Pensioni, novità: tutte le manovre della riforma. Precoci, minima, quattordicesima e usuranti, ecco cosa cambia

Le novità sulla riforma pensioni di oggi danno finalmente un quadro chiaro di come funzioneranno le manovre. Vediamo le decisioni prese ieri tra sindacati e Governo.

La novità per le pensioni è l’accordo siglato ieri tra sindacati e Governo, che stanzia 6 miliardi per la riforma delle pensioni. Si conclude così una discussione durata più di 6 mesi e che ha portato ad ottenere buoni risultati per precoci e Quattordicesima.
I sindacati si sono ritenuti soddisfatti, dal momento che sono riusciti ad ottenere l’applicazione della Quota 41, anche se solo per alcuni lavoratori.

La riforma delle pensioni arriva quindi ad un punto di svolta e si chiudono le trattative, portando così a casa le manovre che verranno inserite in maniera definitiva nella Legge di stabilità. Poletti e lo staff del Governo hanno alla fine accettato alcune proposte dei segretari generali.
Le concessioni che sono state fatte permetteranno di avere una maggiore equità per l’assegno pensionistico.

Tra le manovre approvate anche l’estensione della Quattrodicesima, che dal 2017 verrà estesa a quasi 1,2 milioni di pensionati. Potranno ottenere questo incentivo coloro che hanno fino a 1000 euro al mese di assegno. Novità che portano grandi cambiamenti nel sistema pensionistico e che cercano di creare meno disparità.
L’aumento dell’assegno, sebbene non sia esorbitante, è stato comunque preso come un ottimo segnale dai pensionati italiani.

Vediamo insieme tutte le novità della riforma delle pensioni, in che modo cambieranno le cose da gennaio e quali sono le proposte dei sindacati accettate dal Governo. La riforma delle pensioni è ormai pronta e si dovrà solo attendere il suo inserimento all’interno della Legge di Stabilità.

Pensioni, novità: Quota 41 per i lavoratori precoci

I Sindacati sono infine riusciti nel loro intento e hanno ottenuto che venga applicata la Quota 41. Non sarà ovviamente prevista per tutti i lavoratori precoci, dal momento che i fondi a disposizione sono pochi.
La Quota 41 è infatti stata ideata solo per i lavoratori che sono maggiormente in difficoltà, nella categoria dei lavoratori precoci con difficoltà rientreranno: disabili, impiegati senza ammortizzatori sociali e precoci che svolgono mansioni usuranti.

Per questo gruppo sarà possibile l’uscita anticipata senza penalizzazioni una volta ottenuti 41 anni di contributi. Non varrà quindi la questione dell’età anagrafica, che non verrà presa in esame per il pensionamento.
Questa è la categoria che è stata più colpita dalla Legge Fornero e che di conseguenza deve essere salvaguardata.

Pensioni, novità: estensione della Quattordicesima

Tanto se ne è parlato negli ultimi mesi e alla fine è stata approvata: dal 2017 la platea che beneficia della Quattordicesima avrà 1,2 milioni di pensionati in più. Avranno diritto a questo contributo tutti i pensionati che percepiscono un massimo di 1000 euro al mese di assegno.
L’importo verrà erogato a luglio e sarà dato in base agli anni di contributi che si sono versati.

L’aumento non sarà poi così consistente e si aggirerà sui 100-200 euro in più, una cifra che comunque molti pensionati vedono come un modo di arrivare a fine mese. L’aumento sarà graduale e nei prossimi anni potrebbe crescere non solo il versamento effettuato, ma anche la platea dei beneficiari.

Pensioni, novità: anticipo della pensione integrativa e Ape

Sarà possibile avere in anticipo l’assegno della pensione integrativa, il piano Rita. In questo modo l’Ape potrà essere un po’ meno gravosa e grazia ad alcune politiche di defiscalizzazione si potrà andare in pensione anticipata.
Le penalizzazioni dell’Ape rimarranno, ma grazie all’anticipo dell’assegno integrativo si potrà tamponare la situazione.

Mancano invece le decisioni sulle penalizzazioni da applicare all’Ape, che saranno oggetto di un prossimo tavolo tecnico. Non è ancora stato stato stabilito con precisione il tetto massimo per l’Ape social, ma date le ultime notizie non ci si attendono grandi sorprese.
Il Governo ha infatti utilizzato la maggior parte dei fondi che aveva a disposizione e con ogni probabilità si rimarrà sui 1500 euro di assegno.

Rimarranno esclusi dalla Ape sena penalizzazioni gli operai specializzati, che per il loro assegno di 1650 non potranno far parte delle platea. Un punto per cui i sindacati però si batteranno e proveranno a far accettare al Governo.
La questione infatti sembra essere di vitale importanza per evitare delle disuguaglianze.

Pensioni, novità: lavoratori usuranti e no tax area

Nell’accordo firmato ieri tra sindacati e Governo troviamo anche dei punti per gli usuranti. Per questa categoria il pensionamento anticipato avverrà 12 o 18 mesi prima del tempo, in base alla situazione del lavoratore.
Per poter accedere a questa manovra si dovrà aver svolto un lavoro usurante per 7 degli ultimi 10 anni lavorativi oppure per la metà degli anni di lavoro.

Per gli usuranti sembra che l’anticipo pensionistico avverrà tramite l’Ape social e che non dovranno essere costretti a versare parte della loro pensione alle banche.
Non è ancora sicura questa decisione, dal momento che dell’Ape social si parlerà in un prossimo tavolo tecnico.

Confermata anche l’estensione della No Tax Area, di cui beneficeranno più pensionati. Grazie all’innalzamento fino a 8.125 euro l’anno, molti pensionati che hanno problemi ad arrivare a fine mese non dovranno più pagare le tasse.
In questo caso le detrazioni fiscali si riducono fino ad azzerarsi in modo da non gravare sulle spalle dei più deboli.

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