In un contesto di conclamata recessione economica oramai evidente in tutti i continenti, il petrolio prosegue imperterrito nel suo uptrend …dissociato dalla realtà.
Graficamente, una rottura rialzista di area 89.80/90.65 in close daily, indirizza sulla prossima forte resistenza facilmente individuabile in area 93.45/94. Una attenta analisi grafica porta a pensare che nel breve tuttavia area 89.80/90.65 potrebbe respingere tutte le probabili velleità rialziste, consentendo un piccolo pull back su livello 86.50/87. Se questo dovesse succedere allora resta probabile il target precedente, 93.45/94, target statico e obiettivo di una Flag ben visibile, iniziata da 68 circa.
Se invece l’allungo prosegue sopra area 90.65, allora il test del pull back sarà proprio un ritorno in area 90.65 in ritracciamento dai massimi citati. Qualora anche area 93.45/94 dovesse non bastare, il barile troverebbe il prossimo livello di resistenza a 97.5 circa.
Andamento della quotazione del petrolio
(periodo 2021-2023)
Personalmente tra 93.45 e 97.5 cercherò di posizionarmi “contrarian”.
Fino a quel momento penso che la follia evidente sui mercati mondiali, rialzisti senza un briciolo di motivo, perduri pure sul petrolio e dunque sarebbe poco intelligente aprire short prima dei target. Rimane da chiedersi cosa sia accaduto (e stia tutt’ora accadendo) in questo 2023, che ha dissociato , più che nel passato, ogni strumento tradabile dalla oggettiva realtà macroeconomica o microeconomica. Un contesto mai visto prima, che potrebbe trovare nell’Intelligenza Artificiale, poco “intelligente”, la sua spiegazione. Il petrolio misura lo stato di salute mondiale dell’economia. Ma è logico pensare che il processo di salita attuale sbugiardi oramai anche questa passata verità.