Le offerte in Chiesa si possono scalare dalle tasse e a invitare la CEI a rendere disponibili strumenti che assicurino tracciabilità ai pagamenti è il ministro Giorgetti.
Offerte in chiesa con il POS? A invitare i parroci a rendere disponibile questo strumento è stato il ministro Giorgetti mesi fa. La proposta mira ad aumentare le disponibilità delle parrocchie per il reggiungimento di scopi sociali meritevoli di tutela.
Cosa succederebbe se al posto del cestino per la raccolta delle offerte in Chiesa ci fosse il POS? I fedeli donerebbero più volentieri o avrebbero difficoltà?
Ecco in quali casi è possibile scalare anche le piccole donazioni fatte in Chiesa dalle tasse semplicemente utilizzando il POS per le offerte.
Offerte in chiesa? Se tracciabili possono essere scaricate dalle tasse
In Italia ci sono numerose agevolazioni fiscali che la maggior parte delle persone non conosce. In un precedente articolo abbiamo analizzato i casi in cui è possibile portare in detrazione, e in alcuni casi in deduzione, le spese sostenute per le offerte che i fedeli di abitudine fanno in occasione di varie celebrazioni, ad esempio matrimoni, comunioni, cresime.
Le Diocesi presenti in Italia hanno tutte un Iban, correlato a un conto corrente, e in molti casi un codice Iban è detenuto anche dalle singole parrocchie. L’invito è a effettuare donazioni utilizzando tale mezzo in modo da avere erogazioni liberali/donazioni tracciabili e che, di conseguenza, consentono di ottenere risparmio di imposta.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze già da tempo ha consigliato alla CEI di promuovere nelle parrocchie la raccolta digitale delle donazioni con POS. In modo che siano anche detraibili per i fedeli (se versate a Enti del Terzo Settore). In realtà questo sistema è già adottato da alcune parrocchie, in particolare Venezia e Chioggia.
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Agevolazioni fiscali per le offerte in chiesa fatte con il POS
Occorre precisare che affinché le offerte in Chiesa siano detraibili è necessario che le parrocchie si costituiscano come Enti del Terzo Settore e, quindi, utilizzino le donazioni per scopi meritevoli. Solo al sussistere di tali condizioni, i contribuenti che effettuano donazioni possono ottenere agevolazioni fiscali.
Le agevolazioni potrebbero essere un ulteriore stimolo per i contribuenti a effettuare donazioni, inoltre, la tracciabilità dei fondi a disposizione della Chiesa consentirebbe di avere maggiore trasparenza e indurre una maggiore fiducia nei contribuenti.
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