Per capire il futuro delle azioni Ferrari (RACE), devi assolutamente sapere questo

Tommaso Scarpellini

25 Giugno 2025 - 11:58

Ferrari costa troppo. Eppure non abbastanza da disincentivare gli investitori dall’acquisto, visto che continua a crescere. Il motivo? Una combinazione fondamentale e tecnica estremamente rara.

Il P/E di Ferrari è 45x. Questo significa che chi compra oggi sta pagando 45 volte gli utili dell’azienda. Una valutazione molto alta, tra le più elevate del listino italiano. In apparenza, potrebbe sembrare un’esagerazione, soprattutto considerando le turbolenze che colpiscono sia il settore luxury che quello automotive. Eppure, il titolo continua a salire.

Anzi, nonostante tutte le cautele del mercato, RACE rimane tra le azioni più scelte da fondi e investitori retail a Piazza Affari.

Ma questo non è un mistero per chi sa dove guardare. Alcune caratteristiche fondamentali rendono Ferrari quasi “immune” al contesto europeo, ed una scelta «ovvia». È uno dei pochi titoli italiani che riesce a generare un mix di qualità, crescita, momentum e prevedibilità che attira capitali, trimestre dopo trimestre.
Indipendentemente dal P/E estremamente elevato.

Perché le azioni Ferrari continuano a correre

Ferrari non è soltanto un brand iconico. È anche un’azienda con una crescita regolare degli utili e una capacità di sorprendere positivamente il mercato. Negli ultimi cinque anni ha mostrato una crescita media dell’EPS ben superiore al 2%, con un’accelerazione recente che l’ha portata a superare la media del suo settore. Non è una condizione comune.

In più, negli ultimi quattro trimestri, Ferrari ha battuto le stime degli analisti con EPS surprise superiori al 5%, creando le basi per nuovi massimi. Questi numeri, accompagnati da indicatori tecnici positivi, come la media mobile a 50 giorni in salita e una forza relativa crescente, confermano che il titolo è sostenuto da un trend strutturato.

Ed è per questo che i minimi di aprile sono stati comprati con convinzione. Non si è trattato di un rimbalzo tecnico: era un’opportunità. Un segnale che chi segue strategie quantitative e sistematiche non può ignorare. Perché titoli con queste caratteristiche, su un mercato come quello europeo, ce ne sono davvero pochi.

Una formula rara

Chi usa strumenti di screening avanzati se ne accorge subito: filtrando il mercato per titoli con crescita dell’EPS, sorprese positive sugli utili e trend tecnici solidi, la lista si restringe velocemente. Ferrari non solo è presente, ma spesso è in cima. È una combinazione difficile da replicare, soprattutto in un contesto economico fragile come quello attuale.

Attenzione: tutto può cambiare

Detto questo, i rischi esistono. Il P/E a 45 non è un dettaglio da trascurare. Ferrari oggi è più comprata che giustificata dai suoi utili. E il suo posizionamento nei settori del luxury e dell’automotive, due comparti in evidente difficoltà, non la rende esente da potenziali rallentamenti.

Basta un trimestre sotto le attese, o un cambiamento nel sentiment globale, e il titolo potrebbe subire una correzione anche violenta. Chi investe oggi in RACE, lo fa scommettendo che questa formula continuerà a funzionare, e che i numeri resteranno dalla sua parte.

Quindi?

Ferrari è costosa, nessun dubbio. Ma è anche uno dei pochi titoli italiani che unisce crescita e qualità in modo coerente. In un mercato a corto di storie credibili, RACE resta un riferimento per molte mani forti. Ma come con ogni supercar, la guida richiede attenzione. Il motore è potente, ma anche il rischio è reale.