Perché non utilizzare la carta di credito quando si fanno acquisti?

Alessandro Nuzzo

5 Febbraio 2026 - 21:23

Fare acquisti pagando con la carta non è sempre positivo: ecco perché dovresti ritornare al denaro contante.

Perché non utilizzare la carta di credito quando si fanno acquisti?

I pagamenti con la carta sono in costante crescita. Nel primo trimestre del 2025 gli italiani hanno effettuato pagamenti con carta, sia in negozio sia online, per un totale di 236 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le previsioni indicano che il trend resterà stabile, se non addirittura in crescita, anche alla fine del 2025 e nel corso del 2026.

Pagare con la carta è ormai un’abitudine consolidata per molte persone, sia per la rapidità delle transazioni sia per evitare di portare con sé grandi quantità di denaro contante, riducendo così i rischi legati a furti o smarrimenti.

Eppure, utilizzare quasi esclusivamente carte di debito o di credito può rivelarsi controproducente per la gestione dei risparmi personali: ecco perché.

Perché pagare con la carta fa spendere di più

Uno studio internazionale pubblicato nel 2024 ha analizzato 71 ricerche condotte in 17 Paesi, esaminando i comportamenti di oltre 11.000 partecipanti. I risultati sono piuttosto chiari: lo shopping senza contanti, basato sui pagamenti digitali, porta mediamente a spendere di più. È stato dimostrato che le persone tendono ad aumentare le spese quando non devono consegnare fisicamente il denaro.

La spiegazione è semplice. Pagare con la carta elimina molte micro-decisioni inconsce: non si estrae una banconota dal portafoglio, non si vede il denaro diminuire sotto i propri occhi e si ha meno tempo per riflettere sull’acquisto. Viene meno, quindi, quel freno emotivo che si attiva quando si percepisce fisicamente l’uscita del denaro, rendendo più facile spendere impulsivamente.

Questo non significa che pagare con la carta sia una cattiva abitudine in assoluto, ma è importante essere consapevoli del fatto che aumenta la propensione agli acquisti impulsivi. Il rischio cresce soprattutto in momenti particolari della giornata, quando si è stanchi, affamati o stressati. In queste condizioni i freni inibitori si riducono e diventa più facile cedere a spese non pianificate.

Il denaro contante, al contrario, offre un feedback visivo immediato. Ciò che si ha nel portafoglio rappresenta il limite massimo di spesa: quando è vuoto, non si può più acquistare. Questa consapevolezza aiuta a mantenere il controllo. Tuttavia, tornare esclusivamente al contante non è una soluzione ideale, poiché detenere grandi somme di denaro comporta rischi concreti legati alla sicurezza personale.

La soluzione migliore è un uso equilibrato della carta

La soluzione migliore è un uso equilibrato della carta, accompagnato da una maggiore consapevolezza dei propri comportamenti. Ad esempio, quando si fa la spesa, è utile stabilire in anticipo un budget massimo e rispettarlo, magari simulando mentalmente di avere una quantità limitata di contanti.

Un’altra strategia diffusa è il cosiddetto metodo delle «buste», diventato popolare anche grazie ai social network. Consiste nel suddividere il budget settimanale in diverse buste di contanti: una per la spesa, una per le bollette, una per le uscite. Quando una busta è vuota, si smette di spendere. Il limite di questo metodo è la necessità di tenere in casa più contanti, con i rischi che ne derivano.

Infine, un valido aiuto arriva dalle applicazioni di gestione delle spese. Monitorare entrate e uscite, registrare ogni pagamento e verificare quotidianamente quanto si sta spendendo aumenta la consapevolezza finanziaria. Molte persone, infatti, sottovalutano le proprie spese mensili e credono di aver speso meno di quanto abbiano realmente fatto. Tenere traccia dei movimenti è quindi fondamentale per evitare sprechi e mantenere il controllo del proprio denaro.

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