Da mesi si rincorrono voci sulla possibile candidatura di Ursula von der Leyen alla poltrona della NATO, come vi spiegavamo in questo articolo.
Von der leyen, la candidata perfetta per la Casa Bianca
Ora, il Daily Mail riporta la notizia secondo cui il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, avrebbe indicato proprio la presidente della Commissione europea come la sua candidata preferita per guidare la NATO.
Questa proposta è arrivata dopo che l’offerta di Ben Wallace, segretario alla Difesa britannico, è stata bloccata. Tuttavia, questa possibile nomina solleva seri dubbi sulla leadership europea nella NATO e solleva domande sulla capacità di von der Leyen di gestire adeguatamente questa importante posizione.
Il contesto della situazione
Attualmente, Jens Stoltenberg ricopre il ruolo di segretario generale della NATO, ma il suo mandato è stato esteso di altri 12 mesi, in attesa di un accordo sulla successione.
Secondo fonti anonime della NATO, Biden sta facendo pressioni affinché von der Leyen, ex ministro della Difesa tedesco, prenda il suo posto. Si sostiene che Biden e von der Leyen abbiano sviluppato un «forte legame» negli ultimi anni, ma ciò solleva interrogativi sulla selezione di un leader basata su rapporti personali e sulla sudditanza ai desiderata statunitensi anziché su competenze e capacità effettive (già carenti per quanto riguarda il ruolo in sede europea).
Le criticità della nomina
La scelta di Ursula von der Leyen come leader della NATO sembra essere più una decisione politica basata su interessi e convenienza che una decisione basata sulle competenze e sull’esperienza.
Mentre von der Leyen ha avuto un ruolo importante nella politica europea come presidente della Commissione europea, le sue azioni e la sua leadership sono state oggetto di controversie e critiche. Inoltre, è preoccupante che la sua nomina sembri essere dettata più dalla volontà di garantire la fedeltà degli alleati europei agli Stati Uniti, anziché dalla capacità di guidare in modo efficace l’alleanza NATO.
Un altro punto critico è l’assenza di sostegno per Ben Wallace, il candidato britannico che aspirava al ruolo di segretario generale della NATO.
Secondo il Daily Mail, Wallace aveva spinto per diventare il primo britannico a guidare l’alleanza dal 2003, ma non aveva il sostegno necessario, in particolare da parte degli Stati Uniti.
Alla normale riunione di gabinetto di martedì, il premier Sunak ha affermato che Wallace è stato un «candidato eccezionale» per il ruolo.
Wallace sarebbe stato «punito» per il suo eccessivo attivismo su Kiev, mentre la von der Leyen darebbe maggiori garanzie di fedeltà a Washington, senza troppa intraprendenza.
Il fatto che il Regno Unito, una delle principali potenze europee e membro fondatore della NATO, non abbia potuto ottenere il sostegno necessario, solleva interrogativi sulla coesione e sull’influenza britannica all’interno dell’alleanza.
L’impatto sulle relazioni transatlantiche
La presunta preferenza di Biden per von der Leyen come leader della NATO solleva dubbi sullo stato delle relazioni transatlantiche. Scegliere un leader basandosi su relazioni personali potrebbe ulteriormente minare la credibilità e l’equità della NATO come organizzazione internazionale. Inoltre, potrebbe portare a una polarizzazione all’interno dell’alleanza, con alcuni membri che si sentirebbero ulteriormente esclusi e sottovalutati.