Meglio il mutuo a tasso fisso o variabile? Scopriamo tutte le differenze, i vantaggi, i rischi e le indicazioni per scegliere l’opzione più adatta.
Acquistare una casa è una delle tappe più importanti nella vita di una persona e, nella maggior parte dei casi, il passaggio finanziario centrale è rappresentato dalla scelta del mutuo. Gli istituti di credito offrono un ampio ventaglio di offerte, ma il dilemma principale per chi deve scegliere è: meglio il tasso fisso o quello variabile?
Nella maggior parte dei casi non si approfondiscono neanche le differenze tra le due tipologie di mutuo, ma comprenderle potrebbe aiutare a prendere una decisione che condizionerà la gestione del bilancio familiare per i decenni successivi. Se da un lato il mutuo con tasso fisso offre la certezza assoluta della rata immutabile nel tempo, quello a tasso variabile consente di raccogliere le opportunità offerte dai cicli economici favorevoli a fronte del rischio di possibili rincari.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio come funzionano entrambe le opzioni, mettendo a confronto indicatori di riferimento e livelli di rischio per fornire tutte le informazioni necessarie a compiere una scelta più consapevole per la gestione delle proprie disponibilità economiche.
Come funziona il mutuo a tasso fisso?
Il mutuo con il tasso fisso è un finanziamento con un tasso di interesse stabilito al momento della firma del contratto. Il tasso rimane bloccato per tutta la durata del piano di ammortamento e questo significa avere una rata di importo costante composta da una quota capitale e una quota di interessi.
Questo mutuo offre a chi lo richiede la protezione totale da futuri rincari del costo del denaro e di conoscere l’importo esatto di ogni singola rata dal primo all’ultimo mese. La cosa sicuramente facilita la gestione del budget familiare.
Anche se i tassi di interesse salgono, la rata del mutuo a tasso fisso resta costante. Si tratta della scelta ideale per chi deve chiedere un finanziamento molto lungo o per chi ha entrate fisse e non vuole correre rischi.
Rispetto al mutuo a tasso variabile nella fase di partenza il tasso fisso può risultare più alto, e anche se i tassi di mercato dovessero scendere drasticamente dopo la firma, la rata originaria non beneficierebbe del calo.
Come funziona il mutuo a tasso variabile?
Nel mutuo a tasso variabile il tasso di interesse applicato non resta fisso, ma cambia nel tempo. La rata, di conseguenza, sale o scende seguendo i movimenti del mercato finanziario.
Il tasso di interesse che, solitamente, si paga nel mutuo a tasso variabile è la somma di due quote:
- una quota è basata sull’indice di riferimento (che in Europa è l’Euribor), ovvero il tasso con cui le banche si prestano i soldi tra loro che sale o scende in base alle decisioni della BCE;
- una quota basata sullo spread, ovvero il rincaro che la banca applica al costo del denaro e che viene deciso al momento della firma del contratto e resta fisso per tutta la durata del mutuo.
Anche se lo spread resta fisso, l’Euribor sale e scende in base alle oscillazioni dei mercati e alle decisioni della BCE.
In base al contratto scelto la variazione del tasso di interesse cambia in modi diversi e può essere:
- rata variabile classica: in questo caso la variazione è a ogni scadenza (ogni mese, ogni tre mesi o ogni sei mesi) in base all’indice del momento. Se i tassi salgono si paga di più, se scendono si paga di meno;
- rata costante con durata variabile: in questo caso a cambiare non è l’importo della rata mensile, che resta costante nel tempo, ma la durata totale del mutuo. Se i tassi salgono il mutuo si allunga, se scendono si finisce di pagare prima.
Il mutuo a tasso variabile segue il flusso dei tassi e proprio per questo è ideale se si ha un reddito solido o un margine di risparmio che consente di assorbire eventuali rincari della rata.
Confronto mutuo a tasso fisso e variabile
Nella seguente tabella comparativa mettiamo a confronto il mutuo a tasso fisso e quello a tasso variabile per valutare le differenze fondamentali tra i due finanziamenti.
| Parametro | Mutuo a Tasso Fisso | Mutuo a Tasso Variabile |
|---|---|---|
| Indice di riferimento | IRS (EURIRS) di durata pari a quella del mutuo + spread della banca | Euribor (a 1, 3 o 6 mesi) oppure Tasso BCE + spread della banca |
| Andamento della rata | Costante e bloccata per tutta la durata del piano di ammortamento | Fluttuante: sale o scende periodicamente in base all’andamento dei mercati |
| Vantaggi | Certezza matematica della spesa mensile. Pianificazione familiare al riparo da inflazione o crisi finanziarie. Mantenimento delle condizioni vantaggiose se i tassi salgono | Tasso di partenza storicamente spesso più basso rispetto al fisso. Possibilità di risparmio se i tassi di interesse di mercato scendono. Maggior quota capitale abbattuta nelle fasi di tassi bassi |
| Svantaggi | Tassi d’ingresso generalmente superiori rispetto al variabile. Nessun beneficio se i tassi di mercato scendono (salvo surroga) | Incertezza e rischio finanziario nel medio-lungo periodo. Rischio di rincari significativi della rata in fasi d’inflazione o rialzi BCE |
| Regole e funzionamento | Il tasso viene definito alla firma del contratto e rimane invariato fino all’estinzione della posizione | Il tasso si aggiorna a scadenze prefissate (es. mensile o trimestrale) secondo la quotazione dell’indice di riferimento |
| Limiti e opzioni di tutela | In caso di calo dei tassi di mercato, l’unico modo per aggiornare le condizioni è richiedere una surroga o una rinegoziazione | È possibile sottoscrivere varianti per limitare i rischi, come il Variabile con CAP (tetto massimo al tasso) o a Rata Costante (varia la durata del finanziamento) |
| Profilo ideale del mutuatario | Chi ha un reddito fisso, una ridotta propensione al rischio e desidera la massima stabilità economica nel tempo | Chi ha una buona flessibilità finanziaria, redditi medio-alti in grado di assorbire eventuali rincari o chi pianifica di estinguere il mutuo in tempi brevi |
Livelli di rischio
Tra le due tipologie di mutuo il livello di rischio cambia in modo sostanziale poiché si sposta su due soggetti diversi: la banca nel mutuo a tasso fisso, il mutuatario nel mutuo a tasso variabile.
Nella seguente tabella riassumiamo i livelli di rischio:
| Tipologia mutuo | Livello di rischio | Chi supporta il rischio | Evento critico da considerare |
|---|---|---|---|
| Tasso fisso | Molto basso | La banca | Calo dei tassi di mercato (paghi più di chi surroga o fa un variabile) |
| Tasso variabile | Medio-alto | Il mutuatario | Rialzo dei tassi da parte della BCE (aumento diretto della rata mensile) |