L’oro è una delle materie prime più performanti. Nel 2023 ha realizzato una performance del +9,5% year-to-date, prezzo in dollari per oncia quotato al CME (Chicago Mercantile Exchange).
Generalmente, gli esperti (oppure gli appassionati) di analisi tecnica sono sempre molto eccitati riguardo all’oro, soprattutto se osserviamo il grafico del 2023 qui sotto, elaborato mediante database Bloomberg e correlato al rendimento del decennale Treasury USA (linea bianca).
Come potete vedere dal grafico, l’oro (linea gialla) ha colpito e poi rimbalzato il livello di $2.075 l’oncia per tre volte, nel 2020 poi nel 2022 e infine nel 2023.
Andamento del prezzo dell’oro (dollari/oncia) in linea gialla e rendimento del Treasury a 10 anni in linea bianca dal 2013 al 2023.
Fonte: Bloomberg
La correlazione inversa degli ultimi 10 anni tra le due variabili induce a ritenere che, in una nuova fase calante dei rendimenti a lungo termine negli USA per il 2024, si possa innescare un nuovo rally rialzista per l’oro l’anno prossimo, al di sopra del triplo massimo di 2.070 dollari.
Se “sposate” un classico modello di analisi tecnica, che è quello rialzista all’atto del superamento del triplo massimo di lungo periodo, tutto ciò suggerisce che se e quando l’oro riuscirà a bucare al rialzo la soglia al di sopra di $2.075 per oncia, probabilmente andrà molto più in alto rispetto a tale livello nel medio-lungo periodo.
Altrimenti potrebbe sbattere su quella resistenza suddetta ed entrare nella fase laterale individuata dal tunnel 1.900-2.070 dollari per oncia.
Bisogna monitorare attentamente il prezzo e verificare la tenuta di quota 2.070 per i prossimi mesi.
Se non sei sicuro di quello che potrebbe avvenire nel 2024, oppure non credi nel mio scenario di ottimismo “rampante” per il 2024 sul mercato azionario che ho descritto nel mio precedente articolo, allora hai più di un incentivo per coprirti contro una ampia gamma di scenari alternativi al mio scenario ottimista. E l’oro, oltre che usarlo come asset alternativo in tempi di alta volatilità azionaria, è anche una buona opzione per coprirsi dai rischi, geopolitici in particolare.
Mi raccomando. L’analisi tecnica non è una scienza, non è in grado di dirvi esattamente cosa accadrà. Dice cosa potrebbe accadere se la storia passata dei prezzi si ripetesse nel tempo futuro.
Bisogna quindi prendere tutto questo (la storia del triplo massimo a 2.070 dollari oncia intendo) con un pizzico di sale in zucca. C’è però sempre un elemento di profezia che si auto-avvera nei grafici.
Mi spiego meglio.
Se molta gente crede che un modello grafico «funzioni» in senso predittivo, allora tutti useranno quel modello e agiranno come se vogliono anticipare quell’evento specifico, e quindi faranno accadere veramente quell’evento.
Faccio un esempio. Se domani mattina splende il sole e non c’è una nuvola all’orizzonte ma molti iniziano a pensare che dopo tanto sole prima o poi pioverà, allora molti domattina usciranno da casa tenendo con sé l’ombrello, e se la paura della pioggia si diffonderà velocemente, tutti inizieranno ad aprire i loro ombrelli a scopo preventivo. E la pioggia arriverà veramente.
Che vuol dire?
Che in finanza, spesso le aspettative di un evento su un titolo portano gli investitori a cautelarsi contro quell’evento avverso (vendendo il titolo, vendendo contratti derivati, comprando opzioni PUT) e quindi la paura che un titolo scenda mette in atto comportamenti diffusi e correlati fra loro che creano veramente quell’evento, spingendo il titolo in basso. E viceversa se ci sono aspettative al rialzo.
Ecco il senso della frase di cui sopra, ”bisogna monitorare attentamente il prezzo e verificare la tenuta di quota 2070 per i prossimi mesi”.
