Quali sono davvero le città più calde al mondo? La classifica aggiornata sui posti dove davvero si fa fatica a vivere a causa delle temperature estreme
Quali sono le città più calde del mondo? La domanda è più che mai pertinente ora che anche l’estate 2026 si candida a entrare nella storia come una delle più roventi mai registrate.
Il mondo dovrà imparare a convivere con le ondate di calore, avverte da tempo l’agenzia meteorologica e climatica delle Nazioni Unite. Per l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), passaggi di caldo così forte sono destinati a verificarsi più spesso, con maggiore intensità e durata, a causa dei cambiamenti climatici indotti dall’uomo.
Non è un allarme astratto: il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato a livello globale e il primo anno solare in cui la temperatura media del pianeta ha superato di oltre 1,5 °C i livelli preindustriali, secondo il Copernicus Climate Change Service dell’Unione europea. Il 2025 è stato il secondo anno più caldo mai registrato, secondo il Copernicus Climate Change Service; gli ultimi undici anni sono i più caldi da quando esistono le rilevazioni, iniziate nel 1850.
Ormai le alte temperature sono diventate dei «killer silenziosi», capaci di provocare morti tra le persone non abituate a un caldo così asfissiante. E le città si sono trasformate in trappole di calore.
L’Europa, il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo (a un ritmo doppio rispetto alla media globale, con un aumento di circa 2 °C nei cinquant’anni dalla storica ondata del 1976), è in massima allerta. Nell’estate 2026 una serie di ondate di calore eccezionalmente precoci ha investito il continente già da fine maggio. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, dal 21 giugno si contano oltre 1.300 morti in eccesso legati al caldo estremo in Europa, con più di 150 milioni di persone coinvolte. La Francia ha vissuto il 24 giugno il giorno più caldo mai misurato su scala nazionale, con una temperatura media nazionale di 30 °C e punte fino a 43,8 °C a Pulluau, mentre un’allerta rossa veniva estesa a un numero record di 58 dipartimenti e si contavano 40 vittime per annegamento. In Germania 252 stazioni meteorologiche hanno segnato il proprio record assoluto di sempre, con 41,7 °C a Coschen il 28 giugno. La Spagna ha registrato il 23 e 24 giugno le giornate di giugno più calde di sempre, con Bilbao a 42,7 °C secondo l’agenzia AEMET.
Eppure, incrociando studi e analisi meteorologici, non sono europee le città più calde del mondo. Dove si trovano? Ecco la classifica aggiornata, con l’avvertenza che l’Europa potrebbe entrare nella top ten nei prossimi anni.
Le 10 città più calde del mondo
Una premessa sul metodo. Per costruire una classifica davvero coerente, tutte le città sono confrontate con lo stesso parametro: la temperatura media massima estiva, cioè la media delle temperature massime giornaliere nel mese più caldo dell’anno. È il criterio che misura non il singolo record occasionale, ma il caldo costante e strutturale di una città. I valori derivano dalle normali climatologiche degli uffici meteorologici nazionali (rielaborate da Current Results e Weather Atlas): trattandosi di medie di lungo periodo, possono variare di uno o due gradi a seconda della stazione e degli anni di riferimento, e nella fascia dei 44-46 °C l’ordine va letto come indicativo.
Il risultato è comunque inequivocabile: le città più calde del pianeta non si trovano né in Europa né negli Stati Uniti, ma in una fascia ristretta tra il sud-ovest dell’Iran, il sud dell’Iraq, il Kuwait e il Pakistan. Ecco la top ten, dalla decima alla prima posizione.
10) Riyadh, Arabia Saudita (43,6 °C)
La capitale saudita, nel cuore dell’altopiano arabico, tocca ad agosto una media delle massime di 43,6 °C (110,5 °F). È un caldo desertico estremo e secchissimo - a luglio l’umidità relativa media scende al 10% - che rende le giornate roventi e prive di qualsiasi sollievo, mentre la domanda di condizionamento mette sotto pressione la rete elettrica di una metropoli da oltre sette milioni di abitanti.
