Perché è caduto davvero il Governo Draghi

Alessandro Nuzzo

21/07/2022

22/07/2022 - 13:58

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Il Governo Draghi ha cessato di esistere questa mattina con le dimissioni presentate dal premier a Sergio Mattarella. Cerchiamo di capire cosa ha portato realmente alla caduta.

Perché è caduto davvero il Governo Draghi

Dopo 17 mesi il Governo Draghi non c’è più. Dopo il mancato appoggio di centro destra e Movimento 5 Stelle nel voto di fiducia di ieri pomeriggio al Senato, il premier questa mattina è salito al Quirinale per consegnare le proprie dimissioni al presidente Sergio Mattarella, che non ha potuto far altro che sciogliere le camere e annunciare le elezioni anticipate.

Le possibili date per la tornata elettorale potrebbero essere quelle del 25 settembre, o al massimo del 2 ottobre.

Mario Draghi è stato di fatto sfiduciato nel bel mezzo dell’estate dapprima da Movimento 5 Stelle, che ha dato il via alla crisi di Governo. Alla decisione di Giuseppe Conte si è poi accodato il centro destra con Lega e Forza Italia, che al Senato ieri hanno deciso di non essere presenti in aula durante la votazione.

Ma che cosa ha portato allo scenario di crisi? Perché è caduto il Governo Draghi? Ripercorriamo la vicenda analizzando i diversi pareri dei vari partiti politici.

Il parere del Partito Democratico

Il Partito Democratico è stato fin da subito accanto a Mario Draghi e lo ha appoggiato fino alla fine. Difatti, il partito guidato da Enrico Letta ieri era presente in aula e ha votato a favore della fiducia affinché questo esecutivo potesse proseguire il suo cammino.

Il segretario ha tentato fino alla fine la mediazione non riuscendo nell’intento. «In questo giorno di follia, il Parlamento decide di mettersi contro l’Italia. Noi ci abbiamo messo tutto l’impegno per evitarlo e sostenere il governo Draghi. Gli italiani dimostreranno nelle urne di essere più saggi dei loro rappresentanti», è scritto in un tweet pubblicato ieri da Letta.

Con la decisione del M5S di defilarsi automaticamente è decaduta anche l’alleanza giallorossa. Molto probabile a questo punto che alle prossime elezioni il Pd si presenterà ai nastri di partenza senza l’appoggio del Movimento.

Il parere del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle è il partito che ha dato il via alla crisi di Governo. Giuseppe Conte ha deciso di togliere la fiducia all’attuale esecutivo perché, a detta sua, il Governo non prendeva in considerazione alcun provvedimento proposto dal partito che guida. E anche ieri in Senato il partito ha deciso di non votare la fiducia. A nulla sono valsi i tentativi di Draghi di definire un’agenda di governo comune.

«Era una questione di priorità su cui bisognava definire un’agenda di governo. Non è stato possibile, abbiamo visto da parte del premier Draghi non solo indicazioni generiche, purtroppo su alcune misure c’è stato anche un atteggiamento sprezzante», ha detto Conte ieri sera.

Chi si è ritratto dal Movimento è stato anche Luigi di Maio, che ha appoggiato fino alla fine l’esecutivo. Il ministro degli Esteri ha parlato di un Governo «buttato giù da due forze politiche che strizzano l’occhiolino a Vladimir Putin».

Il leader di Ipf ha anche annunciato che alle prossime elezioni non appoggerà chi ha fatto cadere questo Governo.

Il parere del Centrodestra

Il centro destra ha prima attaccato duramente la scelta di Conte chiedendo un nuovo esecutivo senza il Movimento 5 Stelle, poi ieri Lega e Forza Italia hanno deciso per il non voto alla fiducia, uscendo dall’aula. Un voltafaccia che non è piaciuto ad alcuni esponenti di Forza Italia come Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta che hanno deciso di lasciare il partito. Evidente che la coalizione di centro destra si presenta come la prima forza politica del Paese e le elezioni rappresentavano la loro prima scelta.

Il parere degli altri partiti

Maurizio Lupi di Noi con l’Italia ha ritenuto da irresponsabili aprire una crisi di Governo in questo particolare periodo storico, chiedendo la prosecuzione del Governo così come organizzato, altrimenti la strada da percorrere era quella della elezioni anticipate.

Emma Bonino è stata una delle più ascoltate nel dibattito di ieri alla Camera. La deputata leader di +Europa ha implorato il premier Draghi a restare dando ampio sostegno all’ex banchiere.

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