La lira turca è crollata

La lira turca è crollata a pochi giorni dalle elezioni amministrative mentre dal Paese è iniziata la fuga di capitali: cosa sta accadendo?

La lira turca è crollata

Pessima giornata per la lira turca che a tre giorni dalle elezioni amministrative è crollata di oltre 5 punti percentuali contro il dollaro statunitense.

Neanche il nuovo anno è risultato particolarmente clemente con la valuta di Ankara che, invece, nel corso del 2018 ha bruciato più del 30% del suo valore.

L’ultimo mese è stato decisamente impegnativo per la lira turca che dopo il tonfo della scorsa settimana ha tentato - senza successo - di recuperare quota. Poi, a pochi giorni dalle attese elezioni amministrative, si è verificato un nuovo crollo che ha riportato USDTRY oltre quota 5,57. Il tutto è accaduto mentre la Turchia ha dovuto fronteggiare un nuovo forte deflusso di capitali; una vera e propria fuga.

Lira turca crolla verso le elezioni: i motivi

Il tonfo della valuta è iniziato venerdì, dopo che la banca centrale ha alzato il velo su una drastica diminuzione delle riserve internazionali. Il dato netto ufficiale per la settimana terminata il 22 marzo si è attestato a 142 miliardi di lire (24,7 miliardi di dollari): il calo è stato di circa $10 miliardi nelle prime tre settimane di marzo. L’ultima volta in cui la Turchia ha assistito a una flessione così marcata è stato nel 2014.

Questi segnali di debolezza (una banca centrale che utilizza le riserve per sostenere la sua valuta non è certo segno di stabilità) hanno dato vita a una nuova ondata di speculazioni sul Paese, durante la quale è stata travolta anche la lira turca.

Quest’ultima ha tentato di recuperare terreno con l’arrivo della nuova settimana. Ciò è stato possibile grazie alle ultime mosse del governo che ha incaricato le banche nazionali di trattenere la liquidità dal mercato degli swap offshore per evitare un forte calo della valuta - in altre parole alle banche è stato vietato di prestare lire alle controparti straniere.

Il tutto con l’obiettivo di prevenire le vendite allo scoperto e la speculazione in vista delle elezioni locali di domenica, ampiamente considerate come un referendum sul presidente turco Recep Tayyip Erdogan che secondo i sondaggi potrebbe perdere il controllo di alcuni centri strategici.

Al momento in cui si scrive la lira turca sta perdendo il 4,63% contro il dollaro statunitense e sta scambiando intorno a quota 5,58.

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