Flat tax forfettari fino a 100.000 euro, casa cambia con la Legge di Bilancio 2027

Patrizia Del Pidio

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Guida al nuovo Forfettario fino a 100.000€. Calcoli sul risparmio d’imposta e gestione della fattura elettronica.

Flat tax forfettari fino a 100.000 euro, casa cambia con la Legge di Bilancio 2027

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La bozza della Legge di Bilancio 2027, che ha ottenuto il primo via libera dal Consiglio dei Ministri del 28 ottobre, conferma l’estensione della flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro. Per non scontrarsi con le regole della Comunità Europea, per i redditi compresi tra 85.000 e 100.000 euro si dovrà fare a meno delle semplificazioni IVA.

Il regime forfettario, quindi, nel 2027 si dividerà in due, da una parte la flat tax fino a 85.000 euro che potrà godere anche delle semplificazioni IVA. Al superamento degli 85.000 euro, invece sarà necessario applicare l’IVA.

La notizia dell’estensione a 100.000 euro deriva da proposte politiche della maggioranza . Vediamo cosa cambia di concreto con l’ampliamento, cosa comporta in ambito di adempimenti e quanto si risparmierebbe rispetto ai limiti previsti oggi.

Flat tax forfettari a 100.000 euro

Anche se l’estensione è stata confermata, bisogna considerare che la flat tax del regime forfettario fino a 100.000 euro non è così semplice come si potrebbe pensare. Per effettuare la modifica l’Italia avrebbe dovuto coordinarsi con le normative europee in materia di Iva che, attualmente, prevedono l’esclusione dell’applicazione fino a 85.000 euro.

L’ampliamento fino a 100.000 euro prevede che fino a 85.000 euro l’assetto rimarrebbe quello attuale con l’imposta sostitutiva al 5% o al 15% e nessuna applicazione dell’Iva. Per redditi tra 85.000 e 100.000 euro si beneficierà ancora della tassazione agevolata, ma scatterà l’obbligo di applicazione dell’Iva in fattura per la parte eccedente gli 85.000 euro.

Nella seguente tabella riassumiamo come sarà la flat tax a partire dal 2027:

Situazione Regole attuali (soglia a 85k) Ipotesi riforma 2027 (soglia a 100k)
Tra 85.000 e 100.000 € Si esce dal forfettario a partire dall’anno successivo Si rimane nel regime forfettario, ma con potenziale obbligo di IVA
Oltre i 100.000 € Uscita immediata dal regime durante l’anno stesso, con applicazione retroattiva dell’IVA Uscita immediata dal regime (comportando il passaggio all’IRPEF ordinaria)

Il reale impatto della modifica

Per valutare il reale impatto della riforma 2027 prendiamo come esempio un contribuente che arriverà a 90.000 euro di ricavi nel 2027. Vediamo quale sarebbe il risparmio sulle imposte dirette e quali sarebbe le complicazioni legate all’IVA e agli adempimenti di fatturazione.

Immaginiamo che il professionista abbia il coefficiente di redditività al 78% e i contributi previdenziali stimati, per semplicità a 10.000 euro. Nella seguente tabella riassumiamo i costi e gli adempimenti.

Elemento di calcolo Regole attuali (passaggio a IRPEF ordinaria) 2027 con Flat Tax a doppio binario
Imposte sui redditi circa 14.500 € a scaglioni IRPEF (dal 23% al 43%) circa 9.030 € con Flat Tax al 15% (o circa 3.010 € se start-up al 5%)
Applicazione dell’IVA Obbligatoria su tutto il fatturato dell’anno successivo Obbligatoria solo sulla quota sopra 85k (sui 5.000 € eccedenti)
Adempimenti e costi Contabilità ordinaria/semplificata, costi del commercialista più alti Registri IVA, liquidazioni periodiche e fatturazione con IVA

Sicuramente l’estensione fa emergere una forte riduzione delle imposte. il risparmio netto sulle imposte sarebbe di 5.500 euro (circa 11.000 euro se si beneficia dell’aliquota al 5%) che viene tuttavia bilanciato dai maggiori oneri gestionali. Da considerare che sulla parte che eccede gli 85.000 euro il contribuente dovrebbe calcolare e applicare l’IVA in fattura, gestire la liquidazione periodica dell’IVA.

Converebbe restare nel regime forfettario?

A livello puramente matematico, restare nel forfettario conviene quasi sempre per le partite IVA con ricavi tra 85.000 e 100.000 euro, poiché l’imposta sostitutiva al 5% o 15% è drasticamente inferiore all’IRPEF progressiva. Tuttavia, il nuovo meccanismo introduce complicazioni operative che richiedono scelte strategiche immediate.

Oggi, chi fattura 90.000 euro viene espulso dal forfettario l’anno successivo, passando al regime ordinario IRPEF. Nel 2027, rimanendo nel forfettario, il risparmio fiscale è netto:

  • regime Ordinario IRPEF (Regole attuali): tra IRPEF a scaglioni progressivi (fino al 43%) e contributi, il carico totale è di circa 32.700 €;
  • forfettario 15% (Riforma 2027): il carico totale (imposta 15% + contributi) scende a circa 27.200 € (5.500 € risparmiati);
  • forfettario 5% (Start-up 2027): il carico totale scende a circa 21.200 € (11.500 € risparmiati).

Quello che bisogna considerare è che il superamento della soglia degli 85.000 euro trasforma il contribuente in una specie di ibrido. Non si applica più la totale esenzione dagli adempimenti IVA e questo avrebbe delle conseguenze:

  • diventa obbligatorio richiedere al commercialista l’attivazione dei registri IVA (acquisti e vendite) non appena si prevede di superare gli 85.000 euro.
  • adeguamento della fatturazione: da 85.001 a 100.000 €: Modifica del tracciato XML della fattura elettronica per inserire l’aliquota IVA ordinaria (es. 22%) sulla quota eccedente;
  • invio trimestrale o mensile delle liquidazioni IVA all’Agenzia delle Entrate per versare l’imposta incassata sui ricavi eccedenti.

Articolo revisionato da Patrizia Del Pidio il

Commenti

2

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Bah, altro cambio che sembra una finta rivoluzione. Prima pensassero a ridurre le commissioni POS e a semplificare scontrini e burocrazia! Qui i costi fissi continuano a schiacciarci!

Ma com’è complicata questa cosa della flat tax! Da un lato, capisco che alzare il limite a 100.000 euro possa sembrare una bella idea per chi ha una partita IVA, ma dall’altro mi pare che ci siano sempre un sacco di vincoli e burocrazia. Già faccio fatica a capire come funzionano le offerte al supermercato, figuriamoci con le tasse e le normative europee! E poi, mi auguro che non ci siano fregature o truffe in arrivo. A questa età vorrei solo che tutto fosse più semplice, non più difficile. Bah, speriamo bene e che i giovani sappiano destreggiarsi in queste cose!

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