Mediobanca, i Benetton si sfilano dal patto. Arrivano le prime mosse di Del Vecchio

Mauro Speranza

29 Settembre 2021 - 10:10

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La controllata della famiglia Benetton lascia il patto tra soci di Mediobanca e Del Vecchio chiede modifiche allo statuto di Piazzetta Cuccia.

Mediobanca, i Benetton si sfilano dal patto. Arrivano le prime mosse di Del Vecchio

Con la partita su Generali ancora in corso, Mediobanca irrompe nel dibatto pubblico in attesa dell’assemblea dei soci prevista per il prossimo 28 ottobre.
La holding dei Benetton ha deciso di uscire dal patto di consultazione tra soci che scadrà a fine anno, ma ha rassicurato tutti dichiarando di cercare solo la neutralità.

Stessa rassicurazione arrivata da Leonardo Del Vecchio dopo le sue proposte di modifiche allo statuto di Mediobanca, ma molti scommettono che entrambi non resteranno a guardare per molto tempo.

I Benetton fuori dal patto di Mediobanca

Una lettera di disdetta dal patto tra soci di Mediobanca è stata inviata da Edizione Srl, società detenuta dalla famiglia Benetton e proprietaria del 2,1% di Mediobanca tramite Schematrentatre. Il patto era stato sottoscritto nel dicembre 2018, per scadere alla fine di quest’anno.
Nell’annuncio viene spiegato che l’obiettivo della decisione è quella di mantenere l’assoluta neutralità nell’ambito del percorso di ridefinizione delle linee strategiche del gruppo.

Edizione, però, ha assicurato che dietro questa decisione non ci sia alcuna strategia contro l’attuale management, il cui operato è apprezzato dalla holding dei Benetton.

Benetton e Generali

In un intreccio di quote detenute, Edizione detiene anche il 4% di Generali, quindi la mossa viene collegata da molti analisti a quanto sta accadendo nella compagnia del Leone.
Mentre i due soci forti di Trieste, Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio, sono impegnati nella battaglia per cambiare l’ad e il cda della compagnia, molti si interrogano sulla posizione che assumerà Edizione.

Con la dichiarazione di neutralità, Edizione sta prendendo tempo ma è evidente che dovrà prendere posizione in vista dell’assemblea di Generali prevista per primavera.
La partecipazione della holding dei Benetton vale attualmente 1,15 miliardi di euro, asset importante nella società ma certamente non il suo core business, mentre è maggiormente coinvolta nel futuro di Atlantia in vista dell’imminente uscita da Autostrade.

Del Vecchio chiede modifiche allo statuto Mediobanca

Nelle stesse ore, Del Vecchio si muove in Mediobanca con una richiesta di integrazione dell’ordine del giorno della prossima assemblea.
In particolare, la sua controllata Delfin ha richiesto di eliminare il requisito statutario secondo cui tre amministratori (nel caso in cui il consiglio abbia più di tredici componenti) devono essere dirigenti del gruppo Mediobanca da almeno tre anni, per “incrementare il numero degli amministratori di minoranza e far in modo che più liste possano concorrere alla nomina di tali amministratori”.

Come nel caso di Edizione, Delfin ha rassicurato l’attuale management di Mediobanca, dichiarando di non voler provocare ribaltoni. Nella nota, infatti, si specifica che la finanziaria non prevede né intende revocare l’attuale consiglio di amministrazione prima del suo mandato.
Inoltre, dalla società spiegano che la proposta di modifica dello statuto non persegue lo scopo di sostituire gli attuali amministratori o manager della banca, quanto piuttosto quello di assicurare che, d’ora in avanti, questi “operino all’interno di un quadro di regole di corporate governance coerente con le best practice” e siano fortemente incentivati a porre al centro la creazione di valore per tutti gli azionisti, “lasciando al consiglio di amministrazione e agli azionisti (come accade in qualsiasi altra società) il diritto di decidere in ultima istanza chi debba gestire la banca”.

Al di là delle dichiarazioni di facciata, dunque, tra le righe sembrano esserci le prime avvisaglie di un dibattito che potrebbe portare ad un vero e proprio scontro, così come sta avvenendo in Generali.

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