Perché le azioni Prysmian possono salire del 20% (con o senza guerra)

Claudia Cervi

2 Aprile 2026 - 18:25

Prysmian corre in Borsa e gli analisti vedono ancora upside fino al +20%. Ecco perché il titolo può salire in ogni scenario e quali rischi monitorare.

Perché le azioni Prysmian possono salire del 20% (con o senza guerra)

Prysmian non è solo il titolo del FTSE Mib che ha registrato la miglior performance dell’ultimo anno (+106%). È anche una delle scommesse più interessanti nel contesto attuale, tra tensioni geopolitiche e mercati in continua rotazione. E non è un caso se da lunedì il titolo guadagna oltre il 10% alla Borsa di Milano.

Secondo gli analisti, infatti, Prysmian è in una posizione rara: può continuare a crescere sia in uno scenario di guerra prolungata sia in caso di de-escalation. Un vantaggio che poche altre società del listino milanese possono vantare.

In altre parole, è uno di quei titoli che il mercato tende a premiare indipendentemente da come evolve il contesto. E per questo sta attirando gli acquisti. Chi investe sa però che il timing è tutto e anche in questo caso vanno considerati bene tutti i rischi.

Perché Prysmian può salire sia con la guerra che senza

Non è un controsenso. Prysmian può salire sia con la guerra che senza. Il motivo sta nel suo business.

Non è un titolo legato al petrolio o alle materie prime in senso stretto. Prysmian opera nelle infrastrutture energetiche: produce cavi per reti elettriche e telecomunicazioni ed è direttamente esposta alla crescita della transizione energetica.

Ecco perché quando aumentano le tensioni geopolitiche, cresce il bisogno di rafforzare le reti e diversificare le fonti. Quando invece il quadro migliora, ripartono gli investimenti in infrastrutture e sviluppo.

In entrambi i casi, la domanda resta alta. I numeri aiutano a capire meglio.

Nel 2024 il gruppo ha registrato ricavi per oltre 17 miliardi di euro, con un margine operativo in forte crescita e un utile netto salito a 729 milioni (+37,8%). E il trend non si è fermato nel 2025, con ricavi he hanno superato i 19,6 miliardi, confermando una domanda ancora in espansione. Ma è il portafoglio ordini, vicino ai 17 miliardi, a garantire visibilità sui prossimi anni.

Quanto può salire Prysmian secondo gli analisti

Il fatto che Prysmian continui a salire non ha impedito gli analisti a rivedere al rialzo i target price.

Jefferies ha portato il target price a 117 euro per azione (dai precedenti 104), confermando il giudizio “Buy”. Anche JP Morgan ha alzato le stime a 116 euro, mantenendo una raccomandazione “Overweight”.

Con il prezzo attuale intorno a 104 euro, l’upside implicito resta interessante. E c’è chi vede ancora più spazio. Bank of America indica un target fino a 120 euro in vista della prossima trimestrale del 29 aprile.

Un target che implica un potenziale vicino al +20% rispetto ai livelli attuali.

Cosa può frenare il rally

Il quadro tecnico resta dunque positivo, con area di resistenza tra 107 e 111 euro e supporto poco sopra i 100. Ma è soprattutto la revisione continua dei target a suggerire che il movimento potrebbe non essere finito.

Ci sono però alcuni rischi da considerare. Uno dei principali fattori di incertezza arriva dagli Stati Uniti. Le recenti dichiarazioni di Donald Trump hanno riacceso l’attenzione dei mercati sul tema dei dazi, in particolare su acciaio, alluminio e prodotti finiti. Se l’amministrazione americana dovesse apportare delle modifiche al sistema tariffario, si vedrebbero effetti lungo tutta la filiera industriale.

Per un gruppo globale come Prysmian, eventuali cambiamenti potrebbero incidere sui costi e sulla formazione dei prezzi, soprattutto nei mercati più esposti agli Stati Uniti.

C’è poi la componente tecnica. Il rally degli ultimi giorni ha riportato il titolo a ridosso dell’area dei 107 euro, livello che coincide con i massimi precedenti. Una mancata rottura potrebbe configurare un doppio massimo, aprendo spazio a prese di profitto nel breve.

Al momento si tratta di segnali da monitorare più che di inversioni strutturali. Ma in un contesto ancora sensibile a variabili esterne, sono proprio questi elementi che deve monitorare chi investe.

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