Pellet: la classifica dei marchi che costano di più

15 Ottobre 2022 - 19:05

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I prezzi di vendita del pellet sotto la lente di Altroconsumo. Un confronto costi per fare i conti in vista del prossimo caro bolletta.

Pellet: la classifica dei marchi che costano di più

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un raddoppio dei prezzi per il pellet rispetto all’anno scorso e Altroconsumo si è impegnato in un’indagine approfondita per capire quali marche di biomasse abbiano risentito maggiormente dell’aumento dei costi dovuto alla crisi energetica.

Si parla di aumenti contestualizzati rispetto al persistere del conflitto tra Russa e Ucraina, principale fattore scatenante della brusca impennata. Per l’approvvigionamento infatti ricordiamo che l’Italia è decisamente dipendente dall’import ma, in particolare, subisce molto l’influsso della guerra poiché in larga parte compra biomasse che derivano da scarti di lavorazione del legno provenienti proprio dalla Russia, dall’Ucraina e dalla Bielorussia, alleato strategico di Putin. Senza contare l’influenza che il costo del trasporto, connesso all’aumento dei prezzi del gasolio e della benzina, ha un forte peso sul listino finale.

Per contenere il più possibile i costi è quindi necessario affidarsi ad una guida d’acquisto, o meglio, ad una classifica accurata sui valori registrati nei principali punti vendita nazionali. Quest’indagine dell’Associazione dei Consumatori si affianca poi a quella condotta da l’Aiel che segnala le oscillazioni di questi ultimi mesi.

Sotto la lente di ingrandimento infine le modalità attraverso le quali evitare eventuali truffe a danno dei consumatori.

Costi medi pellet 2022

Secondo gli studi di Altroconsumo un sacco di pellet da 15 kg in media è passato dai circa 5 euro dello scorso anno ai 12 euro in media di questo ottobre, con punte di oltre 25 euro al sacco nei casi più critici. L’aumento tocca vette del +140%.

Per dare un’idea l’associazione riporta un esempio chiave:

«Per riscaldare un appartamento da 100 metri quadrati, una famiglia spenderà oltre 1.300 euro nel 2022-2023, ovvero il doppio, rispetto all’anno precedente».

L’indagine di Altroconsumo non è però la prima sul tema. Vengono infatti riportati anche i dati dell’Aiel, l’Associazione italiana energie agroforestali, che si era occupata di monitorare l’oscillazione nell’arco del 2022, dallo scoppio del conflitto a oggi. Possiamo infatti vedere come i prezzi registrati a settembre siano schizzati rispetto al gennaio di quest’anno passando da una media di 5,16 euro per 15 kg a 10,53 euro nel solo mese di settembre.

L’andamento dei prezzi: i marchi più costosi

Altroconsumo ha effettuato uno studio sui listini prezzi presso 65 punti vendita nelle province di Padova, Monza e Brianza, Bolzano, Reggio Calabria e Cagliari. Tenendo conto quindi anche delle possibili oscillazioni regionali.

L’indagine sui prezzi ha coinvolti 11 diversi prodotti e ha come riferimento il prezzo minimo per un sacco da 15 kg:

  • Adriacoke professional pellets - made in Canada 11,50 euro;
  • Binderholz red pellet 13,00 euro;
  • Florian woody pellets 8,90 euro;
  • Geminati euro pellet 9,95 euro;
  • HS Holzexport Schuster pettels 12,20 euro;
  • La Tiesse Brucciolo 12,50;
  • Savichem Wald Meister 12,20 euro;
  • Firestixx Premium pellets 22,90 euro;
  • Woodtech Italia Swiss Warme 13,60 euro;
  • Pfeifer Holzpellet 11, 50 euro.

Veniamo ora ai brand più costosi.
I picchi più critici, ai massimali, li toccano:

  • Firestixx Premium Pellets con 22,90 euro;
  • Woodtech Italia Swiss Warme 25,20 euro;
  • Pfeifer Holzpellet 26,89 euro.

A cosa stare attenti quando si compra pellet

Il consiglio più utile per evitare truffe è quello di acquistare pellet certificato e di non improvvisare sostituzioni con altri combustibili non compatibili; si rischia di rovinare l’apparecchio, aumentare le emissioni e le ceneri ma soprattutto di compromettere la propria sicurezza. Attenzione anche a non affidarsi a inserzioni online.

Altroconsumo suggerisce:

«Se il prezzo è simile a quello dello scorso anno diffidate, è possibile si tratti di prodotti importati illegalmente, diversi rispetto a quanto dichiarato e, insomma, di vere e proprie truffe in cui si rischia che il prodotto non arrivi. Per il futuro, è sempre meglio acquistare in fase prestagionale, tra Maggio e Agosto, in cui i prezzi sono più bassi».

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