Oltre 90% da inizio anno. È il momento giusto per comprare il titolo Saipem?

Redazione Money Premium

31 Agosto 2026 - 09:45

La valutazione incorpora già buona parte della ripresa e lascia meno margine di errore su eventuali ritardi nei progetti o su un indebolimento del prezzo del petrolio.

Oltre 90% da inizio anno. È il momento giusto per comprare il titolo Saipem?

Il titolo Saipem ha messo a segno una delle performance più brillanti di Piazza Affari nel 2026.

Partito da un prezzo di chiusura di fine 2025 intorno ai 2,42-2,45 euro (con un minimo annuale toccato a 2,397 euro il 30 dicembre 2025), il titolo quotato in Borsa Italiana è arrivato a valere circa 4,46-4,54 euro a fine agosto 2026.

Il titolo migliore su Piazza Affari

Se si considera il rendimento totale, cioè includendo il dividendo di 0,17 euro staccato a maggio, il guadagno da inizio anno sale a +91,83%. Nel corso dell’anno il titolo ha toccato un massimo di 4,846 euro il 15 giugno prima di una fase di consolidamento. Si tratta di un recupero impressionante per una società che solo pochi anni fa era uscita da una lunga crisi con aumenti di capitale e ristrutturazioni pesanti.

Questa corsa riflette il completamento del turnaround operativo. Saipem ha ricostruito un portafoglio ordini solido, arrivato a circa 30-31 miliardi di euro tra fine 2025 e metà 2026, con buona visibilità sui ricavi dei prossimi anni. I nuovi contratti si concentrano su progetti offshore di grande dimensione in Qatar, Arabia Saudita, Angola e Guyana, oltre a lavori legati alla transizione energetica come bioraffinerie e cattura della CO2. La flotta di navi e mezzi per le attività in mare risulta in larga parte prenotata per il 2026 e il 2027. A questo si aggiunge il progetto di fusione con Subsea7, approvato dagli azionisti e atteso in chiusura nella seconda metà del 2026, che creerebbe un campione europeo dei servizi energetici offshore con sinergie potenzialmente rilevanti.

Quali prospettive per il titolo?

Le prospettive restano legate all’esecuzione di questi mega-progetti e al ciclo degli investimenti petroliferi e del gas. La società ha confermato ricavi 2026 intorno ai 15,5 miliardi di euro ma ha rivisto al ribasso la guidance sull’Ebitda adjusted a 1,75 miliardi rispetto ai 1,9 miliardi iniziali, a causa di costi extra legati alle tensioni in Medio Oriente e alla cessione delle attività di drilling in acque basse. I flussi di cassa restano comunque robusti, con un target di circa un miliardo di euro di operating cash flow e almeno 600 milioni di free cash flow dopo i leasing. Gli analisti vedono una crescita degli utili per azione nel 2027, quando il multiplo P/E scenderebbe in area 14 volte rispetto alle oltre 25-27 volte attuali sul 2026. Il consenso è mediamente positivo, con un target price medio vicino ai 4,90-5 euro e alcuni target più ambiziosi. Il rendimento da dividendo si attesta intorno al 3,7-4 per cento.

Dopo un rialzo così marcato da inizio anno il titolo non è più a sconto. La valutazione incorpora già buona parte della ripresa e lascia meno margine di errore su eventuali ritardi nei progetti o su un indebolimento del prezzo del petrolio. I rischi geopolitici, i costi extra in Medio Oriente e la complessità della fusione con Subsea7 restano elementi da monitorare. Per un investitore con orizzonte di medio-lungo periodo che crede nel ciclo dei servizi energetici offshore e nella capacità del management di convertire il backlog in margini e cassa, Saipem può ancora avere senso come componente di un portafoglio azionario italiano o settoriale. Chi cerca un’occasione di breve termine dopo un +84 per cento circa di prezzo (e circa +91 per cento di rendimento totale) dovrebbe però considerare che il rapporto rischio-rendimento è meno favorevole rispetto a inizio 2026. C

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