Piaggio cancella il dividendo, lancia buyback da 41,5 milioni e target price +30%. Ma dov’è il trucco?

Claudia Cervi

16 Aprile 2026 - 13:46

Dividendo cancellato, buyback da 41 milioni e target +30%. Piaggio cambia strategia, ma il mercato resta freddo. Ecco cosa può succedere al titolo.

Piaggio cancella il dividendo, lancia buyback da 41,5 milioni e target price +30%. Ma dov’è il trucco?

Piaggio non stacca il dividendo 2025 e lancia un buyback da 41,5 milioni di euro. Sembra una contraddizione. In realtà è qualcosa di più rischioso.

Il dividendo è immediato e tangibile: sono soldi veri. Il buyback, invece, è più sottile. Riduce le azioni in circolazione, promette un valore maggiore domani, ma chiede tempo (e soprattutto fiducia).

La società di Pontedera sceglie la prudenza nel breve, preservando la liquidità, ma è più aggressiva sul lungo, puntando a riacquistare fino a 27 milioni di azioni, pari al 20% del capitale.

È una scommessa (rischiosa) anche per il mercato: il titolo, già in rosso di oltre il 12% dall’inizio dell’anno, ha registrato solo un rimbalzo tecnico del 2,7% alla notizia. Non c’è entusiasmo. C’è solo attesa. Eppure i target degli analisti restano distanti dai livelli attuali, lasciando sperare in rialzi fino al 30%.

Ma non è così scontato che le azioni possano raggiungere quei livelli. Non dipende tanto dal buyback, ma dalla capacità di Piaggio di far crescere davvero gli utili.

Il nodo dei numeri (EPS, multipli): cosa c’è dietro al buyback

Il buyback prevede il riacquisto di un massimo di 27 milioni di azioni, pari al 20% del capitale sociale, entro ottobre 2027.

Sulla carta, se il buyback venisse completato a prezzo di mercato (1,63 euro per azione), l’operazione assorbirebbe circa il 12% della capitalizzazione complessiva della società. Una cifra enorme, per una quotata di questa dimensione.

Ma ecco il primo problema. Il titolo è crollato perché gli utili sono deboli. Nel 2025, Piaggio ha realizzato un guadagno netto stimato intorno ai 18-20 milioni di euro. Con quasi 385 milioni di azioni in circolazione, significa un utile per azione di appena 4,7 centesimi. Molto basso. Tanto che il P/E implicito del titolo, a 1,63 euro, oscilla tra il 30x e il 35x. Sono multipli da tech ad alta crescita, non da azienda di automotive tradizionale.

Quando il prezzo è già gonfiato rispetto alle prospettive di profitto, il buyback non è un valore aggiunto. È una tappa obbligata per non perdere ulteriormente di quotazione. La società riacquista il titolo mentre cade, con la speranza che domani riparta. Ma se non riparte, quella di oggi diventerà la peggior operazione finanziaria che Piaggio potesse fare: bruciare cash per comprare azioni in caduta libera.

Gli scenari di prezzo: il buyback non compensa nulla

Il buyback sembra una scorciatoia. Un modo diverso per tenere dentro gli azionisti, rimandando i guadagni nel tempo. Anche se Piaggio riuscisse davvero ad annullare 27 milioni di azioni, l’effetto sarebbe limitato: l’utile per azione salirebbe di circa il 7,7%. Quindi, a parità di multipli, il titolo potrebbe passare da 1,63 a circa 1,75 euro. Più o meno in linea con il target di Equita.

Sembra un guadagno automatico, ma non lo è. Perché il P/E non resterà mai costante. Ed è già tirato. Se gli utili rimangono deboli attorno ai 20 milioni annui, un P/E di 30x è insostenibile. Basta una revisione al ribasso a 18-20x per riportare il titolo a 1,35-1,40 euro, sotto il prezzo di oggi.

Con questa operazione, Piaggio non sta premiando gli azionisti. Sta chiedendo loro fiducia.

L’unico scenario in cui il buyback crea effettivamente valore è se l’utile netto sale strutturalmente a 30-35 milioni di euro nei prossimi due-tre anni. Solo così i multipli scenderebbero su livelli più sani, a 12-14x, spingendo il titolo verso i 2-2,10 euro, con upside del 30% e in linea con le stime più ottimistiche.

Senza crescita, però, il buyback è una scommessa. E, per ora, il mercato non sembra disposto a pagarla.

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