Quali sono le lauree più pagate nel mondo del lavoro? Alla scoperta delle università che consentono di guadagnare di più secondo i dati aggiornati dell’University Report
In un mondo del lavoro sempre più competitivo e dinamico, molti giovani si pongono una domanda cruciale: «Qual è il percorso universitario che mi garantirà migliori opportunità economiche?» La risposta non è semplice, ma alcune indicazioni arrivano dai dati raccolti ogni anno da istituti specializzati come l’Osservatorio JobPricing, che con l’University Report 2026, giunto all’ottava edizione, analizza retribuzioni e prospettive professionali dei laureati italiani sulla base dei dati relativi al 2025.
Anche se la laurea non è obbligatoria per diventare ricchi o di successo, è spesso un trampolino di lancio fondamentale per accedere a posizioni ben retribuite e con prospettive di crescita. Tuttavia, non tutte le lauree sono uguali: alcune offrono un ritorno economico decisamente maggiore rispetto ad altre, sia per il settore in cui operano sia per l’ateneo di provenienza e il territorio in cui si trova.
Ecco, allora, quali sono le lauree più pagate, o, meglio, più redditizie nel mondo del lavoro, in base agli ultimi dati disponibili.
Avere una laurea conta ancora per fare soldi?
Mettiamo subito in chiaro che, di base, possedere una laurea certifica una speranza di retribuzione più elevata che non averla, magari fermandosi al diploma di scuola media superiore.
I numeri dell’University Report 2026 parlano chiaro: nel 2025 la RAL media delle persone laureate è pari a 42.378 euro, contro i 30.999 euro di chi non ha conseguito una laurea, con un differenziale di circa il 37%. Il divario resta ampio anche aggiungendo la parte variabile dello stipendio: la retribuzione globale annua (RGA) arriva a 44.739 euro per i laureati e si ferma a 31.475 euro per i non laureati.
Il premio italiano resta comunque più contenuto rispetto al resto d’Europa: secondo l’Education and Training Monitor 2025 della Commissione europea, citato nel report, a livello UE chi possiede un titolo di istruzione terziaria guadagna in media circa il 52% in più di chi si è fermato alla scuola secondaria superiore.
Tra laureati e non laureati, d’altronde, la differenza nelle opportunità di guadagno cresce con l’età: se nella fascia 15-24 anni il vantaggio di un laureato è di appena il 9%, sale al 21% tra i 25 e i 34 anni, per poi arrivare al 49% tra i 45 e i 54 anni e a un distacco del 68% dai 55 anni in su.
| Fascia d’età | Non laureati | Laureati | Differenza |
|---|---|---|---|
| 15-24 anni | 26.977 € | 29.318 € | 9% |
| 25-34 anni | 28.402 € | 34.445 € | 21% |
| 35-44 anni | 30.487 € | 41.236 € | 35% |
| 45-54 anni | 32.403 € | 48.146 € | 49% |
| 55 anni o più | 33.401 € | 56.187 € | 68% |
Insomma, essere laureati alla lunga paga, anche se meno che in passato. Il report segnala infatti una compressione del premio salariale: tra i 35 e i 44 anni il vantaggio dei laureati è sceso dal 45% del 2020 al 35% del 2025, mentre tra i 45 e i 54 anni è passato dal 68% al 49%.
Ma non solo alla lunga, dato che anche i dati sull’occupazione confermano il valore del titolo. Secondo le elaborazioni su dati Istat riportate nel report, nel 2025 le persone con laurea o post-laurea registrano un tasso di occupazione dell’82,8%, contro il 62,5% del totale della forza lavoro, oltre a un tasso di disoccupazione del 3,3% e a un tasso di inattività del 14,3%, i più bassi tra tutti i livelli di istruzione. Lo conferma anche il Rapporto AlmaLaurea 2026: a cinque anni dal titolo il tasso di occupazione tocca il 91,7% per i laureati di primo livello e il 94,4% per quelli di secondo livello. Più in salita, invece, il fronte degli stipendi d’ingresso: a un anno dalla laurea la retribuzione media netta mensile si ferma a 1.491 euro per i triennali e a 1.495 euro per i magistrali, in lieve calo in termini reali (rispettivamente -1,4% e -0,9%).
