Novità (assoluta) fra gli ETF ad alta distribuzione. Ma c’è una cosa che devi sapere

Tommaso Scarpellini

3 Novembre 2025 - 18:17

Un ETF che trasforma la volatilità del Nasdaq in reddito? Esiste, si chiama Global X NASDAQ 100® Covered Call. Ma se pensi che sia una formula magica per una rendita, attento.

Novità (assoluta) fra gli ETF ad alta distribuzione. Ma c’è una cosa che devi sapere

Quando pensiamo al Nasdaq 100, ci viene subito in mente la crescita vertiginosa dei grandi nomi della tecnologia. Ma cosa succede se, invece di puntare solo sull’aumento dei prezzi, puntassimo anche ottenere un flusso costante di reddito? È qui che entra in gioco il Global X NASDAQ 100® Covered Call UCITS ETF (IE00BM8R0J59), un fondo che replica una strategia molto particolare: il cosiddetto buy-write, o covered call. Una novità assoluta, ad alte distribuzioni, ma decisamente troppo particolare. Ecco qualche assaggio.

Cosa devi sapere

Il fondo replica in modo passivo l’indice CBOE NASDAQ-100® BuyWrite V2 UCITS, che rappresenta una versione modificata del Nasdaq 100 dove, ogni mese, vengono vendute opzioni call at-the-money, cioè al prezzo corrente di mercato, su tutte le azioni del paniere. In pratica, mentre un ETF tradizionale sul Nasdaq 100 guadagna solo se le azioni salgono, questo fondo incassa anche i premi derivanti dalla vendita delle opzioni, trasformando parte del potenziale rialzo in reddito. È come affittare temporaneamente le proprie azioni in cambio di un compenso.

Il TER (Total Expense Ratio) è dello 0,45% annuo, a cui si aggiungono costi di transazione stimati attorno allo 0,2%. Parliamo quindi di un costo totale intorno allo 0,6–0,7% l’anno, in linea con altri ETF a strategia attiva. Il fondo non prevede commissioni di ingresso o di uscita e distribuisce dividendi in USD, quindi non accumula i rendimenti ma li paga periodicamente agli investitori.

Dal punto di vista tecnico, la replica è realizzata tramite swap, cioè attraverso un contratto con una controparte che garantisce al fondo la performance dell’indice in cambio di un rendimento concordato. È un metodo di replica derivata, utilizzato quando la costruzione diretta del portafoglio sarebbe complessa o troppo costosa.

La categoria di riferimento è quella degli ETF azionari income, cioè strumenti che generano reddito periodico da premi e dividendi. Il fondo è denominato in USD e presenta un livello di rischio medio (4 su 7). È quindi meno volatile di un ETF puro sul Nasdaq, ma non privo di oscillazioni, perché le opzioni non eliminano il rischio di mercato: lo rendono solo più “smussato”.

Ciò che lo distingue è proprio la natura ibrida: a metà tra un ETF azionario e un prodotto a reddito fisso.

Qualche considerazione in più

Il fondo si muove nello stesso universo del settore tecnologico statunitense, ma lo fa con un approccio difensivo. Dentro ci sono i grandi nomi del Nasdaq 100,da Apple e Microsoft fino a Alphabet, McDonald’s e Home Depot, ma anche un sistema di buy write complesso.

Dai dati più recenti emerge una composizione bilanciata: circa 20% in tecnologia, 17% in consumer cyclical, 21% in consumer non-cyclical e 12% in finanziari.

Il prezzo dell’ETF è sensibile alle variazioni del Nasdaq 100, ma anche ai movimenti di volatilità implicita e tassi d’interesse. Quando la volatilità cresce, i premi delle opzioni aumentano e il fondo tende a offrire rendimenti più generosi; quando invece i mercati diventano tranquilli, i premi si riducono, e con essi anche i proventi distribuiti.

Esempi pratici ed educativi

Per capire meglio, immagina di possedere un’azione come Apple. Se la tieni semplicemente in portafoglio, guadagni solo se il prezzo sale. Ma se vendi un’opzione call su Apple, accetti di limitare i tuoi guadagni oltre un certo livello, in cambio di un premio immediato. Questo premio è tuo a prescindere da come andrà il mercato. È come dire: “sono disposto a rinunciare a una parte dei profitti futuri, ma voglio essere pagato oggi per farlo”.

L’ETF fa la stessa cosa, solo che lo fa in modo sistematico e su tutto il Nasdaq 100. Il punto è che l’investitore riceve dividendi frequenti e consistenti, che possono rappresentare una fonte di reddito passivo anche in fasi di mercato laterale. Lo svantaggio è che in caso di rally, cioè quando le borse salgono rapidamente, l’ETF guadagna meno di un fondo tradizionale perché le call vengono esercitate e parte del potenziale viene “tagliato”.

È importante capire che la strategia buy-write non è fatta per chi vuole “battere il mercato”, ma per chi vuole partecipare al mercato con maggiore distribuzioni.

Rischi principali

Il primo rischio è quello di mercato: se il Nasdaq scende bruscamente, anche l’ETF scende. I premi incassati dalle call non bastano a compensare un calo violento, quindi è bene vederlo come uno strumento azionario a tutti gli effetti.

C’è poi il rischio di cambio, perché il fondo è espresso in dollari. Un investitore europeo che compra in euro subirà anche le variazioni EUR/USD, e se il dollaro si indebolisce, il rendimento effettivo in euro può ridursi.

Insomma, non è uno strumento per chi cerca “protezione”, ma per chi accetta una volatilità controllata in cambio di reddito.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

Argomenti

# ETF