L’Autorità avvia un’istruttoria sui giganti del food delivery per presunte comunicazioni ingannevoli su etica e condizioni dei rider, accendendo i riflettori su trasparenza e tutela.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Glovo e Deliveroo Italia per verificare possibili pratiche scorrette nella comunicazione verso i consumatori.
Al centro dell’indagine non ci sono solo le dinamiche di mercato, ma soprattutto il modo in cui le due piattaforme hanno rappresentato il proprio impegno etico e sociale, in particolare nei confronti dei rider.
Secondo l’Autorità, le aziende avrebbero diffuso un’immagine basata su elevati standard di responsabilità che potrebbe non corrispondere pienamente alle condizioni reali.
Perché l’Autorità ha aperto l’istruttoria
L’indagine nasce dal sospetto che alcune comunicazioni commerciali possano risultare ingannevoli. In particolare, sotto esame ci sono i contenuti legati ai codici etici e alle dichiarazioni sulle condizioni di lavoro dei rider. L’Antitrust intende verificare se tali messaggi abbiano trasmesso ai consumatori una rappresentazione non del tutto veritiera rispetto al funzionamento effettivo delle piattaforme.
Un elemento chiave riguarda il modello organizzativo e il ruolo degli algoritmi nella gestione delle consegne e dei compensi. Se emergesse una discrepanza tra quanto dichiarato e quanto realmente applicato, si potrebbe configurare una violazione delle norme a tutela dei consumatori e della trasparenza.
Ispezioni e collegamenti con altre inchieste
L’avvio dell’istruttoria è stato accompagnato da ispezioni presso le sedi italiane delle società coinvolte, condotte con il supporto della Guardia di Finanza. Le verifiche riguardano diverse entità operative legate ai gruppi delle due piattaforme.
Il caso si inserisce in un contesto già complesso per il settore del food delivery. Negli ultimi mesi, infatti, il tema delle condizioni dei rider è stato al centro dell’attenzione anche a seguito di indagini giudiziarie che hanno evidenziato criticità significative. In particolare, è emerso come una parte dei lavoratori possa percepire compensi molto bassi rispetto agli standard previsti, alimentando dubbi sulla sostenibilità del modello.
Questo scenario rafforza l’interesse delle autorità, che ora puntano a verificare la coerenza tra comunicazione aziendale e realtà operativa.
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Le reazioni di Glovo e Deliveroo
Le due aziende hanno dichiarato la propria disponibilità a collaborare con l’Autorità, ribadendo la correttezza delle proprie pratiche. Glovo ha affermato: “Da sempre, in Glovo, rispettiamo elevati standard interni e operiamo con la massima attenzione al rispetto delle normative. Siamo certi di essere pienamente conformi a tutte le leggi e i regolamenti, e continuiamo a mantenere il nostro impegno verso i più alti principi di etica e professionalità”.
Sulla stessa linea Deliveroo, che ha sottolineato di essere da sempre “impegnati a supportare le decine di migliaia di rider, i commercianti locali e i milioni di consumatori che ogni giorno si affidano alla nostra piattaforma in tutta Italia”.
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