, chiamato anche potos o Scindapsus, è una pianta rampicante (o ricadente) molto decorativa. Originaria dell’Asia, dell’Australia, delle isole del Pacifico e del Madagascar, è costituita da tralci sarmentosi, alle volte legnosi, e da foglie a forma di cuore consistenti, lucenti e di un colore verde vivo con macchie e variegature bianche o dorate.

Questa pianta cresce bene senza troppa luce o acqua, si adatta infatti ad ambienti poco luminosi, sebbene in questo caso le foglie tendano a diventare di colore verde scuro e perdere le variegature. È necessario innaffiare il pothos con moderazione, anche durante il periodo estivo: bastano due o massimo tre annaffiature alla settimana. In inverno invece è bene annaffiare poco questa pianta e lasciarle seccare i due terzi superiori del substrato prima di tornare ad annaffiarla.

Il pothos soffre i ristagni e un buon modo per innaffiarlo è per immersione del vaso. In generale ama anche nebulizzazioni delle foglie per aumentare l’umidità.

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