Il dollaro statunitense continua a rafforzarsi mentre Donald Trump si prepara a tornare ufficialmente alla Casa Bianca con l’insediamento del 20 gennaio.
Questa tendenza al rialzo del biglietto verde lo ha portato a mantenersi sui massimi recenti, evidenziando un chiaro divario con l’Euro, rappresentato dall’indice EXY, che si muove in direzione opposta.
L’impatto si riflette anche su altre valute globali, come lo yen giapponese (JPY) e persino il CNY cinese, tutte apparse in difficoltà di fronte al dollaro.
Ma cosa spinge il valore del biglietto verde così in alto?
Perché il dollaro sale con l’arrivo di Trump?
L’elezione di Trump e il suo imminente insediamento hanno creato un contesto di aspettative economiche e politiche molto particolari. Lunedì, con l’inizio effettivo del suo mandato, il nuovo presidente potrà emanare politiche economiche che potrebbero influenzare in modo significativo i mercati globali. La vittoria di Trump già nel passato è stata associata a una percezione di maggiore dinamismo economico negli Stati Uniti rispetto a quanto previsto dagli analisti. Tuttavia, gran parte del mondo guarda con apprensione a questa nuova fase.
Trump è noto per voler introdurre tariffe protezionistiche che contrastano nettamente con la tendenza storica verso l’abbattimento delle barriere commerciali. Questo rappresenta un’inversione di rotta spettacolare rispetto alle politiche economiche globali degli ultimi decenni. Se queste idee verranno effettivamente implementate, potrebbero causare uno sconvolgimento nei flussi commerciali e influenzare la fiducia degli investitori a livello internazionale.
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Grafico a candele settimanali di EUR/USD. Fonte: baha.com
Cosa muove il dollaro?
Il dollaro è considerato una valuta rifugio e tende a rafforzarsi in tempi di difficoltà economiche o incertezza globale, anche quando tali difficoltà provengono dagli Stati Uniti stessi. Al contempo, il biglietto verde beneficia di un’economia statunitense in piena espansione, come si è visto nel recente passato. Tuttavia, durante periodi di crescita moderata e stabilità economica globale, il dollaro potrebbe mostrare performance meno definite.
Il quadro economico attuale è complesso ma favorevole al dollaro. A dicembre, il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti si è mantenuto ai minimi storici (4,1%), suggerendo un mercato del lavoro robusto. L’inflazione anno su anno (YoY) per il 2024 mostra segnali di rallentamento (2,9%), ma non ancora in linea con l’obiettivo della Federal Reserve (2%). La riduzione delle aspettative di tagli ai tassi d’interesse da parte della Fed sta spingendo i rendimenti obbligazionari al rialzo, contribuendo ulteriormente alla forza del dollaro.
Questi fattori dipingono uno scenario di “no landing”, in cui l’economia statunitense evita un rallentamento significativo e continua a crescere. Tale contesto supporta l’indice DXY, che misura il valore del dollaro rispetto a un paniere di valute principali, spingendolo verso nuovi massimi.
Le prospettive future
Il ritorno di Trump alla Casa Bianca potrebbe segnare l’inizio di un periodo di grande volatilità per i mercati valutari e finanziari. Sebbene il dollaro sembri destinato a rafforzarsi ulteriormente nel breve termine, molto dipenderà dalle politiche effettivamente implementate e dalla reazione dei mercati globali.
La comunità finanziaria continuerà a monitorare con attenzione ogni dichiarazione e azione del nuovo presidente, consapevole che le sue decisioni potrebbero alterare profondamente l’equilibrio economico globale.