E, come ovvio che sia, si guadagna in maniera differente anche in base al livello di titolo universitario che si possiede. Facendo un confronto tra i vari attestati di istruzione, ecco la fotografia dei guadagni medi in Italia.
| Livello di istruzione | RAL media 2025 |
|---|---|
| Scuola dell’obbligo | 29.036 € |
| Qualifica di scuola professionale (triennale) | 29.415 € |
| Diploma di scuola secondaria superiore | 32.811 € |
| Laurea triennale | 34.640 € |
| Master di I livello | 45.830 € |
| Laurea magistrale | 45.877 € |
| Master di II livello | 52.826 € |
La laurea triennale garantisce in media 1.829 euro lordi annui in più del diploma, ma il vero salto arriva con la laurea magistrale, che supera i 45.800 euro, praticamente alla pari con il Master di I livello. In cima c’è il Master di II livello, con 52.826 euro. Nel lungo periodo, però, è proprio la laurea triennale a mostrare la crescita più sostenuta: tra il 2015 e il 2025 la RAL media di chi possiede questo titolo è aumentata del 20,4%, contro l’11,4% del diploma e il 10,8% della laurea magistrale.
Naturalmente, il successo economico non dipende solo dal titolo di studio: anche esperienza, soft skills, networking e adattabilità sono fattori cruciali. Conta anche il ruolo ricoperto: a parità di inquadramento, il vantaggio dei laureati si riduce al 6% tra i dirigenti, all’1,1% tra i quadri e al 5,6% tra gli impiegati, mentre tra gli operai diventa negativo (-3,7%), segnale evidente di sovra-istruzione. Tuttavia, scegliere con consapevolezza il proprio percorso accademico può offrire un vantaggio concreto e determinante.
Lauree più pagate: la classifica degli indirizzi universitari più redditizi
Secondo l’ultimo report di JobPricing, i laureati in discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) continuano a essere tra i più pagati in Italia, insieme a quelli delle aree economiche e statistiche. Al contrario, le lauree in ambito umanistico, linguistico, pedagogico, psicologico e politico-sociale restano sotto la media della fascia 25-34 anni, pari a 34.445 euro. Nessuna area disciplinare, però, scende più sotto i 32.000 euro annui: anche il fanalino di coda, Scienze storiche e filosofiche, si attesta a 32.049 euro, il 7% sotto la media.
Sulla base di quello che è il livello retributivo garantito all’ingresso nel mondo del lavoro (fascia d’età 25-34 anni), la facoltà che premia maggiormente i propri dottori è Ingegneria chimica e dei materiali, che scalza Ingegneria gestionale dal gradino più alto del podio. Per i giovani laureati di questo settore la RAL media tocca 37.693 euro, il 9,4% sopra la media.
Nei primi posti ne troviamo tanti di ingegneri: infatti, la classifica prosegue con Ingegneria meccanica, navale, aeronautica e aerospaziale (37.334 euro), Ingegneria gestionale (36.935 euro), Ingegneria nucleare (36.927 euro) e Ingegneria informatica, elettronica e delle telecomunicazioni (36.562 euro). Subito dopo si piazzano Scienze economiche e Scienze statistiche, entrambe sopra i 36 mila euro. Rispetto alla classifica dell’University Report 2024 perde terreno Scienze matematiche e informatiche, scivolata dal quarto al nono posto, mentre Scienze della terra risale dal diciassettesimo all’undicesimo con 35.066 euro. Ecco la classifica completa stilata da JobPricing nell’University Report 2026.
