Fotovoltaico sui tetti agricoli: bando da 1,5 miliardi di euro per contributi a fondo perduto

Antonella Ciaccia

02/07/2022

08/07/2022 - 10:27

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Fotovoltaico sui tetti delle imprese agricole: via libera dell’Ue agli aiuti. Come ridurre i consumi del settore agroalimentare riqualificando le strutture produttive.

Fotovoltaico sui tetti agricoli: bando da 1,5 miliardi di euro per contributi a fondo perduto

Pubblicato in Gazzetta il decreto del ministero delle Politiche Agricole che sblocca 1,5 miliardi di euro da fondi Pnrr per il fotovoltaico sui tetti delle imprese agricole, agroalimentari, zootecniche e degli agriturismi (Parco Agrisolare).

L’obiettivo dichiarato dal Governo è quello di ridurre i consumi del settore agroalimentare riqualificando le strutture produttive e utilizzando i tetti degli edifici per arrivare a una potenza installata pari ad almeno 375.000 kW nel 2026.

Verranno selezionati e finanziati i progetti che prevedono l’acquisto e la posa in opera di pannelli sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, compresi gli agriturismi.

Inoltre, l’intervento per cui si richiede il contributo potrà coprire anche i costi di riqualificazione e ammodernamento delle strutture, con la rimozione dell’eternit e amianto sui tetti ove presente, e/o migliorare la coibentazione e areazione.

Segnaliamo che la Commissione Europea, il 7 luglio 2022, ha dato il via libera agli aiuti pubblici all’Italia per 1,2 miliardi che, nell’ambito del fondo per la ripresa e la resilienza Ue (Rrf), sono destinati a sostenere investimenti in pannelli fotovoltaici nel settore agricolo.

Attendiamo l’avviso e le date per la presentazione delle domande. I contributi saranno concessi fino a esaurimento.

Parco Agrisolare col fotovoltaico

Il decreto ministeriale pubblicato lo scorso 28 giugno, determina gli interventi per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell’ambito del Pnrr, Missione 2, componente 1, investimento 2.2 «Parco Agrisolare».

Le risorse disponibili sono pari a 1,5 miliardi di euro. La spesa massima ammissibile per singolo progetto è di 750mila euro, nel limite massimo di 1 milione di euro per soggetto beneficiario.

L’obiettivo finale da raggiungere è l’installazione di pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva pari a 375.000 kW, contribuendo così ad aumentare la sostenibilità, la resilienza, la transizione verde e l’efficienza energetica del settore.

Nel decreto viene specificato che il 40% delle risorse è riservato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il bando darà il via alla presentazione delle candidature dei progetti: dal momento in cui è riconosciuto il contributo, i beneficiari hanno 18 mesi per la realizzazione degli interventi.

Finanziamenti per l’agrivoltaico: chi sono i soggetti beneficiari

All’art. 4 del suddetto decreto ministeriale si individuano i soggetti che possono accedere al contributo a fondo perduto, ovvero:

  • imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • imprese agroindustriali, in possesso di codice Ateco di cui all’Avviso da emanarsi ai sensi dell’articolo 13;
  • indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’articolo 2135 del Codice Civile e le cooperative o loro consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228.

Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore a euro 7.000.

Interventi e spese ammissibili

Gli interventi ammissibili all’agevolazione, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.

L’articolo 6 del decreto evidenzia che, unitamente a tale attività, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro;
  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato, anche al fine di migliorare il benessere animale;
  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

Le tipologie di spese ammissibili per la realizzazione di impianti fotovoltaici sono, invece:

  • acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto;
  • sistemi di accumulo;
  • fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi;
  • costi di connessione alla rete.

Per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria), sono ammesse le spese di demolizione e ricostruzione delle coperture, e fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi, fino a un limite massimo ammissibile di euro 700,00/Kwp.

Gli interventi non coperti dall’agevolazione e i costi non ammessi

All’articolo 2 del decreto ministeriale si specifica che non sono ammesse alle agevolazioni interventi che prevedano attività su strutture e manufatti connessi a:

  • attività connesse ai combustibili fossili, compreso l’uso a valle;
  • attività nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue (Ets) che generano emissioni previste di gas a effetto serra non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento;
  • attività connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico;
  • attività nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all’ambiente.

Invece, relativamente ai costi non ammissibili, si evidenziano:

  • i servizi di consulenza continuativi o periodici o connessi alla consulenza fiscale, alla consulenza legale o alla pubblicità;
  • acquisto di beni usati;
  • acquisto di beni in leasing;
  • acquisto di beni e prestazioni non direttamente identificabili come connessi all’intervento di efficienza energetica o all’installazione dell’impianto per la produzione da fonti rinnovabili;
  • acquisto di dispositivi per l’accumulo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici già esistenti;
  • lavori in economia;
  • pagamenti a favore di soggetti privi di partita Iva;
  • prestazioni gestionali;
  • acquisto e modifica di mezzi di trasporto;
  • spese effettuate o fatturate al soggetto beneficiario da società con rapporti di controllo o di collegamento, come definito dall’art. 2359 del Codice Civile o che abbiano in comune soci, amministratori o procuratori con poteri di rappresentanza; tali spese potranno essere ammissibili solo se l’impresa destinataria documenta, al momento della presentazione della domanda di partecipazione al presente bando, che tale società è l’unico fornitore di tale impianto o strumentazione;
  • pagamenti effettuati cumulativamente, in contanti e in compensazione.

Dall’Ue 1,2 miliardi di aiuti a fotovoltaico in agricoltura

La Commissione europea, il 7 luglio 2022, ha dato il via libera agli aiuti pubblici per 1,2 miliardi che, nell’ambito del fondo per la ripresa e la resilienza Ue (Rrf), sono destinati a sostenere investimenti in pannelli fotovoltaici nel settore agricolo. Un’iniziativa che, precisa Bruxelles, si inserisce nel quadro di quelle destinate al raggiungimento degli obiettivi strategici fissati con il Green Deal.

«Questo regime da 1,2 miliardi di euro approvato oggi contribuirà al raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Italia incoraggiando gli operatori del settore agricolo a utilizzare le energie rinnovabili», ha commentato la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, responsabile della politica di Concorrenza, sottolineando che «la misura non solo contribuirà agli obiettivi del Green Deal Ue ma sosterrà anche lo sviluppo economico delle aree rurali in Italia, limitando le possibili distorsioni della concorrenza».

La misura notificata dall’Italia sarà interamente finanziata tramite il Recovery Fund. Il regime, che durerà fino al 30 giugno 2026, è volto a sostenere le aziende agricole, di allevamento e agroindustriali a investire nell’uso delle energie rinnovabili.

L’aiuto assumerà la forma di sovvenzioni dirette che coprono fino al 90% dei costi di investimento ammissibili, soggetti a massimali a seconda della capacità dell’impianto fotovoltaico.

I beneficiari possono investire solo in capacità fotovoltaiche non eccedenti il loro fabbisogno energetico. La Commissione Ue, nella sua valutazione positiva, ha riscontrato che il regime facilita l’investimento in pannelli fotovoltaici nel settore agricolo, ha un effetto di incentivazione, ha un impatto limitato sulla concorrenza e sul mercato unico, è necessario e opportuno a garantire una crescita sostenibile del settore agricolo e a migliorarne la competitività, è proporzionato, ha effetti positivi sul clima, ed è in linea con gli obiettivi di sviluppo rurale e della transizione verde dell’Ue.

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