Nuovo bonus salute per pensionati al minimo. La proposta al vaglio per la Legge di Bilancio 2027, le spese coperte ed i tempi dell’iter parlamentare.
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Tra le ipotesi di misure da inserire nella Legge di Bilancio 2027 che hanno fatto maggiormente discutere si fa largo l’idea di un bonus per le spese sanitarie come aiuto mirato per sostenere chi deve far fronte a visite e cure mediche.
L’ipotesi è quella di istituire una card ricaricabile con un importo compreso tra 300 e 500 euro. La misura servirebbe a superare i limiti delle attuali detrazioni fiscali che, di solito, escludono dal beneficio chi ha redditi più bassi. Con la card ricaricabile si riconoscerebbe l’agevolazione anche agli incapienti e a chi ricade nella no tax area e in questo modo si andrebbe a sostenere una platea di beneficiari ben definita, con un’attenzione particolare per gli anziani over 75 che versano in una condizione di disagio economico.
Maurizio Casasco, deputato e responsabile del dipartimento economia di Forza Italia, ha confermato pubblicamente che la misura è al vaglio per essere inserita nel perimetro della prossima manovra finanziaria, specificando che l’obiettivo è introdurre uno strumento diretto come una card per superare l’incapienza fiscale. Alla data del 27 ottobre 2026, la misura non risulta ancora formalizzata in un emendamento depositato e non dispone di una relazione tecnica ufficiale.
Chi sono i potenziali beneficiari?
Il bonus sanitario sarebbe destinato alla terza età. L’orientamento dell’esecutivo, al momento, prevede una soglia anagrafica di 75 anni per accedere alla misura e limiti di reddito che circoscrivano l’agevolazione solo a chi ne ha veramente bisogno. Le simulazioni per stabilire i tetti di reddito o di Isee sono ancora in corso, ma l’idea sarebbe quella di limitare la platea ai pensionati minimi e ai soggetti che hanno meno capacità economica.
Si sta valutando, inoltre, se estendere il beneficio anche alle famiglie numerose con fragilità economica.
Cosa si potrà comprare con la card sanitaria?
La carta prepagata nasce con lo scopo di sostenere i fragili nelle prestazioni mediche, in particolare quelle non coperte interamente dal Servizio Sanitario Nazionale.
Proprio per questo le spese ammesse comprenderebbero:
- cure odontoiatriche (compreso l’acquisto di dentiere);
- farmaci e medicinali;
- ticket sanitari;
- servizi di assistenza e cura al domicilio dell’anziano.
La card supererebbe l’incapienza fiscale
La card sembra interessante soprattutto perché permetterebbe di superare l’incapienza fiscale. Oggi la normativa riconosce la detrazione al 19% sulle spese sanitarie e mediche: questo significa che il 19% di quanto speso viene scontato dalle imposte nel modello 730.
Si tratta, però, di un sistema iniquo poiché esclude i redditi molto bassi. Molti anziani, ad esempio quelli con la pensione integrata al minimo, restano nella fascia della no tax area e non hanno, quindi, la capienza fiscale per poter portare in detrazione le spese mediche e sanitarie. La detrazione per loro è inutile. Un’agevolazione fiscale così importante, di fatto, esclude la fascia di popolazione che ne avrebbe materialmente più bisogno.
La card da 300 o da 500 euro, invece, permetterebbe agli anziani di avere una disponibilità immediata e diretta delle somme necessarie a far fronte a qualsiasi bisogno medico.
Cosa succede ora?
Al momento la proposta è oggetto di confronto nei vertici di maggioranza: si deve calcolare l’impatto che avrebbe sul fondo complessivo da circa 2,4 miliardi destinato alla sanità. Se la misura verrà giudicata attuabile dovrà essere formalizzata come emendamento da presentare alla Legge di Bilancio 2027. Tra novembre e dicembre il testo dovrà essere approvato dalle Camere per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro la fine dell’anno ed entrare in vigore dal 1° gennaio 2027.
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