| Posizione | Area disciplinare | RAL tra 25 e 34 anni | Scostamento dalla media |
|---|---|---|---|
| 1 | Ingegneria chimica e dei materiali | 37.693 € | +9,4% |
| 2 | Ingegneria meccanica, navale, aeronautica e aerospaziale | 37.334 € | +8,4% |
| 3 | Ingegneria gestionale | 36.935 € | +7,2% |
| 4 | Ingegneria nucleare | 36.927 € | +7,2% |
| 5 | Ingegneria informatica, elettronica e delle telecomunicazioni | 36.562 € | +6,1% |
| 6 | Scienze economiche | 36.246 € | +5,2% |
| 7 | Scienze statistiche | 36.054 € | +4,7% |
| 8 | Ingegneria civile e architettura | 35.773 € | +3,9% |
| 9 | Scienze matematiche e informatiche | 35.526 € | +3,1% |
| 10 | Scienze fisiche | 35.122 € | +2,0% |
| 11 | Scienze della terra | 35.066 € | +1,8% |
| 12 | Scienze giuridiche | 34.871 € | +1,2% |
| 13 | Scienze agrarie e veterinarie | 34.631 € | +0,5% |
| 14 | Scienze biologiche | 34.493 € | +0,1% |
| 15 | Scienze chimiche | 34.220 € | -0,7% |
| 16 | Scienze mediche | 34.166 € | -0,8% |
| 17 | Scienze politiche e sociali | 33.014 € | -4,2% |
| 18 | Scienze pedagogiche e psicologiche | 32.565 € | -5,5% |
| 19 | Lingue e letterature straniere moderne | 32.306 € | -6,2% |
| 20 | Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche | 32.224 € | -6,4% |
| 21 | Scienze storiche e filosofiche | 32.049 € | -7,0% |
Le retribuzioni più basse non indicano un minore valore culturale o sociale di questi percorsi, ma una diversa capacità del mercato di assorbire e remunerare certe competenze, soprattutto nei primi anni dopo la laurea. Lo si vede anche nei tempi di inserimento: secondo il Rapporto AlmaLaurea 2025 citato nel report, a un anno dal titolo il tasso di occupazione si ferma al 60,9% per arte e design, al 62,6% per l’area letterario-umanistica e al 66,8% per quella linguistica, mentre sale al 90,1% per informatica e tecnologie ICT e all’89,4% per l’area medico-sanitaria.
Le università che «fanno guadagnare di più»
Oltre al tipo di laurea, anche l’università frequentata ha un impatto significativo sulla retribuzione. Le università italiane con un forte orientamento al mondo del lavoro, reti di placement strutturate e percorsi tecnico-ingegneristici o economico-manageriali tendono a garantire migliori sbocchi professionali.
Ad esempio, il report sopraccitato rileva che chi ha studiato in un’università privata ha una RAL media superiore di circa l’8% rispetto a chi ha frequentato un ateneo statale. Anche se, va detto, chi ha frequentato un politecnico ha ottime possibilità di «battere tutti» dal punto di vista della retribuzione. In questo caso, il divario con un’università statale tocca quasi 5.700 euro, pari a circa il 14% in più.
| Tipologia di università | RAL media 2025 |
|---|---|
| Università privata | 44.327 € |
| Università statale | 41.062 € |
| Politecnico | 46.768 € |
E poi bisogna comunque segnalare il fatto che ci sono delle differenze anche tra nord e sud. Una laurea presso un’università settentrionale apre a opportunità di guadagno superiori del 4% rispetto a chi si laurea al centro, e di circa il 9% rispetto a chi prende il titolo al sud.
| Sede dell’università | RAL media 2025 |
|---|---|
| Nord | 43.781 € |
| Centro | 41.900 € |
| Sud e Isole | 40.155 € |
Se si guardano esclusivamente le retribuzioni, dal Report emerge che è meglio laurearsi presso un politecnico al Nord, piuttosto che a una statale al Sud, ma è da tenere conto che le differenze nella media retributiva per area geografica sono influenzate sia dalla tipologia di atenei presenti sul territorio sia dal mercato del lavoro locale in cui avviene il primo inserimento.
Un piccolo vantaggio arriva anche dall’esperienza internazionale: chi ha svolto un periodo di studio all’estero durante l’università registra una retribuzione mediamente superiore del 2,7% rispetto a chi non l’ha fatto.
