OVS alza il dividendo del 27% dopo conti record

Laura Naka Antonelli

17 Aprile 2026 - 09:40

Risultati definiti brillanti per la società quotata a Piazza Affari. Non solo novità dividendi, c’è anche la news sul buyback.

OVS alza il dividendo del 27% dopo conti record

OVS, gruppo italiano attivo nel settore della moda quotato su Euronext Milan, ha appena annunciato i conti relativi all’esercizio 2025 che si è concluso il 31 gennaio 2026, rendendo noto di avere proposto un aumento del dividendo pari a +27%.

Il risultato del 2025 è stato per OVS “ il migliore di sempre ”.

OVS annuncia conti record, risultati “brillanti”: vendite nette +7%, utile netto rettificato +14,8%

OVS ha evidenziato l’ottimo andamento delle vendite per tutte le principali insegne e brand, parlando di risultati “brillanti”, in particolare nell’abbigliamento donna e nel beauty, che anche nel 2025 ha segnato una crescita a doppia cifra.

Andando ai numeri, le vendite nette di OVS sono salite del 7% rispetto al 2024, balzando a 1,746 miliardi di euro, trainate sia dalla crescita a parità di superfici, superiore al mercato, sia dal consolidamento di Goldenpoint, che nel periodo ha registrato performance molto positive.

L’utile netto rettificato è ammontato a 89,4 milioni di euro, in crescita di 11,6 milioni di euro (+14,8% su base annua), mentre la generazione di cassa è stata di 90 milioni, in rialzo di 21,4 milioni (+31,2%) rispetto al 2024, pari a un Cash Flow Return on Investment di circa il 26%.

Il margine commerciale rettificato è aumentato a 1,033 miliardi, segnando un incremento dell’8,8% rispetto al 2024, mentre l’EBITDA rettificato si è attestato a 218,2 milioni di euro, salendo di 22,9 milioni (+11,7%) su base annua.

L’EBITDA margin si è attestato al 12,5%, aumentando di 50 punti base rispetto all’anno precedente.

CDA propone un aumento del dividendo per azione a 0,14 euro, in crescita del 27%

Gli ottimi risultati hanno portato il Consiglio di Amministrazione di OVS a proporre all’assemblea degli azionisti un aumento del dividendo a 0,14 euro per azione, +27% sul precedente.

Così OVS:

“Grazie alla solidità dello stato patrimoniale e delle prospettive di crescita di margini e flussi, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo di 14 centesimi per azione, +27% rispetto al precedente”.

OVS ha annunciato anche che agli azionisti verrà proposta la prosecuzione del piano di buyback che, negli esercizi dal 2022 al 2025, si è tradotto nell’acquisto di circa 50 milioni di azioni, con un investimento di circa 120 milioni di euro che, secondo il gruppo, continuerà a rappresentare un efficace strumento di remunerazione degli azionisti.

Cautela ma anche rassicurazioni guardando al 2026, con impatto guerra USA-Iran

Guardando al 2026, l’azienda ha fatto notare che, a seguito dell’inizio della guerra USA-Iran, il mercato italiano dell’abbigliamento sta mostrando “una buona resilienza (+1,6% nel mese di marzo)”.

Non è mancata tuttavia la cautela: “Non si può escludere che il perdurare della crisi possa avere impatti sull’atteggiamento dei consumatori nel medio termine anche se, sul fronte dei costi, OVS ritiene di non essere esposta ad impatti significativi”.

OVS ha tenuto comunque a fare le seguenti precisazioni:

“In particolare, i paesi di provenienza della merce non sono coinvolti e le rotte navali non transitano per lo stretto di Hormuz. Le tariffe dei noli, bloccate nel medio periodo, ancorché suscettibili di aumenti non comporteranno impatti sostanziali sul costo complessivo delle merci. Anche sul fronte energetico l’esposizione alle dinamiche di prezzo è minima grazie alla quota di autoconsumo, ad accordi a medio-lungo termine con produttori di energia rinnovabile e ad acquisti forward. Le iniziative legate al prodotto, ai brand, all’espansione del network dei negozi, allo sviluppo di insegne come Shaka e di Goldenpoint, dovrebbero favorire la crescita delle vendite”.

L’AD di OVS Stefano Beraldo ha commentato i conti mettendo in evidenza come il 2025 sia stato un anno contrassegnato da “risultati eccellenti, con una crescita che ha riguardato tutte le principali insegne e brand” e aggiungendo che “questa performance conferma la validità di un posizionamento basato su qualità, ricerca stilistica e sostenibilità che hanno elevato il valore percepito dei brand, intercettando con efficacia una crescente domanda di prodotti di qualità a prezzo accessibile”.

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