Dalla Corea del Sud al cuore dell’Europa. Gli istituti di credito commerciali e statali della nazione sudcoreana hanno iniziato a stabilire i loro uffici nel Vecchio Continente, sulla scia delle crescenti attività economiche e commerciali che legano le imprese sudcoreane e i loro partner europei.
I Paesi più caldi coincidono con Polonia e Ungheria. Non due nazioni casuali, ma quelle che più hanno alimentato i fiorenti business cavalcati da Seoul nel corso degli ultimi anni: la produzione di automobili (e batterie) e l’export di armi. Le industrie sudcoreane di questi settori sono in crescita, macinano interessanti profitti e, sulla scia della rivoluzione green in corso in Occidente – e dei rischi geopolitici – sono interessate a ritagliarsi uno spazio d’azione rilevante nel mercato europeo. Ecco, dunque, che le banche della Corea del Sud sono intenzionate a fornire loro un supporto.
Per meglio capire di cosa stiamo parlando può essere utile leggere la stampa sudcoreana. Il quotidiano Korea Times, ad esempio, ha acceso i riflettori su alcuni colossi industriali del calibro di Hyundai Motor e della sua consociata Kia, di LG Energy Solution, Samsung SDI e SK On, tutti attratti dalle opportunità europee.
Non solo automotive e tecnologia. A rendere ancora più rosee le prospettive della Corea troviamo un altro aspetto da considerare e precedentemente citato: la crescita delle industrie della Difesa. Le stesse che hanno riscontrato guadagni ingenti soprattutto in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, sulla scia dell’esigenza dei Paesi dell’est – Polonia in primis – di rafforzare i propri apparati militari in chiave anti russa.
Obiettivo Europa
Per quanto riguarda la Difesa, ad esempio, soltanto nel 2023 l’esportazione dei prodotti connessi al settore militare dalla Corea del Sud verso la Polonia ha sfondato il muro dei 9 miliardi di won (circa 6,6 milioni di dollari). L’aumento del 14,8% rispetto all’anno precedente ha fatto sì che Varsavia diventasse il quinto partner commerciale di Seoul in termini di surplus, rispetto al settimo rilevato in precedenza.
Non è un caso che i principali istituti di credito commerciali sudcoreani intendano fornire un finanziamento combinato di 10.000 miliardi di won per facilitare l’export di armi del Paese verso la Polonia. In che modo? Aprendo succursali in Europa. L’accordo citato, firmato lo scorso anno, sarà mediato principalmente dalla Export-Import Bank of Korea (Eximbank), gestita dallo Stato, e dalla Korea Trade Insurance Corp (K-Sure). La loro espansione nel Vecchio Continente dovrebbe aiutare le entità coreane a partecipare ai progetti di ricostruzione post bellica della vicina Ucraina, il cui valore complessivo dovrebbe essere di circa 750 miliardi di dollari.
Allo stesso tempo, Hana Bank ha aperto un ufficio a Budapest, capitale dell’Ungheria, il 21 marzo. Per quale motivo proprio in quel Paese? L’Ungheria ha il quarto impianto di produzione di batterie più grande al mondo, con un afflusso costante di importanti capitali esteri legati alle attività ricaricabili. È inoltre una destinazione di investimenti sudcoreani per altre due ragioni: la qualità della manodopera locale (che, rispetto ai costi, è elevata) e la posizione geografica (l’Ungheria confina con altri sette Paesi europei).
Le mosse degli istituti sudcoreani
L’ufficio di Budapest della Hana Bank porta a 26 il numero delle reti finanziarie globali della banca in questione. Hana, tra l’altro, prevede inoltre di aprire canali in India e in Polonia. Di recente, poi, l’istituto ha firmato una partnership strategica con la Credit Agricole Corporate and Investment Bank of France per rafforzare la cooperazione nell’investment banking, nella tesoreria, nel finanziamento al commercio e nel finanziamento ambientale, sociale e di governance aziendale (ESG).
“L’apertura dell’ufficio di Budapest e la partnership con Credit Agricole rafforzeranno la nostra rete europea”, ha affermato un funzionario di Hana Financial.
KB Kookmin Bank, intanto, prevede di istituire un Korea Desk in Polonia, sostenuto dal 2022 dalla partnership con Bank Pekao con sede a Varsavia. La Shinhan Bank ha invece aperto il suo ufficio in Polonia nel 2014, mentre l’Industrial Bank of Korea, gestita dallo stato, ha inaugurato il suo nel 2023. Anche la Woori Bank ha un ufficio nel paese.
Il presidente della Commissione per i servizi finanziari (FSC) sudcoreana, Kim Joo Yun, è appena rientrato in patria da un viaggio di quattro giorni in Polonia. È stato il primo grande regolatore finanziario a visitare il Paese europeo. Nell’occasione, Kim ha incontrato il suo omologo polacco, promettendo un forte impegno di Seoul nell’assistenza finanziaria a progetti di cooperazione di alto profilo che comprendono la Difesa, l’energia nucleare e le infrastrutture.