Ma quali sono, quindi, le migliori università dove studiare? Ecco la classifica dei 40 atenei per livello di retribuzione media annuale nella fascia d’età 25-34 anni, cioè nei primi dieci anni di carriera. JobPricing precisa che non si tratta di una graduatoria della qualità universitaria e che non tutti gli atenei sono presenti, perché alcuni non raggiungono la soglia minima di osservazioni statisticamente affidabili.
| Posizione | Ateneo | RAL media 25-34 anni | Scostamento dalla media |
|---|---|---|---|
| 1 | Università Commerciale Luigi Bocconi | 42.007 € | +22% |
| 2 | Politecnico di Milano | 37.873 € | +10% |
| 3 | Politecnico di Torino | 37.649 € | +9% |
| 4 | Università Cattolica del Sacro Cuore | 37.606 € | +9% |
| 5 | Università degli Studi di Parma | 37.461 € | +9% |
| 6 | Università degli Studi dell’Aquila | 36.128 € | +5% |
| 7 | Università degli Studi di Milano-Bicocca | 36.085 € | +5% |
| 8 | Università Ca’ Foscari di Venezia | 36.008 € | +5% |
| 9 | Università di Pisa | 35.939 € | +4% |
| 10 | Università degli Studi di Palermo | 35.769 € | +4% |
| 11 | Università degli Studi di Genova | 35.622 € | +3% |
| 12 | Alma Mater Studiorum Università di Bologna | 35.524 € | +3% |
| 13 | Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia | 35.349 € | +3% |
| 14 | Università degli Studi di Pavia | 34.827 € | +1% |
| 15 | Università degli Studi di Verona | 34.784 € | +1% |
| 16 | Politecnico di Bari | 34.661 € | +1% |
| 17 | Università degli Studi di Milano | 34.564 € | 0% |
| 18 | Università degli Studi di Trieste | 34.547 € | 0% |
| 19 | Università di Torino | 34.541 € | 0% |
| 20 | Università degli Studi di Catania | 34.411 € | 0% |
| 21 | Università degli Studi di Trento | 34.334 € | 0% |
| 22 | LUISS Guido Carli | 34.260 € | -1% |
| 23 | Università degli Studi di Napoli Federico II | 34.198 € | -1% |
| 24 | Università degli Studi di Napoli Parthenope | 34.156 € | -1% |
| 25 | Università degli Studi di Brescia | 34.130 € | -1% |
| 26 | Università degli Studi di Roma Tor Vergata | 34.072 € | -1% |
| 27 | Università Politecnica delle Marche | 34.058 € | -1% |
| 28 | Sapienza Università di Roma | 33.626 € | -2% |
| 29 | Università degli Studi di Padova | 33.624 € | -2% |
| 30 | Università degli Studi di Udine | 33.554 € | -3% |
| 31 | Università degli Studi di Bergamo | 33.246 € | -3% |
| 32 | Università degli Studi di Messina | 33.183 € | -4% |
| 33 | Università degli Studi di Firenze | 32.873 € | -5% |
| 34 | Università degli Studi di Siena | 32.832 € | -5% |
| 35 | Università degli Studi Roma Tre | 32.821 € | -5% |
| 36 | Università degli Studi di Ferrara | 32.745 € | -5% |
| 37 | Università degli Studi di Bari | 32.461 € | -6% |
| 38 | Università degli Studi di Perugia | 31.732 € | -8% |
| 39 | Università degli Studi della Calabria | 31.579 € | -8% |
| 40 | Università degli Studi di Cagliari | 30.766 € | -11% |
La Bocconi si conferma al primo posto e stacca tutti di oltre 4.000 euro. Parte del suo vantaggio si spiega con i ruoli raggiunti: il 18% dei suoi laureati osservati ricopre posizioni dirigenziali e il 33% è inquadrato come quadro, le quote più alte tra tutti gli atenei. Sopra la media si piazzano anche diversi atenei generalisti, come Parma, L’Aquila, Milano-Bicocca, Ca’ Foscari, Pisa e Palermo.
La fotografia d’ingresso, però, non dice tutto. Gli atenei con gli stipendi iniziali più alti non sempre sono quelli con la crescita più marcata nel corso della carriera: l’Università di Pavia registra l’incremento maggiore, passando da 34.827 euro nella fascia 25-34 anni a 72.527 euro tra i 45 e i 54 anni (+108,2%), seguita da Messina (+89%) e Napoli Parthenope (+69,2%). Bocconi e Politecnici, partendo da livelli già elevati, mostrano invece tassi di crescita percentuale più contenuti.
Quanto tempo serve per ripagare la laurea?
