Neom: polemiche ambientaliste contro il progetto della città futuristica nel deserto arabo

Enrica Perucchietti

15 Agosto 2023 - 10:00

La città-stato futuristica nel deserto arabo è finanziata dal principe ereditario Mohammed Bin Salman per 200 miliardi di dollari. Il progetto solleva però domande sul reale impatto ambientale.

Neom: polemiche ambientaliste contro il progetto della città futuristica nel deserto arabo

“Sfiderà le tradizionali città piatte e orizzontali e creerà un modello per la conservazione della natura e una migliore vivibilità umana”.

Parola del principe ereditario Mohammed bin Salman.

L’ambizioso progetto di Neom

Si tratta dell’ambizioso progetto di costruzione di Neom, una città-stato futuristica nel deserto arabo, senza strade, finanziata dal principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman.

Un nuovo filmato diffuso dal cantiere di Neom e ripreso da FanPage rivela le prime costruzioni in mezzo al deserto arabo.

In apparenza, potrebbe sembrare una visione affascinante di progresso e innovazione.

Tuttavia, sotto la superficie lucente di pareti a specchi che spaccano il deserto e lune artificiali che galleggiano nel cielo, si nascondono gravi preoccupazioni che sollevano interrogativi sul vero impatto di questa città futuristica.

Tre regioni per Neom

Neom sarà composto da tre regioni. Trojena, la località montana, che ospiterà Giochi Asiatici del 2029, Oxagon, la struttura galleggiante più grande al mondo e The Line, la spina dorsale che attraversa l’Arabia Saudita. Una lunghissima metropoli intelligente incastrata tra due specchi e composta da tre strati, uno per i pedoni, e due sotterranei, per le infrastrutture e per i trasporti.

Non ci saranno strade, automobili ed emissioni di carbonio. Il principe ha infatti spiegato che, grazie a un sistema ferroviario ad alta velocità (512 km/h), in 20 minuti sarà possibile attraversare tutta Neom. L’ultimo video promozionale mostra anche i taxi volanti, gli elicotteri elettrici con guida autonoma, presentati come la mobilità del futuro.

Non solo, perché l’intelligenza artificiale monitorerà ogni area, e, attraverso funzioni predittive e modelli di dati, capirà come migliorare la qualità della vita.

I dubbi delle associazioni ambientaliste

Insomma, Neom è stato presentato come un’utopia senza strade, automobili ed emissioni di carbonio, con l’obiettivo di essere un modello di conservazione della natura e vivibilità umana.

Tuttavia, le promesse di sostenibilità sembrano contrastare con la realtà della sua costruzione. Il costo del progetto, superiore ai 200 miliardi di dollari, solleva domande sul reale impegno verso l’ambiente, poiché la costruzione di una città di tale portata richiede una notevole quantità di risorse e materiali, con conseguenti emissioni di carbonio.

Le associazioni ambientaliste hanno sollevato legittime preoccupazioni riguardo all’impatto ecologico del progetto.

Nonostante le affermazioni di sostenibilità, l’enorme movimento di terra, l’alterazione degli ecosistemi desertici e la costruzione di strutture monumentali avranno un impatto significativo sull’ambiente circostante. La promessa di un microclima autonomo solleva domande sulla fattibilità e sulla reale capacità di creare condizioni ambientali sostenibili, considerando la vastità del deserto circostante.

Anche gli attivisti di Greenpeace hanno messo in dubbio il progetto. «Stai cambiando un ecosistema naturale e ciò può avere effetti aggressivi», afferma Ahmed El Droubi, responsabile delle campagne regionali per Greenpeace. L’enorme costo di costruzione del carbonio incorporato per The Line supererebbe qualsiasi beneficio infatti ambientale.

Un altro aspetto preoccupante è il coinvolgimento delle comunità locali. L’espulsione e gli abusi nei confronti delle tribù che vivono nella zona sono state segnalate da gruppi per i diritti umani. La costruzione di una città così monumentale comporta inevitabilmente uno sfollamento significativo e un impatto sociale sulle comunità indigene, minando la loro stabilità e connessione con il territorio che hanno occupato da generazioni.

Senza contare che le promesse di trasporti rivoluzionari come treni ad altissima velocità, taxi volanti ed elicotteri autonomi sembrano più fantascienza che realtà attuabile nel breve termine. Questi concetti futuristici richiedono sviluppi tecnologici considerevoli e risorse ingenti, e la loro attuazione potrebbe incontrare ostacoli e ritardi significativi.

L’aspetto della biodiversità è un altro punto critico. La costruzione di una città su vasta scala potrebbe interrompere gli equilibri naturali dell’ecosistema desertico, creando barriere artificiali per la migrazione degli animali del deserto.

Questo potrebbe avere conseguenze negative sulla fauna e sulla flora locali, minando ulteriormente la sostenibilità ambientale del progetto.

In definitiva, sebbene Neom possa sembrare un sogno futuristico, è essenziale guardare oltre le promesse allettanti e considerare attentamente i suoi potenziali impatti negativi.

L’ambiente, le comunità locali e la biodiversità meritano una maggiore attenzione e considerazione nel processo decisionale.

Costruire una città-stato futuristica nel deserto arabo dovrebbe significare molto più di specchi lucenti e lune artificiali; dovrebbe riflettere una vera dedizione alla sostenibilità e al benessere umano e ambientale.