Legge di Bilancio 2023, ecco quali sono gli emendamenti saltati

Giorgia Bonamoneta

11/12/2022

La commissione Bilancio della Camera si è espressa. Ecco tutti gli mandamenti inammissibili per la legge di Bilancio.

Legge di Bilancio 2023, ecco quali sono gli emendamenti saltati

La commissione Bilancio della Camera si è espressa. Il compito era quello di ridurre il numero degli emendamenti presentati alla legge di Bilancio 2023. Da oltre 3.000 emendamenti, le proposte fissate sono state in totale 450: 200 della maggioranza e 250 dell’opposizione. Ma quali sono gli andamenti saltati?

Tra l’estensione dell’età pensionabile medici e l’inammissibilità per il finanziamento di celebrazioni, molte altre proposte sono state invece prese in considerazione. Sono state considerate ammissibili per esempio le proposte per l’assistenza alle persone con disabilità e le loro famiglie, tra cui un finanziamento a favore dell’Ente nazionale per la protezione l’assistenza dei sordi e ancora il contributo di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025 all’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.

Su un pacchetto di 3.024 emendamenti proposti alla manovra, 1.003 erano state definite inammissibili. In particolare 546 mancavano delle coperture adeguate per poter essere considerate ammissibili. Ecco quali sono gli emendamenti saltati alla legge di Bilancio 2023.

Gli emendamenti inammissibili: quali sono le proposte saltate

Saltano molte delle proposte di emendamento alla legge di Bilancio 2023. La commissione Bilancio alla Camera ha scartato, ma anche riammesso, diverse proposte. Sulle oltre 3.000 proposte, più di 1.000 sono state tagliate e le proposte fissate sono complessivamente 450, di cui 200 della maggioranza e 250 dell’opposizione. 546 avevano ottenuto il ‘bollino rosso’ per mancanza di coperture adeguate, scrive Il Sole 24 Ore, mentre altre sono state tagliate perché micro settoriali, ordinamentali o perché deleghe.

Gli emendamenti che saltano sono principalmente:

  • età pensionabile dei medici a 72 anni;
  • emendamento tassa marmi a favore comune Massa e Carrara;
  • Fondazione Vittoriano, celebrazioni nascita di Marconi e rievocazione de La Girandola;
  • garante dei diritti animali e permesso ai lavoratori per il decesso del proprio animale domestico.

Legge di Bilancio: no a estensione età pensionabile ai medici

No ai medici in corsia o negli studi fino a 72 anni. La commissione Bilancio boccia la proposta per prorogare l’età pensionabile ai medici fino a 72 anni. Lo scopo era quello di limitare la fuoriuscita dei medici dal sistema per arginare la carenza di questi.

Una proposta inutile, definita “una toppa peggiore del buco” che rischia di limitare l’accesso alla carriera ai giovani e di non bloccare il fenomeno delle cooperative con i medici comprati a gettone, hanno commentato i sindacati dei medici.

Legge di Bilancio: no a tassa sul marmo e al festival del blues

La commissione Bilancio ha definito inammissibile anche l’emendamento per la tassa sui marmi a favore dei comuni di Massa e Carrara. Si trattava dell’emendamento a firma del deputato di Fratelli d’Italia Amorese numero 68.08.

Inammissibile anche un altro emendamento a firma dello stesso deputato che proponeva una proroga ai contributi concessi al Pistoia Blues Festival.

Legge di Bilancio: no a rievocazioni storiche e celebrazioni varie

Sono state definite inammissibili tre delle proposte a firma Mollicone. Hanno fatto molto discutere le proposte per le celebrazioni del 150esino anniversario della nascita adesioni di Marconi, la fondazione di diritto privato “Fondazione Vittoriano” e il sostegno economico per la rievocazione storica de La Girandola di Roma, ma non sono passate.

Legge di Bilancio: no a proposte su animali domestici

Infine no anche al Garante dei diritti animali e al permesso per i lavoratori in caso di decesso dell’animale di famiglia. Sono state considerate inammissibile in commissione Bilancio l’istituzione del Garante nazionale dei diritti degli animali, come anche l’emendamento per un permesso retribuito di due giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di gravi malattie dell’animale domestico. Infine è stato considerato inammissibile anche il divieto di utilizzare gli animali per i servizi di trazione.