Parola d’ordine: privatizzare la sanità. Introdotto il pronto soccorso a pagamento a Zingonia

Enrica Perucchietti

16/08/2023

Al Policlinico San Marco di Zingonia, i pazienti possono «saltare la fila» pagando 149 euro, senza la necessità di prenotazione. Un passo ulteriore verso il modello statunitense di sanità.

Parola d’ordine: privatizzare la sanità.  Introdotto il pronto soccorso a pagamento a Zingonia

Hai i soldi? Vieni visitato all’istante, altrimenti devi rassegnarti ad attendere ore in coda il tuo turno, insieme a tutti gli altri che, come te, non hanno i soldi per saltare la fila.

È quanto accade al Policlinico San Marco di Zingonia dove, come riporta Il Corriere, grazie a una iniziativa del Partito Democratico, pagando 149 euro, un paziente può “saltare la fila”, ed essere visitato immediatamente, senza alcuna prenotazione.

Questo approccio elitario e basato sul reddito crea una netta divisione tra coloro che possono permettersi il lusso di cure immediate e quelli che invece devono sopportare lunghe attese che possono durare ore.

Come osserva Il paragone, nessuno vieta le cure agli indigenti, eppure il divario tra chi può e chi non può rivolgersi a cure immediate, perché a pagamento, contraddice l’articolo 32 della nostra Costituzione, che recita che la Repubblica “garantisce cure gratuite agli indigenti”.

L’iniziativa del PD

Questa mossa, che promuove un pronto soccorso a pagamento, promossa da un partito che dovrebbe essere impegnato nella protezione e nell’espansione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), rappresenta un ulteriore passo verso l’americanizzazione della sanità pubblica, una deriva preoccupante e profondamente controversa.

Il concetto di pronto soccorso a pagamento rappresenta, infatti, un passo ulteriore verso il modello statunitense nel campo sanitario italiano. Questo approccio prevede la creazione di due tipi di pronto soccorso: uno di tipo A, caratterizzato da rapidità ed efficienza, e uno di tipo B, che presenta lunghe attese, caos e frustrazioni da parte dei pazienti.

Come siamo arrivati a questo punto?

Il processo di aziendalizzazione della sanità pubblica in Italia ha già portato a gravi conseguenze, con continui tagli al finanziamento che hanno messo a repentaglio la qualità delle cure offerte ai cittadini.

L’iniziativa di introdurre un pronto soccorso a pagamento a Zingonia rappresenta un ennesimo segno di questa tendenza distruttiva. In un momento in cui il bisogno di accesso equo e universale alle cure mediche dovrebbe essere al centro delle politiche sanitarie, questa mossa sembra allontanarsi drammaticamente dalla tradizionale vocazione universalistica del SSN.

BresciaMed

La situazione di Zingonia non è un caso isolato. Anche a Brescia è stato aperto «BresciaMed», un pronto soccorso a pagamento, il che dimostra una tendenza preoccupante di promozione della medicina privata all’interno del sistema sanitario pubblico. Questa deriva verso l’approccio liberista mina la solidarietà che dovrebbe essere alla base del sistema sanitario nazionale.

L’associazione Medicina Democratica ha giustamente criticato questa mossa, definendola «la dimostrazione di come la sanità privata si infili nelle pieghe dell’inefficienza pubblica».

La crescita della sanità privata sembra ormai inevitabile, con sempre più strutture sanitarie controllate da entità private.

Attualmente, il SSN conta un numero significativo di ospedali pubblici e privati, ma l’apertura di pronto soccorso a pagamento e altri servizi a pagamento rappresenta un pericoloso spostamento verso un sistema dualistico in cui chi ha risorse finanziarie gode di cure privilegiate rispetto agli altri.

Lniziativa del Partito Democratico di introdurre il pronto soccorso a pagamento a Zingonia è un segno preoccupante di come la sanità pubblica italiana stia affrontando una crisi profonda.

Invece di preservare e migliorare il Servizio Sanitario Nazionale, i tentativi di introdurre pratiche di pagamento per cure immediate minano i princìpi di solidarietà e uguaglianza che dovrebbero essere alla base del sistema. È essenziale che venga posta maggiore attenzione sulla tutela e il rafforzamento della sanità pubblica, anziché sottostimare il suo valore attraverso pratiche di mercificazione.