Pensioni, ecco di quanto aumentano nel 2021: prime anticipazioni sulla rivalutazione

Pensioni: di quanto aumentano nel 2021? Le prime anticipazioni sul tasso di rivalutazione non fanno ben sperare.

Pensioni, ecco di quanto aumentano nel 2021: prime anticipazioni sulla rivalutazione

Pensioni: sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale verso la fine di novembre 2020 il Decreto del Ministero dell’Economia che fisserà il tasso di rivalutazione provvisorio delle pensioni a partire dal 1° gennaio 2021.

Come noto, infatti, ogni anno le pensioni sono soggette a perequazione: si tratta di quello strumento con cui l’importo della pensione viene rivalutato in base all’andamento dell’inflazione. Si tratta di un meccanismo con cui l’importo degli assegni previdenziali (e anche assistenziali) vengono adeguati all’aumento del costo della vita tenendo conto dei dati ISTAT, mantenendo così inalterato il potere d’acquisto con il passare degli anni.

A tal proposito, non sappiamo ancora quale sarà il tasso di rivalutazione che verrà individuato e a quanto ammonterà l’aumento della pensione. Tuttavia, secondo le prime indiscrezioni a riguardo, sembra non ci siano buone notizie: il tasso, infatti, potrebbe essere anche pari a zero, non comportando così alcun aumento degli assegni.

Pensioni, di quanto aumentano nel 2021? Le anticipazioni sul tasso di rivalutazione

Il Prof. Renzo Boninsegna ha realizzato uno studio per conto della SNALS (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola) con il quale ha fatto chiarezza sul tasso di rivalutazione atteso per il 2021. Un tasso che, ricordiamo, verrà ufficializzato solamente alla fine di novembre; tuttavia, i dati ISTAT comunicati in questi mesi ci danno comunque la possibilità di fare alcune anticipazioni che non dovrebbero essere particolarmente lontane dalla realtà.

Nel dettaglio, lo studio del professor Boninsegna (che potete scaricare in coda all’articolo) analizza gli indici nazionali dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati aggiornati al mese di settembre 2020.

Dall’analisi di questi dati, e comunque ipotizzando per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 la ripetizione dello stesso indici, si può rilevare - in via del tutto provvisoria ed ufficiosa - l’aliquota di percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno corrente ma con decorrenza dal 1° gennaio 2021.

Nel dettaglio, mentre la media nel 2019 era pari a 102,6, nel 2020 questa potrebbe attestarsi a 102,3. Di conseguenza potrebbe esserci una variazione negativa dell’indice dei prezzi; il che non dovrebbe neppure sorprendere visto quanto sta succedendo, con la pandemia da COVID-19 che sta mettendo in serio rischio l’economia italiana.

Perché le pensioni potrebbero non aumentare nel 2021

Una variazione negativa dello 0,30% che comunque non comporterà alcuna riduzione delle pensioni.

L’aliquota che si andrebbe ad applicare sull’importo totale mensile lordo della pensione, infatti, per quest’anno potrebbe corrispondere allo 0,00%. Salvo il caso in cui dovessero esserci grandi variazioni per i mesi di ottobre, novembre e dicembre - il che al momento sembra essere una possibilità alquanto remota - quindi, gli importi delle pensioni, ma anche di altre prestazioni come l’assegno sociale - resterebbero invariati rispetto al 2020.

Questo sarebbe giustificato dal fatto che anche i prezzi sono rimasti invariati - anzi, sono persino diminuiti - e la pensione quindi non ha perso parte del suo potere d’acquisto.

Perequazione pensioni: quale tasso nel 2021?
Clicca qui per scaricare lo studio realizzato per conto della SNALS dal professor Renzo Boninsegna riguardo al tasso di rivalutazione delle pensioni per il 2021.

Argomenti:

Pensione

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