Mutui, previsioni: rate in calo del 13% entro la fine del 2025 con il taglio dei tassi Bce

Claudia Cervi

17/10/2024

Ecco quanto si risparmia sulla rata dopo il terzo taglio dei tassi da 25 punti base da parte della Bce nel 2024. E con questa strategia si abbassa il costo del mutuo di quasi il 20% da subito.

Mutui, previsioni: rate in calo del 13% entro la fine del 2025 con il taglio dei tassi Bce

Mutui e Bce: le rate continuano a scendere gradualmente nel corso del 2024 e si prevede un calo del 13% entro la fine del 2025 con nuovi tagli dei tassi, che permetteranno a famiglie e imprese di alleggerire i costi di mutui e prestiti. Inoltre, vista la crescente debolezza dell’economia della Zona Euro, esiste il rischio concreto che l’Eurotower sia costretta ad accelerare il ritmo di questi interventi, portando il tasso sui depositi al di sotto del livello neutrale (intorno al 2,00-2,50%).

In questo scenario, secondo le stime di Facile.it, le rate di un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) potrebbero scendere di circa 95 euro entro il prossimo anno. Tuttavia esiste una strategia che permette di abbassare da subito il costo del mutuo di quasi il 20%.

Vediamo di seguito di quanto scende la rata del mutuo variabile dopo la riunione di oggi e quali opzioni hanno i mutuatari per ridurre più velocemente l’importo mensile e spendere meno.

Simulazione rata dopo il taglio dei tassi Bce del 17 ottobre

Dopo il nuovo taglio dei tassi Bce di 25 punti base, che si somma ai due precedenti di giugno e settembre portando il tasso chiave sui depositi al 3,25%, la rata di un mutuo variabile standard dovrebbe scendere di circa 18 euro.

Ma osservando l’andamento dei futures (aggiornati al 14 ottobre 2024) emerge che l’Euribor a 3 mesi dovrebbe scendere a circa il 2,90% entro la fine dell’anno e arrivare attorno al 2,60% entro giugno 2025; nel caso vi fosse un pieno trasferimento della riduzione dei tassi sull’Euribor, la rata scenderebbe di 95 euro entro la fine del 2025, con una diminuzione di circa della rata di circa il 13% a 619 euro.

Future Euribor 3 mesi Future Euribor 3 mesi Fonte Analysebourses

La situazione sta dunque migliorando rispetto al picco raggiunto tra dicembre 2023 e febbraio 2024, quando la rata era superiore a 750 euro.

Ma cosa possiamo aspettarci nei prossimi mesi?
In base alle stime di Facile.it basate sui future sull’Euribor a 3 mesi, all’inizio del 2025 la rata di un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%), aperto nel gennaio 2022, potrebbe scendere a 676 euro.

Mese Tasso (TAN) Rata mensile Variazione rata da gennaio 2022
Gennaio 2022 0,67% 456 € -
Dicembre 2022 3,07% 602 € +146 €
Giugno 2023 4,67% 713 € +257 €
Dicembre 2023 5,21% 752 € +296 €
Febbraio 2024 5,20% 751 € +295 €
Luglio 2024 4,95% 733 € +277 €
Settembre 2024 4,50% 714 € +247 €
Ottobre 2024 4,25% 696 € +240 €
Gennaio 2025 4% 676 € +220 €

Come abbassare subito la rata del 20%

Gli effetti positivi del taglio dei tassi Bce non si manifestano immediatamente sulle rate dei mutui, sia perché le banche non rivedono automaticamente i tassi ai mutui esistenti, ma anche perché l’Euribor e gli altri indici di riferimenti per il calcolo dei mutui seguono gli aggiustamenti con un certo ritardo, riflettendo le nuove aspettative sui tassi.

Per ovviare a questo inconveniente e abbassare subito la rata del 20% si può richiedere una surroga del mutuo. Passando a un nuovo istituto, la rata può scendere da 714 euro a 584 euro se si sceglie un tasso fisso di surroga a partire dal 2,79%. Questo si traduce in un risparmio sulla rata di 130 euro al mese.

Tassi IRS al 16 ottobre 2024 Tassi IRS al 16 ottobre 2024 Fonte Facile.it

Con la prospettiva di ulteriori tagli dei tassi nelle prossime riunioni Bce, non si dovrebbe escludere a priori l’opzione del mutuo variabile, nonostante in questo momento sia più vantaggioso il tasso fisso. Sebbene oggi il tasso fisso per la surroga sia molto competitivo, con tassi intorno al 2,79%, o al 2,64% per i mutui green, nel lungo termine il tasso variabile potrebbe offrire un maggior risparmio, specie in un contesto di tassi al ribasso. Al contrario, il tasso fisso blocca la rata per tutta la durata del mutuo, limitando la possibilità di approfittare di ulteriori cali dei tassi nei prossimi mesi o anni.

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