Omicron, il sintomo post infezione che allarma: «Si rischia una trombosi». Ecco in quali casi

Emiliana Costa

16 Maggio 2022 - 15:05

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Da un recente studio sarebbe emersa una correlazione tra il Long Covid e casi di trombosi. Ecco chi è più a rischio e in quali casi.

Omicron, il sintomo post infezione che allarma: «Si rischia una trombosi». Ecco in quali casi

Allarme Long Covid, il nuovo sintomo che spaventa. Secondo uno studio pubblicato su Blood Advances dagli scienziati del Dipartimento di ematologia dell’University College London Hospital, per la prima volta è stato segnalato un legame tra chi (guarito dal Covid) ha difficoltà a svolgere esercizio fisico e valori anomali di coagulazione del sangue.

In sostanza, dalla ricerca emerge che coloro che hanno superato l’infezione sarebbero più esposti al rischio di trombosi e a problemi di coagulazione del sangue se a 12 settimane dalla guarigione hanno ancora difficoltà nello svolgere esercizio fisico. Entriamo nel dettaglio.

Long Covid, rischio trombosi per chi ha difficoltà nell’esercizio fisico

Allarme Long Covid. Secondo lo studio pubblicato su Blood Advances dagli scienziati del Dipartimento di ematologia dell’University College London Hospital, è particolarmente esposto al rischio di trombosi o a problemi di coagulazione del sangue chi ha ancora difficoltà nell’esercizio fisico, a 12 settimane dalla guarigione dal Covid.

Gli scienziati hanno dimostrato che per questi soggetti la possibilità di sviluppare anomalie nella coagulazione del sangue è quattro volte più alta. La dottoressa Nithya Prasannan, tra le autrici dello studio, ha spiegato: «Lo studio apre nuove importanti informazioni sui potenziali meccanismi alla base degli effetti a lungo termine dell’infezione da Covid». L’obiettivo degli studiosi adesso è continuare a monitorare le analisi del sangue dei pazienti presi in esame, per valutare come evolve il rischio trombosi con la progressione dei sintomi.

Il Long Covid, sintomi anche due anni dopo la guarigione

Il Long Covid è una condizione in cui il corpo continua a manifestare sintomi dell’infezione da Covid-19 anche a distanza di mesi dalla guarigione. Tra i campanelli d’allarme, affaticamento, dolore, toracico, affanno. «Per definizione, questa sindrome si verifica quando si manifestano sintomi correlati al Covid molto tempo dopo l’inizio dell’infezione che non possiamo attribuire a nessun’altra causa o diagnosi», ha spiegato l’autrice Prasannan.

Il Long Covid colpisce maggiormente chi ha contratto la malattia in forma grave, ma non sempre. Secondo uno studio del China-Japan Friendship Hospital pubblicato su The Lancet Respiratory Medicine, dopo due anni dal ricovero il 55% dei pazienti accusa ancora sintomi legati alla malattia.

Gli scienziati hanno seguito 1.192 persone malate di Covid e ricoverate a Wuhan tra il 7 gennaio e il 29 maggio 2020, ovvero durante la prima ondata. L’età media era pari a 57 anni. Trascorsi 24 mesi dal ricovero, il 55% dei pazienti accusava almeno un sintomo legato alla malattia. I sintomi più ricorrenti erano affaticamento e debolezza muscolare. Campanelli d’allarme segnalati dal 52% dei pazienti al follow up a 6 mesi e dal 30% a due anni.

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