Multe no vax: cosa succede se mi vaccino dopo il 1° febbraio?

Rosaria Imparato

21/01/2022

21/01/2022 - 10:38

condividi

Multe no vax, dal 1° febbraio 2022 scatta l’obbligo: cosa succede se dopo la comunicazione della sanzione decido di vaccinarmi? La multa va pagata lo stesso?

Multe no vax: cosa succede se mi vaccino dopo il 1° febbraio?

Multe no vax, dal 1° febbraio 2022 scatta l’obbligo vaccinale per gli over 50: ma cosa succede se, dopo aver ricevuto la comunicazione della sanzione, decido di vaccinarmi?

In generale, una volta arrivata la comunicazione della sanzione di 100 euro, il soggetto si trova a scegliere tra due strade. La prima prevede il pagamento della multa, mentre la seconda porta al ricorso davanti al giudice di pace.

La legge però prevede che una volta arrivata la multa, anche se poi ci si vaccina, si deve comunque provvedere al pagamento della sanzione: scendiamo nel dettaglio.

Multe no vax: cosa succede se dopo mi vaccino dopo il 1° febbraio?

A stabilire l’obbligo vaccinale per gli over 50 è stato il DL 1/2022: l’imposizione entra in vigore dal 1° febbraio 2022 e riguarda:

  • chi ha compiuto 50 anni;
  • chi li compirà entro il prossimo 15 giugno.

Manca poco all’entrata in vigore dell’obbligo e quindi sono gli ultimi giorni che i soggetti over 50 hanno a disposizione per vaccinarsi, altrimenti andranno incontro alla multa di 100 euro. In molti però si stanno chiedendo se è possibile evitare il pagamento della sanzione qualora ci si vaccinasse dopo aver ricevuto la comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

La risposta è negativa: ai fini della multa, decidere di vaccinarsi dopo il procedimento non cambia le cose. La sanzione dovrà comunque essere pagata, a meno che la mancata vaccinazione non venga comprovata da motivazioni oggettive e documentate che hanno impedito di fissare una data per il vaccino prima del 1° febbraio.

Multe no vax, come evitare di pagare la sanzione?

L’unico modo per provare a evitare di pagare la sanzione è quella di presentare ricorso entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il soggetto dovrà inviare all’Asl di competenza eventuali esenzioni o motivazioni oggettive che hanno comportato il differimento del vaccino (per esempio, non c’erano slot liberi per la prenotazione), ricordandosi di documentare il tutto.

Durante gli stessi 10 giorni il soggetto over 50 dovrà inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate in cui avvisa di aver mandato le proprie giustificazioni all’azienda sanitaria. L’Asl a sua volta avrà 10 giorni di tempo per valutare le motivazioni presentate dal soggetto e comunicare all’Agenzia delle Entrate se proseguire col procedimento oppure no (quindi se la multa va pagata o meno).

È bene ricordare che tra le motivazioni da presentare nel ricorso non si può annoverare la privacy, perché il decreto-legge ha introdotto in modo esplicito la possibilità che le aziende sanitarie comunichino i dati “particolari” all’Agenzia delle Entrate.

Iscriviti a Money.it