9) La Mecca, Arabia Saudita (43,8 °C)
A ovest del Paese, La Mecca registra a giugno una media delle massime di 43,8 °C (110,8 °F), con circa 300 giorni all’anno sopra i 32 °C. Qui il caldo diventa una questione di salute pubblica: quando il pellegrinaggio dell’Hajj cade nei mesi estivi, milioni di fedeli affrontano temperature che nei giorni peggiori superano i 50 °C, con il record cittadino fissato a 51,4 °C nel giugno 2012.
8) Baghdad, Iraq (44 °C)
La capitale irachena, attraversata dal Tigri, vive estati lunghe e infuocate: a luglio la media delle massime sfiora i 44 °C (111 °F), con picchi che a fine mese hanno raggiunto i 52 °C. Le tempeste di sabbia e la fragilità della rete elettrica, spesso in tilt sotto la domanda dei condizionatori, aggravano le condizioni di vita in una delle capitali più calde del mondo.
7) Nawabshah, Pakistan (44,3 °C)
Nel cuore del Sindh, lungo la valle dell’Indo, Nawabshah raggiunge tra maggio e giugno una media delle massime di 44,3 °C (111,7 °F). Fa parte della zona più rovente del Pakistan e ne detiene alcuni dei record assoluti: nel maggio 2016 il termometro è arrivato a 52,2 °C, tra i valori più alti mai misurati nel Paese.
6) Nassiriya, Iraq (44,8 °C)
Sulle rive dell’Eufrate, nel sud dell’Iraq e non lontano dall’antica città sumera di Ur, Nassiriya (An Nasiriyah) segna a luglio una media delle massime di 44,8 °C (112,6 °F). È una delle città che, insieme a Kuwait City e Ahvaz, definiscono la fascia più calda del pianeta, dove il caldo estremo si protrae per cinque mesi l’anno, da maggio a settembre.
5) Amara, Iraq (45,5 °C)
Poco più a nord, nella regione paludosa del Maysan, Amara (Al Amarah) sale a luglio a una media delle massime di 45,5 °C (113,9 °F). La combinazione di clima desertico e zone umide circostanti alza i livelli di umidità e amplifica lo stress da calore, in un’area dove le estati mettono a dura prova infrastrutture e popolazione.
4) Jacobabad, Pakistan (45,9 °C)
Nel Sindh settentrionale, Jacobabad è tristemente celebre per il suo caldo: a giugno la media delle massime è di 45,9 °C (114,6 °F). Qui l’unione di temperature elevatissime e umidità spinge la «temperatura di bulbo umido» vicino al limite di sopravvivenza umana; i blackout durante le ondate di calore sono frequenti e la città ha toccato i 52,5 °C nel maggio 2010.
3) Bassora, Iraq (46 °C)
Città portuale del sud dell’Iraq, affacciata sulla Shatt al-Arab, Bassora (Basra) raggiunge a luglio una media delle massime intorno ai 46 °C (114,8 °F). La vicinanza alle zone umide alza l’umidità e rende il caldo ancora più opprimente; snodo cruciale per l’export petrolifero iracheno, la città costringe i suoi residenti a frequenti blackout estivi. Il 22 luglio 2016 vi sono stati registrati 53,9 °C, tra i valori più estremi mai misurati sul pianeta.
2) Ahvaz, Iran (46,8 °C)
Nel sud-ovest dell’Iran, nella provincia del Khuzestan, Ahvaz sorge in una conca a bassa quota che intrappola l’aria calda: ad agosto la media delle massime raggiunge i 46,8 °C (116,2 °F). L’effetto isola di calore urbano, la vicinanza a zone paludose e un’intensa industria petrolifera rendono le sue estati fra le più insopportabili al mondo, tra tempeste di sabbia e blackout ricorrenti. Il 29 giugno 2017 il termometro ha toccato 53,7 °C.
1) Città del Kuwait, Kuwait (46,9 °C)
In cima alla classifica c’è la capitale kuwaitiana, sulla costa settentrionale del Golfo Persico: ad agosto la media delle massime tocca i 46,9 °C (116,4 °F) e persino di notte il termometro resta spesso sopra i 30 °C. La forte urbanizzazione e le attività industriali contribuiscono all’effetto isola di calore, e i record parlano da soli: nel luglio 2016 la stazione meteorologica di Mitribah, nel nord-ovest del Kuwait, registrò 53,9 °C, valore riconosciuto dall’OMM come il più elevato mai misurato in Asia.
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