Questi due pensionati hanno nascosto più di 1 milione di euro al Fisco per ottenere sussidi sociali, ma si sono pentiti giusto in tempo per evitare il peggio.
Le coppie di criminali sono protagoniste ricorrenti della cultura pop, ma non sono poi troppo rare nella vita reale. Ce ne sono svariati esempi, tra cui il più recente quello di una coppia svizzera, peraltro ultra settantenne. I due pensionati di Zurigo non sono sanguinari rapinatori, ma hanno nascosto 1 milione di euro al Fisco. Una truffa milionaria che è andata avanti per quasi 10 anni ai danni dell’ente assistenziale e che adesso costerà loro caro, ma neanche troppo. Non andranno in carcere, ma non per l’età o ragioni giudiziarie. La coppia si è pentita prima che la situazione degenerasse e ha scelto di regolarizzare la propria posizione, godendo così di conseguenze tutto sommato limitate. Ecco cos’è successo.
Una truffa lunga 10 anni, Fisco ingannato per 1 milione di euro
Questa coppia di Zurigo ha nascosto le proprietà e i redditi godendo indebitamente di agevolazioni fiscali e assistenziali per quasi un decennio. Secondo quanto riportato dai media locali, nel dettaglio, la coppia avrebbe percepito l’equivalente di svariate centinaia di migliaia di euro in sussidi, (circa 306.000 euro) pur non avendone alcun diritto. Nell’estate del 2015 hanno anche fatto domanda per un aiuto sociale destinato ai pensionati con redditi entro certi limiti, dichiarando di possedere un totale di 70.000 euro circa divisi in tre bancari. In realtà, però, la coppia possedeva molto di più.
Si tratta di circa 1,15 milioni di euro nascosti volontariamente, visto che il denaro è stato occultato anche durante i controlli fiscali avvenuti nel 2018 e nel 2021. Così, i due settantenni hanno percepito ingiustamente più di 300.000 euro in sussidi tra il 2015 e il 2024, presentando a tal fine anche delle dichiarazioni dei redditi false. Non sappiamo perché o come, poi, ma si sono pentiti di quanto fatto e hanno scelto di regolarizzare la propria posizione fiscale. Approfittando di un condono fiscale in Svizzera, la coppia ha messo in regola le dichiarazioni dei redditi e ha anche rimborsato l’intero importo ricevuto all’ente di assistenza sociale.
Così facendo, tuttavia, hanno anche messo in luce la propria situazione reale. Di conseguenza, è stata aperta un’indagine per il reato di truffa e due sono stati chiamati a pagare una sanzione di quasi 14.000 euro ciascuno, oltre a una multa sospesa da 16.000 euro. Di fatto, con un’autodenuncia e un rimborso integrale completamente volontario sarebbe stato difficile ottenere un esito differente, per quanto l’amministrazione abbia comunque subito un illecito nel decennio.
Truffe per i sussidi in Italia
Magari non sempre così corposi, ma di casi simili è pieno tutto il mondo, Italia compresa. Qui, la truffa ai danni dell’Inps (il nostro istituto per i sussidi) è punita con particolare severità. Il nostro Codice penale prevede addirittura un articolo dedicato alla “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”, il 640 bis. Quest’ultimo prevede la pena della reclusione da 2 a 7 anni, con procedibilità d’ufficio, per la truffa finalizzata a percepire indebitamente “contributi, sovvenzioni, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee”.
Se invece la truffa ai danni dell’Inps non è finalizzata a ottenere del denaro ma a usufruire di esenzioni altrimenti non meritate si procede secondo l’articolo 640 del Codice penale. Trattandosi di un reato ai danni di un ente pubblico, tuttavia, è comunque prevista una pena superiore a quella base per truffa, ossia la reclusione da 1 a 5 anni e la multa da 309 a 1.549 euro. Anche in Italia, comunque, l’azione libera e volontaria di restituire il denaro e regolarizzare la posizione fiscale avrebbe permesso all’ipotetica coppia di evitare grosse conseguenze.
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