Pensioni più alte a gennaio e pagate con leggero ritardo (ma non è una novità)

Pensioni, al via le novità del 2020: importi rivalutati dello 0,40%, ma non tutti. Per scoprire di quanto è aumentato il proprio assegno, però, bisognerà avere ancora qualche ora di pazienza.

Pensioni più alte a gennaio e pagate con leggero ritardo (ma non è una novità)

Pensioni: è arrivato il 2020 e con lui i nuovi importi degli assegni previdenziali e assistenziali adeguati al rialzo per effetto della rivalutazione.

Ancora un po’ di pazienza e poi i titolari di trattamenti previdenziali e assistenziali scopriranno di quanto è aumentata la propria pensione; vi anticipiamo, come già spiegato in diversi approfondimenti, che si tratterà di aumenti di pochi euro, dal momento che quest’anno il tasso di rivalutazione stimato è pari allo 0,40%.

È importante ricordare però che ogni inizio anno l’Inps ritarda il pagamento della pensione di gennaio, così da permettere l’aggiornamento dei sistemi informatici. Questo mese, quindi, la pensione non arriva nel primo giorno bancabile del mese (ossia domani), ma con 24 ore di “ritardo”.

Pensione di gennaio: quando arriva?

Solitamente le pensioni vengono pagate il primo giorno bancabile del mese. Questo significa che qualora il primo del mese sia un giorno feriale compreso tra il lunedì e il venerdì (o il sabato, nel caso di coloro che hanno l’accredito alle Poste) allora la pensione arriverà fin da subito. Nel caso in cui invece coincida con un festivo o con una domenica, allora il pagamento della pensione verrà ritardato al primo giorno utile successivo.

Ciò vale per ogni mese dell’anno (qui il calendario completo dei pagamenti) eccetto gennaio. In base a quanto previsto dalla regola generale, infatti, la pensione di questo mese dovrebbe essere pagata dall’Inps nella giornata di domani, giovedì 2 gennaio, in quanto giorno feriale (e quindi bancabile) sia per chi ha l’accredito alla Posta che alla banca.

Ebbene non è così in quanto a gennaio la pensione viene pagata con 24 ore di ritardo, ossia il 2° giorno bancabile del mese.

Quindi, questo mese ogni trattamento pensionistico, compresi pensioni e assegni di invalidità, saranno pagati nella giornata di venerdì 3 gennaio 2020, giusto in tempo per i saldi invernali. Ricordiamo che non si tratta di una novità, visto che la normativa in vigore da anni.

Pensione di gennaio: di quanto aumenta?

Come anticipato i nuovi importi delle pensioni di rivalutate (ufficializzate dall’Inps poche settimane fa) non saranno tanto differenti dal valore percepito nel 2020.

A questo importo, infatti, bisogna aggiungere appena lo 0,40% in più, ma solo per le pensioni che hanno un importo non superiore a tre volte il trattamento minimo. Per il 2020 questo ha un valore di 515,07€ , quindi la pensione per avere diritto alla rivalutazione piena deve essere al di sotto dei 1.545,21€.

In tal caso gli incrementi arrivano a massimo 6,00€ al mese, un importo che certamente non andrà a modificare la sostanza del proprio assegno pensionistico. Per chi invece supera questo importo il tasso di rivalutazione sarà persino più basso. In questi casi, per far sì che gli assegni di importo elevato non siano troppo avvantaggiati dalla rivalutazione, è stato deciso che quando l’assegno supera di tre volte il trattamento minimo si applica solamente una rivalutazione parziale, per un tasso che nel 2020 sarà pari a:

  • +0,38% quando l’importo è compreso tra le tre e le quattro volte il trattamento minimo;
  • +0,30% quando l’importo è compreso tra le quattro e le cinque volte il trattamento minimo;
  • +0,20% quando l’importo è compreso tra le cinque e le sei volte il trattamento minimo;
  • +0,18% (circa) quando l’importo è compreso tra le sei e le otto volte il trattamento minimo;
  • +0,18% quando l’importo è compreso tra le otto e le nove volte il trattamento minimo;
  • +0,16% quando l’importo supera di nove volte il trattamento minimo.

C’è da fare una precisazione riguardo agli assegni compresi tra le tre e le quattro volte il trattamento minimo. Per questi la Legge di Bilancio 2020 ha previsto una rivalutazione piena allo 0,40% e non allo 0,38% come da normativa precedente. L’Inps però avrà bisogno di tempo - e di un decreto attuativo - per applicare questa novità: per il momento quindi le pensioni erogate avranno un importo aumentato della precedente percentuale, mentre successivamente ci sarà un conguaglio con la restituzione delle somme (si tratterebbe comunque di piccoli importi) non erogati.

Concludiamo ricordando i nuovi importi dell’assegno sociale - che passa da 458€ a 460€ - e della pensione di invalidità civile (da 285€ a 286€), mentre per tutte le altre prestazioni riconosciute agli invalidi civili potete consultare il nostro articolo di approfondimento.

Argomenti:

INPS Pensione

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