Manovra 2027, approvata in CdM il 28 ottobre 2026 la bozza da 23,5 miliardi. Le novità su stipendi, flat tax giovani, imprese e card sanitaria.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Nel Consiglio dei Ministri del 28 ottobre è stata approvata la bozza della manovra 2027. Si tratta soltanto del primo testo, che molto probabilmente subirà numerose modifiche prima dell’approvazione finale. La Legge di Bilancio 2027 vale 23,5 miliardi di euro.
Molte misure di cui si è molto parlato nelle scorse settimane sembrano essere in bilico, come ad esempio il taglio Irpef per il ceto medio. Cosa prevede la bozza e cosa potrebbe cambiare per gli italiani?
L’obiettivo della Manovra, secondo le parole della Premier Giorgia Meloni, è quello di mantenere gli impegni presi facendo, però, quadrare i conti. Le priorità del governo sono le stesse degli anni passati: i salari, difendere il potere d’acquisto del ceto medio, prevedere agevolazioni per le imprese che investono e assumono, attenzione al costo dell’energia e poi sanità, famiglia e giovani.
Non tutto quello che voleva essere inserito nella Manovra 2027 sarà possibile e proprio a questo riguardo il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha osservato che a fronte delle moltissime richieste sarà fatto «quello che è possibile, non l’impossibile».
Misure fiscali per i giovani
L’interesse principale, in questo momento, è di far restare i giovani e contrastare la fuga dei cervelli rendendo competitive le retribuzioni italiane.
Tra le misure che dovrebbero essere attuate ci sarà una misura fiscale per gli under 30 (molto probabilmente la mini Irpef annunciata) e una flat tax al 5% per i neoassunti under 35. In questo secondo caso dovrebbe essere previsto un tetto di reddito massimo per l’agevolazione, ma ancora deve essere valutato.
Tra le novità potrebbe arrivare anche un’estensione della no tax area per under 25.
Misure per i lavoratori dipendenti
Si sta pensando, tra le altre cose, di prevedere una tassazione agevolata degli aumenti per rinnovi contrattuali al 5% e al tempo stesso di prevedere una tassazione agevolata al 15% per le maggiorazioni riconosciute per lavoro notturno e festivo e sul salario accessorio del pubblico impiego.
Per i redditi più bassi potrebbe arrivare anche la detassazione della tredicesima mensilità. L’aliquota di tassazione da applicare è ancora in fase di valutazione, ma potrebbe stanziarsi tra il 10% e il 15%.
Per i lavoratori autonomi, invece, è in ballo l’estensione della flat tax per le partite Iva che potrebbe passare dagli attuali 85.000 euro a 100.000 euro (ma l’ipotesi necessita del via libera della Commissione europea per la questione legata all’IVA).
Il taglio dell’Irpef al ceto medio ci sarà?
Rimane in forse il taglio Irpef al ceto medio, l’ipotesi di estendere l’aliquota al 33% fino a 60.000 euro era già stata congelata nelle scorse settimane per la mancanza di risorse. Era emersa la possibilità di prevedere il taglio per redditi fino a 55.000 euro, ma non c’è conferma su che decisione potrà essere presa al riguardo.
Per le imprese quello che si vorrebbe fare è rafforzare la super deduzione per chi assume aumentandola dal 130% al 140% per chi assume giovani e al 180% per chi assume giovani madri.
Fronte detrazioni, cosa potrebbe cambiare?
Un’importante novità potrebbe riguardare le detrazioni delle spese sanitarie da cui oggi sono esclusi gli incapienti e chi ricade nella no tax area. L’idea è quella di prevedere una card prepagata dal valore tra 300 e 500 euro per gli anziani over 75 con Isee entro certi limiti (ancora da valutare) e con la possibilità di estenderla anche alle famiglie numerose. Anche in questo caso non c’è ufficialità sulla misura, visto che si tratta di una proposta.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.