Laurearsi costa, e non solo in tasse. Per misurare quando l’investimento inizia davvero a rendere, JobPricing calcola ogni anno l’University Payback Index, che indica il numero di anni necessari per arrivare al punto di pareggio. Nel conto entrano i costi diretti di un percorso di cinque anni (tasse universitarie, materiale didattico, libri, computer e altri strumenti), a cui per i fuori sede si aggiungono il costo medio di una stanza singola in abitazione condivisa, le utenze e il vitto. A questi si somma il mancato guadagno, calcolato sulla RAL media di un lavoratore non laureato under 24. Dai 25 anni in poi, il premio salariale della laurea rispetto a un non laureato della stessa età riduce progressivamente il debito iniziale.
L’indice ipotizza una laurea conseguita nei tempi previsti, uno scenario tutt’altro che scontato: secondo il Rapporto AlmaLaurea 2025, finisce in regola solo il 58,5% dei laureati di primo livello, il 51,4% dei magistrali a ciclo unico e il 61,2% dei magistrali biennali. Ogni anno fuori corso allunga i tempi di recupero.
Nella nuova edizione cambia il vertice: il Politecnico di Torino supera la Bocconi e diventa l’ateneo che si ripaga più in fretta, con 13 anni per gli studenti in sede e 14,9 per i fuori sede. Bocconi e Politecnico di Milano seguono con 13,5 anni in sede. In fondo alla classifica si trovano Perugia e Bari, con 21 e 22 anni in sede, mentre il payback più lungo per i fuori sede spetta alla Statale di Milano, con 26,4 anni, davanti a Sapienza con 24,6: il peso del costo della vita nelle grandi città si fa sentire.
| Ateneo | Payback in sede (anni) | Payback fuori sede (anni) |
|---|---|---|
| Politecnico di Torino | 13,0 | 14,9 |
| Università Commerciale Luigi Bocconi | 13,5 | 15,8 |
| Politecnico di Milano | 13,5 | 16,4 |
| Università degli Studi dell’Aquila | 14,6 | 16,3 |
| Università degli Studi di Udine | 15,7 | 17,3 |
| Università di Pisa | 16,0 | 18,6 |
| Università degli Studi di Parma | 16,0 | 19,1 |
| Università degli Studi di Brescia | 16,0 | 17,9 |
| Alma Mater Studiorum Università di Bologna | 16,1 | 19,2 |
| Università degli Studi di Genova | 16,1 | 18,6 |
| Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia | 16,4 | 19,0 |
| Università Cattolica del Sacro Cuore | 16,5 | 20,4 |
| Università degli Studi di Milano-Bicocca | 16,9 | 21,6 |
| Università degli Studi di Trento | 17,0 | 19,5 |
| Università degli Studi di Palermo | 17,0 | 19,7 |
| Università degli Studi di Napoli Federico II | 17,1 | 19,7 |
| Università degli Studi di Firenze | 17,2 | 20,0 |
| Università degli Studi di Catania | 17,3 | 19,5 |
| Università degli Studi di Roma Tor Vergata | 17,3 | 20,6 |
| Università degli Studi di Ferrara | 17,4 | 19,3 |
| Università di Torino | 17,5 | 20,6 |
| Università degli Studi di Pavia | 17,7 | 20,5 |
| Università degli Studi di Padova | 17,7 | 20,4 |
| Politecnico di Bari | 17,8 | 20,5 |
| Università degli Studi Roma Tre | 18,3 | 21,6 |
| Università degli Studi di Trieste | 18,4 | 21,2 |
| Università Ca’ Foscari di Venezia | 18,9 | 23,0 |
| Università degli Studi di Siena | 19,0 | 21,8 |
| Università degli Studi di Verona | 19,1 | 22,4 |
| Università degli Studi di Bergamo | 19,2 | 22,1 |
| Università Politecnica delle Marche | 19,4 | 22,3 |
| Università degli Studi di Messina | 20,2 | 22,7 |
| Sapienza Università di Roma | 20,2 | 24,6 |
| Università degli Studi di Milano | 20,6 | 26,4 |
| LUISS Guido Carli | 20,6 | 23,8 |
| Università degli Studi di Perugia | 21,0 | 23,5 |
| Università degli Studi di Bari | 22,0 | 25,2 |
Borse di studio, no tax area, detrazioni per tasse universitarie e affitti dei fuori sede ed eventuali redditi da lavoro durante gli studi, non considerati nel calcolo, possono accorciare sensibilmente questi tempi.