Suonare uno strumento musicale allena il cervello, migliora la gestione delle emozioni e sviluppa competenze utili per crescere e avere successo nella vita. Il parere di un noto psicologo.
Nel corso degli anni sono state numerose le ricerche che hanno confermato un legame diretto tra apprendimento musicale e sviluppo delle competenze cognitive, emotive e sociali nei bambini.
Secondo molti esperti, infatti, suonare uno strumento non è solo una semplice attività educativa, ma una vera e propria “palestra mentale” in grado di cambiare il modo in cui si affronta la vita.
Uno di questi studiosi è Adam Bandelli, psicologo del lavoro e consulente di leadership statunitense con oltre trent’anni di esperienza a fianco di persone di successo. Non ha dubbi: per lui, imparare a suonare con dimestichezza uno strumento da piccoli può rappresentare un vantaggio formativo e personale degno di nota. Ecco perché.
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Il dottor Bandelli ha suddiviso i benefici dell’apprendimento musicale durante la fase di sviluppo in 8 aree specifiche. Ognuno di questi può avere un impatto sul nostro modo di pensare, agire e affrontare le sfide quotidiane.
1) Si allena la mente a visualizzare gli obiettivi
Chi suona abitualmente uno strumento non si limita a “ripetere”, ma immagina. Immagina visualizzando mentalmente le note, il risultato e l’esecuzione perfetta del brano.
Questo tipo di simulazione mentale (che peraltro avviene anche negli atleti di alto livello) migliora la capacità di proiettarsi nel futuro e di orientare i propri sforzi.
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2) Si impara a dare valore al tempo
Lo studio di uno strumento trasforma il modo in cui viene percepito il tempo, che passa da entità astratta a risorsa concreta. Ogni distrazione, infatti, ha un costo percepibile, ogni momento di concentrazione produce un avanzamento.
Con la pratica e l’esperienza, chi suona sviluppa una consapevolezza molto forte del tempo e questo può diventare una competenza molto utile anche in ambito lavorativo, dal rispetto delle scadenze alla gestione delle priorità.
3) Si impara a non “fuggire” dal disagio
Suonare bene significa affrontare parti difficili, accettare gli errori e migliorare poco alla volta. Non esistono scorciatoie, e questa è una grande lezione per la vita.
Mentre molti evitano le difficoltà, chi suona impara ad affrontarle e gestirle ogni giorno, aumentando le probabilità di trasformare il fallimento in occasione di crescita.
4) Si impara a regolare le emozioni
La musica non è solo espressione: è regolazione. Attraverso ritmo, tecniche di respiro e interpretazione, chi suona uno strumento impara a regolare il proprio stato emotivo, un’abilità preziosa nei momenti di stress, conflitto o pressione. Questa abitudine, quindi, può essere intesa come una forma di intelligenza emotiva “applicata”.
5) La noia diventa un segnale, non un ostacolo
Quando manca un obiettivo è risaputo che la noia prenda il sopravvento. Questo i musicisti lo sanno bene: per migliorare davvero bisogna sapere cosa si vuole ottenere. La noia, allora, diventa un indicatore, un vero e proprio feedback da monitorare che invita a fissare nuove sfide. Anche questo, quindi, è un insegnamento utile per affrontare meglio la routine quotidiana.
6) Le difficoltà diventano innovazione
Quando qualcosa non funziona (ad esempio in un passaggio difficile o in una sequenza complessa) chi suona è portato a cercare una soluzione improvvisando, sperimentando, azzardando e reinventando. Secondo Bandelli, la musica consente di migliorare le proprie capacità di adattamento e di cercare nuove strade, skills molto utili sia nel lavoro che nella vita personale.
7) Si alzano i propri standard
Chi nella vita sperimenta l’eccellenza (anche solo una volta) tende a non accontentarsi più. La musica, infatti, aiuta a sviluppare una mentalità orientata al miglioramento continuo e a distinguere ciò che è “eccellente” da cosa è solo “accettabile”. Attenzione, però, non si tratta di semplice perfezionismo, ma della consapevolezza di ciò che si può davvero raggiungere con impegno e costanza.
8) Si allenano empatia e comunicazione
Saper suonare con dimestichezza uno strumento musicale non richiede solo tecnica, ma anche abilità nella comunicazione. Anche da soli, infatti, i musicisti immaginano un pubblico o anche solo un messaggio da trasmettere.
Questa abitudine rafforza dunque l’empatia e può cambiare radicalmente il modo in cui ci si relaziona con gli altri, nel lavoro e nella vita. L’obiettivo del musicista non è più solo il “fare bene”, ma anche creare valore per chi ascolta e comunicare un messaggio ben preciso, con attenzione a farlo percepire in maniera corretta e consona alla propria visione.
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