Nel 2023 gli interessi sul debito dell’Italia sono costati 79 miliardi. E sarà sempre peggio

Alberto De Pasquale

30/10/2024

Siamo tra i paesi europei che più spendono per ripagare il proprio debito pubblico: in un anno il 3,7% del Pil. Peggio di noi, solo l’Ungheria.

Nel 2023 gli interessi sul debito dell’Italia sono costati 79 miliardi. E sarà sempre peggio

È vicino ai 3 mila miliardi di euro, vale il 137% del Prodotto interno lordo e viene spesso definito una “zavorra” che ostacola sviluppo e crescita. Il debito pubblico italiano continua ad aumentare e il conto annuale per ripagarlo è particolarmente salato.

Mentre la Legge di Bilancio arriva in Parlamento, con l’esame della manovra che quest’anno parte dalla Camera per poi passare al Senato, sono di stretta attualità i primati del nostro debito pubblico. L’Italia è seconda nell’Unione Europea per il rapporto tra debito e Pil, dietro solo la Grecia e terza tra i paesi Ocse (il record è del Giappone). Ma non basta: il nostro Paese è anche tra quelli che ogni anno spendono maggiormente per gli interessi sul proprio debito. In Ue, sempre in rapporto al Pil, paga di più soltanto l’Ungheria.

Come noto, la spesa pubblica si può finanziare con le tasse, riducendo le spese, con maggiori entrate o contraendo debiti sui mercati. In quest’ultimo caso, emettendo titoli di debito lo Stato ottiene fondi per provvedere al proprio fabbisogno; fondi che naturalmente deve restituire, a un certo tasso di interesse. E ogni anno la cifra consiste in una spesa non indifferente, soprattutto se messa a paragone con le risorse destinate ad altri ambiti fondamentali, come l’istruzione e la sanità.

Secondo dati Eurostat, nel 2023 l’Italia ha speso come interessi sul proprio debito il 3,7% del Pil, ossia circa 79 miliardi di euro. Una cifra molto simile a quella che nel 2022 l’Italia aveva investito nell’istruzione, come ricordato nei mesi scorsi dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, che ha sottolineato come il nostro Paese è l’unico nell’Eurozona con una spesa pubblica per interessi sul debito equivalente o perfino superiore a quella per l’istruzione. Per restare, invece, sulla stretta attualità, basti pensare che con la prossima manovra la spesa destinata alla sanità è prevista pari solo al 6,3% del Pil, quindi molto meno del doppio di quanto si spende soltanto come interessi.

Come anticipato, in Ue solo Budapest spende sul debito pubblico una fetta più ampia di Pil (il 4,7%). L’Italia è seconda davanti a Grecia (3,4%), Spagna (2,4%), e Polonia (2,1%). Soprattutto, il nostro Paese è ben al di sopra della media dei 27 membri Ue, di appena l’1,7% nel 2023 (identica a quella dell’Eurozona).

In ogni caso, il rapporto è in diminuzione: vent’anni fa era molto più alto. Nel 2003 l’Italia spendeva come interessi sul debito il 4,9% del proprio Pil, dietro a Grecia (5%) e Belgio (5,4%), mentre negli anni ’90 raggiungeva il primato assoluto: l’11,1% di Pil come interessi nel 1995. Negli anni il record poco invidiabile è stato detenuto anche da Grecia e Portogallo. Più di recente, l’Italia ha scalzato Lisbona tornando a essere, tra il 2017 e il 2022, il primo paese Ue per rapporto tra interessi sul debito e Pil, per poi tornare seconda nel 2023.

Il rapporto italiano è confermato dall’ultimo Documento di economia e finanza di aprile, anche se al 3,8%, a un livello quindi leggermente più alto di quello stimato dall’ufficio statistico dell’Unione Europea. Nel 2023 il rapporto è diminuito (nel 2022 era al 4,2% secondo il Ministero e al 4,1% secondo Eurostat, equivalente a circa 83 miliardi di euro), mentre dal 2024 dovrebbe tornare a salire (3,9%). Stando al quadro tendenziale del Def, nel 2025 l’Italia spenderà come interessi sul debito il 4%, nel 2026 il 4,1% e nel 2027 il 4,4%.