Perché i tycoon cinesi investono nell’agroalimentare

Federico Giuliani

11/05/2024

Il motivo è semplice: la Cina intende blindare la sicurezza alimentare nazionale. Ecco in che modo.

Perché i tycoon cinesi investono nell’agroalimentare

In Cina ci sono sempre più grandi uomini d’affari che investono ingenti quantità di denaro nel settore agroalimentare. Allo stesso tempo il governo è interessato a varare piani d’azione capaci di salvaguardare agricoltura, allevamento e, più in generale, qualsiasi cosa abbia a che fare con il cibo.

Il motivo è semplice: Pechino intende blindare la sicurezza alimentare nazionale. Non è un caso che le autorità si siano impegnate ad aumentare la resa dei cereali e a stimolare il progresso dell’industria delle sementi, due pilastri essenziali per garantire i bisogni nutrizionali della popolazione cinese.

Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, un piano d’azione pubblicato dal Consiglio di Stato cinese avrebbe delineato l’obiettivo di aumentare la resa nazionale di grano di oltre 50 milioni di tonnellate entro il 2030 e aumentare la resa per mu (15 mu equivalgono a un ettaro) a 420 chilogrammi. Calcolatrice alla mano, si tratterebbe di un aumento dell’8% rispetto ai 390 chilogrammi registrati lo scorso anno. Lo stesso Consiglio ha inoltre fissato un obiettivo per la superficie totale seminata a grano di circa 1,75 miliardi di mu (288,3 milioni di acri) e di 1,45 miliardi di mu per la superficie seminata a cereali.

“Con i vincoli sempre più stringenti sulle risorse naturali della Cina e la crescente domanda guidata dal miglioramento delle strutture alimentari dei residenti, lo stretto equilibrio tra offerta e domanda di cereali persisterà a lungo termine”, ha affermato un funzionario della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC) all’agenzia Xinhua. Detto altrimenti, garantire un’adeguata produzione agricola diventerà ancora più fondamentale nel corso dei prossimi anni.

Le politiche agroalimentari del governo

A causa del susseguirsi di eventi meteorologici estremi e di un mercato alimentare globale suscettibile agli scossoni geopolitici, la Cina ha dunque posto maggiore enfasi sulla sicurezza alimentare. È stato, del resto, Xi Jinping in persona a definire questo concetto una “priorità nazionale”.

E infatti Pechino ha intrapreso uno sforzo massiccio per diversificare le proprie importazioni e aumentare la produzione interna, così da ridurre l’eccessiva dipendenza dai cereali coltivati all’estero, come la soia e il mais. Il documento varato dal Consiglio di Stato dedica spazio anche all’innovazione nel settore delle sementi – considerate le “fiches” dell’agricoltura in un esplicito collegamento con la corsa del Paese per diventare un attore globale nella tecnologia.

Altri progetti sono attenzionati dal governo, come quelli relativi alla conservazione dell’acqua, alla costruzione di terreni agricoli di alto livello, alla meccanizzazione agricola e alla prevenzione dei disastri. Gran parte di questi sono in cantiere in 720 contee, secondo il medesimo piano d’azione definito cruciale per la produzione di grano.

I tycoon in campo

A fornire un contributo strategico al governo troviamo anche alcuni tycoon cinesi. Imprenditori diventati famosi in altri settori, hanno improvvisamente iniziato a dedicarsi anche al business agroalimentare.

Il caso più famoso è quello di Jack Ma. Il cofondatore di Alibaba ha recentemente creato una nuova società chiamata Hangzhou Ma’s Kitchen Food, una società coinvolta nella vendita di alimenti preconfezionati oltre che nella trasformazione e vendita al dettaglio di prodotti agricoli. Il capitale sociale di questo soggetto si aggira intorno ai 10 milioni di yuan cinesi, pari a 1,4 milioni di dollari.

L’interesse di Ma per l’agricoltura sembra essere decollato sulla scia del giro di vite governativo che ha toccato le sue precedenti attività. Da quel momento in poi il noto tycoon ha effettuato vari viaggi in giro per il mondo studiando agrotecnica.

Un altro esempio emblematico chiama in causa William Ding, fondatore di NetEase, la più grande società di giochi cinese dopo Tencent. Il miliardario si è infatti avventurato nell’allevamento di suini a partire dal 2009. Questa decisione sarebbe maturata in seguito alla sua insoddisfazione per la carne mangiata in un ristorante cinese di hotpot. Risultato: NetEase ha iniziato vendere carne di maiale, in tutta la Cina, proveniente dagli allevamenti dello stesso miliardario attraverso il suo braccio di e-commerce Yanxuan. Questo e altro per garantire la sicurezza alimentare della propria patria.

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