PFAS pericolosi per la salute, ecco in quali cibi si trovano

Alessandro Nuzzo

6 Luglio 2024 - 10:38

Una nuova ricerca ha svelato la presenza di sostanze chimiche PFAS in diversi alimenti, alcuni insospettabili. Vediamo quali.

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I PFAS, acronimo inglese di «perfluorinated alkylated substances», sono sostanze chimiche che oggi si trovano dappertutto, sopratutto nel settore alimentare. Appartengono a questa classe circa 16.000 composti e sin dagli anni 40 vengono utilizzati per diversi scopi, sopratutto per rallentare i processi naturali di degradazione degli alimenti.

Ma i PFAS possono trovarsi anche nelle padelle antiaderenti, gli indumenti, le scarpe. Da anni si sta portando avanti una battaglia per il contrasto all’utilizzo dei PFAS, ritenuti negativi per l’ambiente e per la salute. Alcune ricerche scientifiche hanno accertato che elevata percentuale di PFAS accumulata nell’organismo, può portare problemi come aumento dei livelli di colesterolo nell’uomo, alterazioni a livello di fegato e tiroide, del sistema immunitario e riproduttivo, e alcuni tipi di neoplasie. L’esposizione maggiore avviene attraverso ciò che mangiamo e beviamo.

Questi composti sono definiti eterni perché non si depongono e si accumulano negli esseri umani. Per questo motivo, anche se le aziende rispettano i limiti imposti dalla legge, l’accumulo costante nell’organismo di sostanze PFAS, può portare a problemi. Un’ultima ricerca ha riscontrato la presenza di queste sostanze chimiche anche in alimenti insospettabili. Vediamo quali sono.

I cibi con la più alta percentuale di PFAS

Una ricerca volta a identificare gli alimenti che contengono livelli più elevati di PFAS, ha scoperto che chi mangia più riso bianco, uova, frutti di mare e beve caffè, ha una quantità maggiore di PFAS nel sangue e nel latte materno. Occhi puntati anche su carne rossa e sull’acqua del rubinetto che contiene spesso livelli elevati di queste sostanze.

Nel riso i ricercatori sospettano che la contaminazione deriva dal terreno agricolo o dall’acqua utilizzata per l’irrigazione. Ma anche le pentole usate o l’acqua per cucinare potrebbero rilasciare le sostanze PFAS nel riso.

Elevati livelli di sostanze chimiche sono stati trovati anche nelle uova, sopratutto quelle da gallina di cortile e si sospetta che il motivo è l’alimentazione di questi animali a cui vengono spesso dati gli avanzi di cucina. Ma i fanghi di depurazione contaminati da PFAS, che vengono utilizzati come alternativa economica al fertilizzante, possono anche contaminare il terreno da cui si nutrono le galline. Stessa cosa per i mangimi, che potrebbero contenere tali sostanze.

Nel caffè si sospetta che l’acqua usata per la preparazione o il terreno dove i chicchi vengono coltivati, possano essere inquinati. Ricerche precedenti hanno anche scoperto che i filtri del caffè sono trattati con PFAS. A causa del diffuso inquinamento delle acque, anche i frutti di mare sono contaminati da queste sostanze.

Si tratta di un problema serio a cui dovrebbe essere posta una soluzione e la soluzione è vietare ogni utilizzo di queste sostanze chimiche nell’industria. Si è scoperto che diete ricche di frutta, cereali integrali e fibre alimentari sono quelle con i livelli più bassi di PFAS nel corpo. Una dieta del genere può certamente aiutare a mantenere contenuti i livelli di queste sostanze nell’organismo ma non risolve il problema.

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