Mercato libero dell’energia? E’ solo un far west

Lorenza Morello

28/01/2025

La fine del mercato tutelato: tra promesse di libertà e realtà di abusi, truffe e difficoltà per i consumatori nell’era delle bollette pazze e delle chiamate selvagge dei call center.

Mercato libero dell’energia? E’ solo un far west

Il 1° luglio 2024 ha sancito la fine del mercato tutelato.

Questo significa che oltre 3 milioni di utenti dell’energia elettrica che non sono mai passati al mercato libero sono stati trasferiti al cosiddetto servizio a “Tutele Graduali”.

Per il mercato del gas, invece, i clienti che non hanno effettuato alcuna scelta entro il 2023 sono rimasti con il vecchio fornitore, ma passando all’offerta PLACET, in vigore - secondo una recente decisione dell’Authority - almeno fino al 2025.

Ma che cosa si intende per “mercato libero”? Secondo quanto indicato da ARERA (ovvero l’Autorità di Regolamentazione per Energia Reti e Ambiente – che, in Italia, un Authorithy non si nega a nessuno) in Italia, come nel resto dei Paesi dell’Unione europea, il mercato libero dell’energia comporta che chiunque può liberamente decidere da quale venditore e a quali condizioni acquistare energia elettrica e gas naturale per le proprie necessità, cambiando venditore o tipo di contratto e scegliendo l’offerta che ritiene più interessante e conveniente.

La realtà delle cose, però, è ben diversa.

Quella che doveva essere una tutela per il consumatore, in realtà, ha legittimato la barbarie delle chiamate selvagge da parte dei call center, dove, una volta venuti in possesso del vostro numero di telefono, in modo più o meno lecito, centralinisti senza scrupoli o anche solo persone che hanno bisogno di portare a casa uno stipendio (per pagare le proprie di bollette…) vi chiamano senza sosta sostenendo che lavorano per questo o quel fornitore e paventandovi il grave danno economico e le bollette esorbitanti che dovrete pagare se non cambiate subito gestore (perché il vostro non può garantirvi il prezzo concordato, o gli hanno chiuso le centraline, o ha avuto un guasto o, o, o…).

Insomma, ogni scusa è buona per registrare la vostra voce e farvi sottoscrivere (in modo del tutto illegittimo) un contratto che spesso di migliorativo non ha proprio nulla, ma che fa guadagnare al povero centralinista di turno un qualche euro in più a fine mese.
E non pensiate che l’iscrizione al cosiddetto “Registro delle opposizioni” (un registro creato, si dice, per evitare le chiamate indesiderate) possa giovare a qualcosa. I call center, che ormai il vostro numero ce l’hanno, troveranno il modo di raggiungervi comunque.

Ma c’è anche di peggio.

I contratti che voi siglate, possono essere disdettati d’ufficio senza che voi ne sappiate nulla. Avete capito, “a vostra insaputa” (Scajola docet) e voi ne sarete al corrente solo quando riceverete una bolletta da un gestore che nemmeno conoscete che vi intimerà di pagare una cifra molto spesso folle.

Il fenomeno è talmente già radicato sul territorio nazionale (e parliamo di una riforma che è entrata in vigore solo lo scorso luglio!) che è tutto un fiorire di sportelli di conciliazione. Conciliazione per accedere alla quale, oltre allo Spid, alla CIE, e alla Pec dovete chiedere aiuto allo Spirito Santo perché la compilazione è lunga e di certo non agevole al quivis de populo. Detto in altre parole: a fregarvi ci va un attimo, a cercare di tutelarsi bisogna produrre tanti di quei documenti che fanno passare la voglia. Ed è così che la maggior parte di quei pochi che accedono alla procedura alla fine decidono di pagare (anche perché lo spettro della cartella esattoriale per bollette non pagate è uno spauracchio che chiunque sano di mente vuole evitare).

Ma io mi chiedo, nel Paese che ha condannato dopo un processo mediatico senza precedenti Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile (che -sia detto per verità di cronaca e non certo per condannare una volta di più chi peraltro ha già pagato la sua pena- vendevano beni non necessari) come è possibile che lo Stato e, ancor peggio, la Comunità europea, legittimino uno scempio di tale portata, su servizi essenziali, con operatori di call center che sono assolutamente consapevoli, quando subissano di chiamate il povero utente di turno, delle menzogne che stanno raccontando e, quindi, sono correi in una truffa miliardaria così ben orchestrata?

Ma è mai possibile che il cittadino debba chinare la testa davanti a una barbarie di questo genere e che la sua sola (e ipotetica) possibilità sia di accedere ad una conciliazione dove, ben che vada, dopo una fatica improba, avrà la misera consolazione di vedere ridotta la bolletta che non rispetta i valori di mercato ma, con l’aggiuntiva truffa del prezzo variabile, avrà tutte le caratteristiche delle cosiddette “bollette pazze”?

Cosa c’è dietro alla farsa del mercato libero? Il far west.