Manovra, il PD fa ricorso alla Consulta: “Costituzione violata”

Alessandro Cipolla

28 Dicembre 2018 - 16:36

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Legge di Bilancio: il Partito Democratico annuncia di aver presentato un ricorso alla Consulta per non aver potuto visionare il maxiemendamento.

Non si placano le polemiche sulla legge di Bilancio. Ora che la manovra è vicina alla sua approvazione finale, il via libera definitivo arriverà domani mattino proprio sul filo di lana, ecco che il Partito Democratico annuncia di aver fatto ricorso alla Consulta.

Il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci in una conferenza stampa ha annunciato infatti la clamorosa iniziativa, dettata dal fatto che “c’è stata la volontà precisa di impedire al Parlamento di conoscere cosa si stesse votando”, ipotizzando quindi una violazione della Costituzione.

Il PD ricorre alla Consulta

Il percorso di questa legge di Bilancio, la prima firmata dal nuovo governo Lega-Movimento 5 Stelle, con ogni probabilità è stato quello più segnato dalle polemiche superando anche quella “lacrime e sangue” approvata a fine 2011.

L’aver dovuto riscrivere quasi interamente la manovra nel suo passaggio al Senato, per evitare la procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea, ha fatto sì che i tempi si stringessero di molto per la maggioranza: per evitare l’esercizio provvisorio, la legge di Bilancio deve essere approvata entro fine anno.

Per accelerare i tempi, il governo si è affidato a un maxiemendamento che però praticamente non è stato discusso in commissione né alla Camera né al Senato. Il testo quindi è arrivato in Parlamento solo per incassare il voto di fiducia.

Questa mattina, attraverso il nostro collegio di avvocati, abbiamo depositato il ricorso alla Consulta per violazione della Costituzione - ha annunciato il capogruppo PD Andrea Marcucci - un ricorso che noi riteniamo importante, essenziale, molto grave, per ciò che è successo in queste settimane, prima al Senato e poi alla Camera, sulla legge di Bilancio”.

Secondo Marcucci “avevamo fatto una proposta, rispettosa dei tempi, per conoscere il maxiemendamento, ma c’è stata la volontà precisa di impedire al Parlamento di conoscere cosa si stesse votando”.

Per il Partito Democratico quindi “questo ricorso è stato fatto per ristabilire le regole fondamentali della democrazia”, sottolineando come i parlamentari della maggioranza “parlano di una manovra che non conoscono”.

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