Allora, che sta succedendo? Al di là della analisi tecnica, che cosa sta portando di nuovo l’oro al rialzo?
In primo luogo, la ragione più ovvia per il rally più recente dell’oro è che il mercato pensa che i tassi di interesse - in particolare i tassi di interesse degli Stati Uniti - hanno raggiunto il picco. Mentre l’aumento dei tassi non si è rivelato disastroso per l’oro nel 2022, certamente la discesa dei tassi di interesse in USA nel 2024 (per effetto della nuova politica monetaria Fed e per effetto dell’inflazione calante, come il dato CPI del 12 dicembre in USA ha mostrato) aumenta la probabilità di nuovi picchi al rialzo per l’oro nei prossimi mesi.
La tabella Bloomberg di cui sopra rende evidente la relazione inversa tra rendimento del Treasury a 10 anni e prezzo dell’oro in questi ultimi anni. Se i tassi del mercato obbligazionario scenderanno ancora di più (quindi un decennale USA al di sotto del 4%) è probabile che il prezzo dell’oro possa veramente bucare al rialzo la fatidica soglia di 2070 dollari/oncia.
In secondo luogo, il mercato non sta ancora andando a pieno titolo “contrarian” sui bond societari, emessi da aziende private, ma è consapevole che c’è un sacco di debito aziendale in giro, forse troppo, e non è chiaro come sta per essere rimborsato dalle aziende per i mesi a venire.
Se si diffonde la paura di un aumento del tasso di default del debito corporate, in tutto il mondo, allora l’oro può offrire copertura essendo un classico bene-rifugio.
L’oro non ha un “rischio di controparte” come può essere una obbligazione HIGH-YIELD o, peggio ancora, un’azione o un conto in Bitcoin. Il suo valore non dipende dalla solvibilità di qualcun altro, e le banche centrali, nonostante tutto, ne possiedono ancora molta per questo motivo.
In terzo luogo c’è il rischio geopolitico del 2024.
Fino al febbraio 2022 il rischio geopolitico era basso. Nei 20 mesi successivi al febbraio 2022 abbiamo avuto l’invasione dell’Ucraina e la guerra tra Hamas ed Israele. Chi l’avrebbe mai detto?
Se qualcuno (ma io non sono fra questi) crede che il conflitto in Medio Oriente possa allargarsi all’Iran. Oppure che la guerra in Ucraina possa trasformarsi in una guerra su vasta scala che coinvolga la NATO. Oppure che la CINA possa invadere Taiwan nel 2024, allora comprate oro.
Esprimendomi in termini semplici su ciò che questo significa per i vostri investimenti, la mia opinione sull’oro è abbastanza semplice: si dovrebbe sempre possederne un po’ come parte della vostra asset allocation, perché è una copertura decente contro il rischio intrinseco che le altre parti del vostro portafoglio (azioni, obbligazioni, contanti e proprietà) possiedono. Il 2022 infatti ci testimonia come le obbligazioni non sono più una protezione contro le azioni, perché 2 anni fa sia l’equity che il fixed income registravano terribili batoste contemporaneamente, nelle loro performance a 12 mesi.
L’oro quindi può aiutarvi a diversificare il vostro portafoglio, se inserito con una percentuale non preponderante nel vostro paniere di obbligazioni ed azioni, e lo potete fare con molti ETF quotati sulla borsa italiana.
Le normative inerenti alla diversificazione della struttura regolamentare dei fondi di investimento regolamentari (UCITS) non permettono il lancio di un fondo UCITS con un solo componente. Per questo, l’oro è principalmente disponibile nei Paesi europei come exchange traded commodity (ETC).
Se volete investire in oro gli ETC con portafoglio più ampio sono due:
- Invesco Physical Gold A ISIN IE00B579F325 Ticker SGLD - Dimensione del fondo 13,5 mld di euro
- iShares Physical Gold ETC ISIN IE00B4ND3602 Ticker PPFB - Dimensione del fondo 13,2 mld di euro
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