Manovra, ecco come saranno spesi i soldi: il 35% per il debito, l’1% per l’ambiente

Alessandro Cipolla

3 Gennaio 2019 - 10:22

condividi
Facebook
twitter whatsapp

La ripartizione delle spese secondo la legge di Bilancio 2019: il grosso dei soldi sarà utilizzato per il debito pubblico, meno del 4% per lo sviluppo.

Dopo un percorso lungo e pieno di ostacoli, proprio sul gong il governo ha approvato la legge di Bilancio: riscritta quasi da capo nel suo passaggio al Senato, la manovra ha ottenuto il via libera da parte del Parlamento dopo tre voti di fiducia.

Ma come saranno spesi i soldi che lo Stato prevede di incassare in questo 2019? Grazie ai dati e alle tabelle fornite da OpenBdap (la banca dati online della Ragioneria dello Stato), possiamo vedere in che settori saranno indirizzati i fondi stando a quanto previsto dalla legge di Bilancio.

Legge di Bilancio: come saranno spesi i soldi

Non sono di certo mancate le tensioni e le polemiche in questi lunghi mesi che hanno portato all’approvazione della legge di Bilancio, la prima targata Lega-Movimento 5 Stelle e che è stata rinominata proprio dalla stessa maggioranza la “Manovra del Popolo”.

Dopo l’aspro scontro con Bruxelles, alla fine il governo gialloverde ha trovato un accordo con la Commissione Europea evitando così l’avvio di una procedura d’infrazione. In cambio però l’Italia ha diminuito in maniera sensibile il deficit previsto, tagliando le spese per oltre 10 miliardi.

In totale nella legge di Bilancio 2019 sono previste spese pari a 869 miliardi, 17 miliardi in più rispetto allo scorso anno. Una manovra quella dell’esecutivo carioca quindi più espansiva se paragonata a quella del governo Gentiloni.

Grazie ai dati snocciolati da OpenBdap, adesso che è arrivata la firma di Mattarella ed è giunta alla sua conclusione la telenovelas con l’Europa, possiamo vedere da dove entreranno in cassa i soldi e come questi verranno spesi.


Fonte OpenBdap

Per quanto riguarda le entrate, le tasse e le imposte rappresentano la voce più significativa con quasi il 60% del totale degli introiti previsti che arriveranno dal Fisco. Quasi tutto il restante invece sarà finanziato grazie al ricorso al debito.

Di conseguenza, oltre il 35% delle uscite serviranno a gestire il pesante debito pubblico del nostro paese. Si tratta della voce più importante per quanto riguarda le spese, superando di gran lunga la fetta riservata alle politiche sociali, al lavoro e alla sanità.

Segnano il passo poi gli investimenti, stoppati soprattutto dopo la revisione della manovra, mentre per la tutela dell’ambiente sarà speso l’1% del budget: a riguardo, c’è stato comunque un incremento dei fondi soprattutto per il dissesto idrogeologico.

Il peso del debito pubblico

Leggendo i dati, appare lampante come questa legge di Bilancio sia fortemente caratterizzata dal debito. Per potersi finanziare, l’Italia ha previsto un massiccio ricorso al deficit che comunque è stato abbassato al 2,04% rispetto all’iniziale 2,4%.

Il rovescio della medaglia però è rappresentato dal fatto che la maggiore voce di spesa per lo Stato nel 2019 sarà quella in merito al debito pubblico. L’aumento dello spread, ora in calo dopo essere stato per settimane costantemente sopra quota 300, complica poi ulteriormente le cose.

Il massiccio ricorso al debito quindi è dovuto principalmente per onorare i prestiti pregressi: una sorta di circolo vizioso che pesa come un macigno sulla ripresa finanziaria del nostro paese.

Il governo gialloverde è sicuro che le misure inserite nella legge di Bilancio, nonostante il ridimensionamento, porteranno a un aumento del Pil così da poter bilanciare l’elevato ricorso al deficit.

Se così non fosse e senza un contenimento dello spread, la situazione delle casse statali però potrebbe peggiorare anche in maniera significativa: a quel punto, sarebbe quasi impossibile riuscire a disinnescare tra un anno le esose clausole di salvaguardia pendenti.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories