Le autostrade italiane sono quasi tutte in concessione

Alberto De Pasquale

04/09/2024

Su 7 mila chilometri di rete solo meno di mille sono ad accesso gratuito. Nel resto d’Europa il pedaggio è più l’eccezione che la regola.

Le autostrade italiane sono quasi tutte in concessione

Pagare il pedaggio quando si viaggia in autostrada è la regola, quantomeno in Italia. Nel resto d’Europa, invece, può definirsi senza dubbio l’eccezione, perché i paesi dell’Unione Europea in cui è previsto il pagamento al casello sono oggettivamente in minoranza e, in quasi tutti, i costi sono anche inferiori.

L’Italia è tra i paesi con il maggior numero di chilometri di autostrade gestiti in concessione e per i quali è previsto, generalmente, il pagamento diretto del pedaggio: più di 6 mila chilometri di autostrade su 7 mila, oltre l’86%, sono in concessione (il restante 14% è gestito direttamente da Anas).

In Francia, che tra i principali paesi Ue ha una rete autostradale con le caratteristiche più simili a quella italiana, i chilometri in concessione sono circa il 77%. In Spagna, dove il sistema è un po’ diverso, su oltre 12 mila chilometri di strade ad alta percorrenza appena 1.435 (il 12%) sono «autopistas» a pedaggio. Ancora differente il caso tedesco: in Germania vige un modello di gestione pubblica diretta delle autostrade.

Il tema è spesso di attualità. Sulla tangenziale di Napoli si sta sperimentando TargaGO, che permette di passare al casello tramite un sistema di telecamere che riconosce la targa del veicolo ed effettua il pagamento del pedaggio in automatico, grazie all’associazione della targa stessa a un conto corrente. Inoltre, come annunciato nelle scorse settimane dal Ministero dei Trasporti in una nota, con il nuovo ddl Concorrenza, che regola anche le concessioni autostradali (dal 2025 avranno durata massima di 15 anni), presto «per la prima volta una parte dei pedaggi non entrerà nelle casse dei grandi gruppi di concessionari, ma allo Stato».

Oggi tra i 27 paesi Ue solamente otto, Italia inclusa, prevedono il pagamento del pedaggio: meno di uno su tre. In nove paesi, tra cui quelli confinanti con l’Italia, come Austria e Slovenia, è in vigore la vignetta autostradale, un contrassegno obbligatorio per la circolazione. In cinque stati il pedaggio è dovuto solo per attraversare alcuni ponti o tunnel, mentre in altri cinque – Cipro, Estonia, Finlandia, Lussemburgo e Malta – non è previsto alcun pedaggio.

I pedaggi più costosi sono di Francia e Italia. Per viaggiare in auto sull’A1 da Milano a Roma, in una tratta da 600 chilometri, si possono pagare circa 47 euro di pedaggio. Mentre per un viaggio in Francia, sempre da quasi 600 chilometri, tra Parigi e Bordeaux il conto supera i 60 euro. Ma i costi dipendono molto da tratta a tratta. Per un viaggio di 300 chilometri da Parigi a Calais si spendono meno di 25 euro: non molto di più del pedaggio stimato per percorrere, sempre 300 chilometri, da Milano a Firenze (circa 24 euro).

Tra pedaggi, canone aggiuntivo e Iva, le autostrade italiane incassano in un anno oltre 8 miliardi di euro come introiti da pedaggio. Con quasi 3 mila chilometri di rete autostradale in gestione, Autostrade per l’Italia è il primo concessionario nel nostro Paese e tra i primi in Europa. Su oltre 4,3 miliardi di euro di ricavi registrati nel 2023, quelli derivanti dal pedaggio sono stati per Aspi superiori a 3,8 miliardi, in aumento di 129 milioni rispetto al 2022, a causa dell’incremento del traffico, ma anche dell’aumento delle tariffe (+1,6%).