Per le azioni bancarie potrebbe iniziare una nuova era d’oro

Tommaso Scarpellini

13 Settembre 2025 - 16:51

Le banche corrono in borsa spinte da un meccanismo nascosto nei tassi: un segnale che profuma di nuova età dell’oro, ma cela squilibri pronti a riemergere. Ecco cosa devi sapere.

Per le azioni bancarie potrebbe iniziare una nuova era d’oro

Un segnale che il mercato non ignora.
Sul mercato sta accadendo qualcosa di particolare. Un meccanismo che piace molto al sistema bancario, soprattutto a quelle realtà più esposte verso i crediti al consumo e alle attività commerciali.

È un fenomeno che la borsa non ha lasciato inosservato: lo dimostra l’impennata delle quotazioni delle principali banche negli ultimi mesi. Ma qual è questo elemento nascosto che sta guidando così in alto le valutazioni?

Il ruolo della curva dei rendimenti

La risposta va ricercata nella curva dei titoli di Stato, nello specifico nello steepening della curva italiana. Tradotto: il differenziale tra i tassi a breve termine e quelli a lungo termine si è allargato.
Un anno fa la situazione era diversa: i rendimenti a breve erano relativamente alti, penalizzando le banche nel loro margine di interesse. Oggi lo scenario è mutato: i tassi a breve sono pressoché similari (leggero aumento), mentre quelli a lungo sono in rialzo.

In termini quanto meno teorici, la banca si finanzia dai risparmiatori “a breve”, raccogliendo depositi e pagandoli poco, e utilizza questi fondi per prestiti e investimenti “a lungo”, che invece rendono di più.

Perché lo steepening è una manna per le banche

Questo steepening è accentuato da due fattori principali:

  • Inflazione attesa in aumento: con l’introduzione di nuovi dazi in Europa, già si osservano pressioni rialziste sui prezzi. Il mercato, consapevole che il rendimento reale delle obbligazioni a lungo termine verrà eroso dall’inflazione futura, chiede un rendimento nominale più alto. Da qui l’innalzamento della parte lunga della curva.
  • Domanda sbilanciata sui BTP: la parte breve della curva è oggi sostenuta da una forte domanda, dovuta all’incertezza politica in Francia e alle debolezze economiche della Germania. Gli investitori preferiscono rifugiarsi sul breve, mantenendo bassi i rendimenti in quella fascia, mentre la parte lunga resta più esposta a pressioni di vendita.

Il risultato è una curva più inclinata che amplificherebbe potenzialmente il margine di intermediazione bancaria e questo meccanismo si riflette rapidamente in borsa, soprattutto in Italia. Il FTSE MIB, dove oltre il 30% della capitalizzazione è rappresentata dal settore finanziario.

IT40 IT40 Grafico a candele settimanali dell'indice IT40. Fonte: baha.com

Un rischio da considerare

Se da un lato il contesto appare favorevole, dall’altro non mancano i rischi. Una curva ripida è positiva per i margini, ma può anche segnalare stress macroeconomici futuri. In particolare, se l’inflazione dovesse accelerare più del previsto o se i governi europei non riuscissero a stabilizzare la fiducia nei loro debiti, le banche rischierebbero di trovarsi esposte a nuove tensioni.

Quindi?

Il contesto attuale apre prospettive intriganti da seguire: la redditività del sistema bancario italianopotrebbe davvero rafforzarsi? Parlare di una “nuova era d’oro” è un’esagerazione? Seguendo queste dinamiche, almeno nel breve-medio termine, sembrerebbe.

Ma è importante ricordare che, come spesso accade nei mercati finanziari, dietro a ogni fase di euforia si nascondono anche elementi di fragilità. Le banche oggi corrono, ma il percorso resta legato a variabili macroeconomiche difficili da controllare.