L’Ordine dei giornalisti verrà abolito?

Vito Crimi conferma la sua volontà di abolire l’Ordine di giornalisti, ma ogni decisione definitiva verrà presa solo dopo il confronto con i nuovi vertici.

L'Ordine dei giornalisti verrà abolito?

Ad ottobre 2018 si deciderà in merito alla possibilità di abolire l’Ordine dei giornalisti; lo ha annunciato il pentastellato Vito Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria nel corso della sua audizione in Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

Non non è la prima volta che Crimi propone di abolire l’Ordine dei giornalisti; già nel 2013, infatti, il Movimento 5 Stelle presentò un disegno di legge in Parlamento che prevedeva la cancellazione dell’Ordine perché “inutile”, e tra i 53 senatori firmatari c’era anche l’attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Come si legge nella proposta di legge del 2013, l’Ordine si è rivelato essere un organo inadeguato “ai cambiamenti e alla dinamicità tipici di una professione in rapida evoluzione” ed è per questo che sarebbe stato inutile mantenerlo attivo.

Secondo gli allora senatori del Movimento 5 Stelle abolendo l’Ordine si sarebbe risolta la situazione “complessa” per cui sempre più persone pur non essendo giornalisti professionisti svolgono questa attività in maniera “non occasionale e retribuita”, così come pure “l’insostenibile situazione di precariato con cui molte migliaia di giornalisti sono costretti a convivere ogni giorno”.

Nel 2013 la proposta di abolire l’Ordine dei giornalisti non ebbe successo; tuttavia, adesso che il Movimento 5 Stelle dispone della maggioranza in Parlamento (Lega permettendo) l’esito potrebbe essere differente.

Crimi comunque ha detto di essere disponibile ad un confronto con i nuovi vertici dell’Ordine dei giornalisti; solo allora si deciderà il da farsi.

Vito Crimi chiede delle risposte all’Ordine dei giornalisti

Secondo Vito Crimi non ha senso che l’Ordine dei giornalisti esista ancora dal momento che non ha svolto la funzione “che dovrebbe avere”. Tuttavia prima di prendere la decisione finale - e proporla alla valutazione del Parlamento - intende incontrare i nuovi vertici dell’Ordine ed ascoltare le loro proposte in merito al processo di autoriforma generale che questi stanno per mettere in atto.

I nuovi vertici dovranno dare delle risposte convincenti non solo in merito alla governance ma anche sul percorso per l’accesso alla professione. Non si possono chiudere gli occhi di fronte ai cambiamenti di questi anni, con la nascita di nuove professioni e di un modo tutto diverso di fare informazione. Sono nati i comunicatori, o anche i social media manager, ovvero delle figure che fanno sempre informazione ma con strumenti differenti rispetto al passato.

Spetterà all’Ordine dei giornalisti quindi discutere della professionalità di queste persone, individuando le soluzioni migliori per il loro riconoscimento e inquadramento.

Questo è uno dei problemi che l’organo dovrà risolvere, così come quello relativo ai contratti dei giornalisti impiegati nell’ambito delle amministrazioni pubbliche; solo davanti a soluzioni convincenti, quindi, Crimi rinuncerà alla sua idea di abolire l’Ordine dei giornalisti.

Abolire l’Ordine dei giornalisti è veramente possibile?

In caso contrario Vito Crimi in autunno si presenterà nuovamente di fronte alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati ma questa volta chiedendole di votare sulla possibilità di abolire l’Ordine dei giornalisti.

Se anche il Parlamento dovesse essere d’accordo con questa idea allora bisognerà rivedere tutto il sistema dal momento che - come confermato dallo stesso Crimi - “l’iscrizione all’Ordine comporta determinati automatismi”.

Ad esempio, con la cancellazione dell’Ordine bisognerebbe rivedere la normativa INPGI (Istituto Nazionale Previdenza giornalisti Italiani), così come quella del dipartimento editoria del MISE (Ministero dello sviluppo economico); non che non sia fattibile, ma richiederebbe soldi e tempo che probabilmente al momento il Governo non ha.

Ecco perché, nonostante Vito Crimi non abbia escluso questa possibilità, ad oggi l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti ci appare come un’opzione piuttosto remota.

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